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Supergirl, la recensione del cross-over con The Flash: Worlds’ Finest

Supergirl, la recensione del cross-over con The Flash: Worlds’ Finest

Di Lorenzo Pedrazzi

L’attesissimo cross-over tra Supergirl e The Flash è finalmente arrivato: Worlds’ Finest è un episodio luminoso e divertente, ma questo non gli impedisce di ereditare i difetti endemici della serie tv sulla Ragazza d’Acciaio…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Syobhan Smythe (Italia Ricci) è caduta da un palazzo, e si è salvata cacciando un urlo acutissimo che le ha permesso di atterrare illesa. Viene analizzata presso il DEO, ma gli esami non evidenziano nulla di anormale. Parlando con sua zia, scopre che le donne della sua famiglia sono funestate dalla maledizione di una Banshee, che si manifesta non appena qualcuno fa loro un torto. Nel caso di Siobhan, si tratta ovviamente di Kara Danvers alias Supergirl (Melissa Benoist), che l’ha fatta licenziare da Cat Grant (Calista Flockhart) dopo aver scoperto il suo tentativo di tradimento. Syobhan decide di abbracciare il suo lato malefico e usa i suoi poteri per aggredire Kara, scaraventandola fuori dal grattacielo della CatCo Media. Svenuta, Kara è in caduta libera, ma un misterioso eroe interviene per salvarla: è Flash (Grant Gustin), appena arrivato da una realtà parallela. Si stava esercitando per diventare più veloce, e inavvertitamente ha creato un passaggio tra i due mondi. Kara promette di aiutarlo a tornare indietro, e nel frattempo lo presenta a James Olsen (Mehcad Brooks) e Winn (Jeremy Jordan). Barry spiega ai suoi nuovi amici il concetto del multiverso, ma James è geloso del legame che ha stretto con Kara; Winn, al
contrario, fa subito amicizia con lui.
Intanto, Syobhan libera Livewire (Brit Morgan) e diventa la supercriminale nota come Silver Banshee. Le due donne uniscono le forze per uccidere le persone che odiano di più: Kara, Cat Grant e Supergirl, ignorando che quest’ultima e Kara siano la stessa persona. Barry viene arruolato per dare la caccia alle due criminali, ed elabora un algoritmo che gli permette di individuare Livewire grazie all’elettricità che assorbe dall’aria. Supergirl e Flash si recano sul posto – una fabbrica abbandonata – ma vengono sorpresi dalla presenza di Silver Banshee, e sono costretti a ritirarsi dopo aver respinto i loro attacchi. Tocca quindi alle supercriminali fare la mossa successiva: rapiscono Cat per attirare i due eroi allo scoperto, affrontandoli in campo aperto. Barry ha costruito degli auricolari che rendono lui e Supergirl immuni ai poteri sonici di Silver Banshee, ma Livewire li attacca con le sue scariche elettriche: Flash rimane a terra, tramortito, mentre Supergirl si sacrifica per salvare un elicottero e, stordita dall’elettricità, precipita al suolo. Gli abitanti di National City ritrovano fiducia nell’eroina e fanno muro per proteggerla, mentre i vigili del fuoco colpiscono Livewire con un getto d’acqua, mandandola in cortocircuito; le scariche raggiungono anche Silver Banshee, che sviene.
Supergirl e Flash si abbracciano, consapevoli di aver trovato un nuovo alleato, e uniscono i loro poteri per creare un altro passaggio dimensionale che permette al Velocista di tornare a casa. Alla fine, Kara invita James a casa sua e decide di fare il primo passo: lo bacia, ma James diventa improvvisamente catatonico e scende in strada, unendosi agli altri cittadini. Qualcosa ha preso il controllo delle loro menti, privandoli della volontà…

supergirl-flash-copertina

Flash v Supergirl
Il suo approccio alle avventure supereroistiche è molto discutibile, ma non c’è dubbio che Greg Berlanti sia riuscito a costruire un universo narrativo coeso e piuttosto ricco, soprattutto se consideriamo i limiti di budget imposti dalla televisione: con Arrow, The Flash, Supergirl e Legends of Tomorrow, gli eroi della DC Comics hanno trovato uno spazio comune dove incrociare il proprio cammino, passando addirittura da un network all’altro – evento molto raro – grazie alla teoria del multiverso. Certo, il fatto che la proprietà di The CW sia condivisa da CBS e Warner ha sicuramente aiutato, ma lo sforzo produttivo e diplomatico di questa operazione è innegabile.

