Tempo di bilanci per l’industria cinematografica dell’arcipelago del Sol Levante, sono stati resi noti un paio di giorni fa infatti i numeri relativi al 2015, gli incassi totali sono stati di circa 1.84 miliardi di dollari, la seconda annata per introiti al box office. 4,8% per cento in più rispetto allo scorso anno, la maggior parte dei quali però sono andati verso Hollywood, questo anche se lo yen rispetto al dollaro si è indebolito ed a corroborare l’aumento di incassi ci sono anche le cifre relative ai biglietti venduti, 167 milioni contro i 161 dell’anno scorso.
A guidare la classifica dei film che più hanno incassato c’è Jurassic World che ha portato a casa 81 milioni di dollari, seguito a ruota da Big Hero 6 con circa 78 milioni. Va notato però come Star Wars: il risveglio della Forza non sia in classifica in quanto uscito nella seconda metà di dicembre, fino ad ora ha guadagnato circa 81 milioni di dollari. Secondo l’ Eiren, l’associazione dei produttori cinematografici che ogni anno fornisce le cifre, a far salire gli incassi totali sono stati soprattutto i lungometraggi animati di casa, primo Yo-Kai Watch e secondo The Boy and the Beast ma con una quantità incredibile di prodotti proiettati durante l’anno, ed i prezzi lievitati per le proiezioni in 4D e IMAX, che stanno prendendo piede sempre di più, a dispetto di un prezzo alquanto caro, ma considerato uno spettacolo alla stregua di un’attrazione da parco divertimenti.
Riguardo alla quantità di film usciti nelle sale, il problema resta sempre lo stesso, un numero incredibile, 1.136 (contro i 1184 dello scorso anno), di cui il 55,4% prodotti in Giappone ma con periodi di permanenza nei cinema, per i film indipendenti e meno pesanti, cortissimi quando non ridicoli. Vai poi notato che a parte le animazioni, ma molte seguono lo stesso andazzo, molti dei film giapponesi che hanno avuto un buon riscontro al botteghino sono prodotti che derivano da serie TV di successo. Se la qualità fosse buona, sia sul piccolo che sul grande schermo, non ci sarebbe da lamentarsi, ma molto spesso sono lungometraggi fatti solo per far apparire il personaggio televisivo/cantante/modello del momento in un film ed accontentare così le varie compagnie che gestiscono questi personaggi e la loro immagine. Problema che, assieme alla mancanza di idee e di soggetti originali, sembra essere il giogo che sta strascinando l’industria cinematografica nipponica, si sta qui parlando in generale esistono naturalmente delle virtuose eccezioni, in un limbo stagnante.
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(fonte: Variety)