Per la serata dedicata al film in famiglia comodamente seduti sul divano, abbiamo scelto: “Il delfino: storia di un sognatore”, film d’animazione del 2009 diretto da Eduardo Schuldt. Tratto da un romanzo di Sergio Bambarèn, la cui vita ricorda un po’ quella del suo protagonista. E’ la storia di un delfino di nome Daniel, che non smette di rincorrere i propri sogni anche se ormai adulto.

Mentre i suoi simili pescano tutto il giorno lui si reca alla barriera corallina, per esercitarsi a cavalcare le onde, non curandosi del tempo che passa e degli amici che lo prendono in giro.
Un giorno il suo migliore amico Michael gli chiede che cosa vuole dimostrare comportandosi così e non andando con loro a pescare.

Daniel risponde semplicemente, che non vuole dimostrare niente a nessuno, soltanto rincorrere i suoi sogni e seguire gli insegnamenti che l’oceano può dargli, anche se il prezzo da pagare è quello di rimanere da solo. Un giorno mentre torna a casa dalla laguna, Daniel sente la voce del mare, le sue parole gli fanno capire che è arrivata l’ora di avventurarsi oltre la barriera e scoprire il mondo. Daniel decide di partire e seguire il suo sogno senza salutare nessuno. Il mare gli sussurra che durante il viaggio avrà dei segnali che lui dovrà ascoltare ed interpretare facendoli suoi….

Nel frattempo incontra il pesce sole, (con il suo sogno), la megattera, e quell’essere chiamato uomo di cui deve stare attento. La storia è molto semplice ma ricca di significati. Primo di tutti è non rinunciare mai ai propri sogni e mettercela tutta per realizzarli. “Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realtà”. Il messaggio che il film ci vuole trasmettere è fai attenzione alle piccole cose che ti succedono quotidianamente, e ascolta ciò che il tuo cuore cerca di dirti.

Ognuno di noi deve risvegliare se stesso e la persona che vuole diventare realmente, percorrendo la strada che meglio crede, contro tutto e tutti pur di realizzare il proprio sogno. Daniel coltiva il sogno di cavalcare l’onda perfetta e pur di riuscirci non esita ad abbandonare tutto, per inoltrarsi nello sconosciuto oceano, superando sfide e numerosi ostacoli, scoprendo il vero valore della vita.

Il film inoltre mi ha ricordato nella prima parte un po’ “Il gabbiano Jonathan Livingston”, Daniel come Jonathan vive lontano dagli schemi e dalle idee del gruppo, e nella seconda parte un po’ “Il piccolo Principe”, incontra vari personaggi ognuno dei quali gli insegna qualcosa. Non lo pensate anche voi? A mia figlia è piaciuto moltissimo tanto che mi ha chiesto di rivederlo.