supergirl-livewire-flash

Sul piano narrativo, il cross-over tra Supergirl e The Flash è stato un processo naturale: il Velocista Scarlatto ha già introdotto l’idea delle realtà parallele, e inoltre i due show sono giocati su toni piuttosto simili, divisi tra fantascienza, avventura e commedia. Non è certo un caso che Melissa Benoist e Grant Gustin si trovino così a loro agio: i due attori sono abituati a lavorare in contesti simili, con gli stessi ritmi comici e un’atmosfera generalmente luminosa, quindi i loro “mondi” si amalgamano molto bene. L’affiatamento tra Kara e Barry emerge soprattutto nelle scene umoristiche, quando la dolcezza scanzonata dei due attori innesca siparietti leggeri e divertenti, come se entrambi i personaggi avessero bisogno di sfogare le tensioni dell’ultimo periodo. Kara trova in Barry un “collega” con cui solidarizzare, mentre Winn – che per certi versi è il Cisco di Supergirl – lega immediatamente con il nuovo arrivato, simpatico e nerd quanto lui. La nota stonata è Jimmy Olsen, che qui dimostra tutta la sua inadeguatezza di personaggio piatto e caratterizzato male, la cui avvenenza non basta a renderlo interessante. Comunque sia, la qualità dello humor è superiore alla media dello show, e il merito è anche delle battute taglienti di Cat Grant.

Worlds Finest

Il team-up fra Livewire e Silver Banshee sembra uscito da un cinecomic degli anni Novanta (in stile Enigmista/Due Facce o Poison Ivy/Mr. Freeze), ma risulta funzionale alla trama, poiché giustifica l’alleanza sul campo tra il Velocista Scarlatto e la Ragazza d’Acciaio. Purtroppo, però, le debolezze di Worlds’ Finest emergono proprio qui: la gestione dello scontro è alquanto discutibile, e certi snodi dell’episodio sembrano scritti da qualcuno che non ha mai letto un albo supereroistico in vita sua. Vedere Flash e Supergirl che fuggono in ritirata davanti alle due «Taylor Swift malvagie» è già un po’ avvilente di per sé, ma risulta ancora più assurdo che la vittoria non sia nemmeno ottenuta dalle loro azioni dirette, bensì dall’intervento dei vigili del fuoco che mandano in cortocircuito Livewire con la pompa dell’acqua (era davvero così semplice?). Il finale scivola quindi nell’anticlimax, mortificando il ruolo iconico dei due supereroi in favore di soluzioni semplicistiche e prive di pathos (anche perché, sia chiaro, Berlanti e i suoi sceneggiatori non sono Sam Raimi, e la solidarietà dei newyorkesi con il sacrificio di Spider-Man era tutta un’altra cosa). Sul piano della mitologia fumettistica, inoltre, è poco credibile che Flash e Supergirl si facciano mettere al tappeto da due avversarie teoricamente inferiori a loro, ma ormai le serie tv del “Berlanti-verse” ci hanno abituato alla svalutazione dei protagonisti nei confronti dei loro nemici, come accade anche in Arrow e Legends of Tomorrow.

supergirl-flash-base

L’assenza di un climax adeguato e la penuria di trovate visive (l’azione, di fatto, risulta un po’ deludente) sviliscono un episodio che era partito nel modo giusto, al punto che le scene “in borghese” si fanno preferire a quelle in uniforme. Il potenziale però c’è tutto, e i lampi mostrati in Worlds’ Finest fanno ben sperare per altri possibili cross-over, magari in senso inverso: puntate di questo genere, alleggerite dal peso della trama orizzontale, sono una boccata d’ossigeno. L’idea che tali show siano ambientati in un (multi)universo più vasto ne esce quindi rafforzata, garantendo un approccio più fresco e ricco di sorprese alle avventure degli eroi.

Worlds Finest

La citazione:
«Standovene tutti e quattro lì impalati, sembrate l’attraente ma innocuo cast multietnico di uno show The CW.»

Ho apprezzato:
– L’affiatamento tra Melissa Benoist/Kara Danvers e Grant Gustin/Barry Allen
– L’umorismo leggero
– L’amicizia immediata tra Barry e Winn
– Il cliffhanger dell’epilogo

Non ho apprezzato:
– La gestione degli scontri fra i supereroi e le due supercriminali
– Le soluzioni narrative semplicistiche
– L’anticlimax del combattimento finale

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