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The Flash, la recensione dell’episodio 2.11: The Reverse-Flash Returns

The Flash, la recensione dell’episodio 2.11: The Reverse-Flash Returns

Di Lorenzo Pedrazzi

The Reverse-Flash Returns, undicesimo episodio di The Flash, chiude alcune questioni lasciate in sospeso dalla prima stagione, offrendoci un nuovo scontro tra il Velocista Scarlatto e la sua nemesi principale…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

L’Anti-Flash (Matt Letscher) è tornato… ma, dal suo punto di vista, si tratta della prima visita nel nostro tempo. Alla ricerca dell’epoca cui appartiene Flash (Grant Gustin), Eobard Thawne è sbarcato nel presente, e ha organizzato un incidente con un camion per verificare se l’eroe si sarebbe fatto vivo. Gli sarabbe bastato dare un’occhiata ai giornali o alla televisione, ma pazienza.
Intanto, Wells (Tom Cavanagh) scopre che è l’adrenalina a innescare le vibrazioni di Cisco (Carlos Valdes), e gli provoca un gran spavento per indurgli una visione. Cisco vede il ritorno di Thawne, che si è introdotto nei Mercury Labs per rapire Christina McGee (Amanda Pays) e farle costruire un dispositivo a tachioni che gli permetta di tornare nel futuro. Flash interviene, ma Thawne lo colpisce e porta via la Dott.ssa McGee. Patty (Shantel VanSanten), nel frattempo, si prepara a partire per Midway City, ma intuisce che Barry le nasconde qualcosa e, spulciando tra i suoi vecchi rapporti che coinvolgono Flash, scopre che lui e il Velocista Scarlatto sono la stessa persona. Barry, però, non vuole ammetterlo, e Patty si risolve a partire. Joe (Jesse L. Martin) dice a Iris (Candice Patton) che sua madre sta per morire, e lei va a farle visita per perdonarla definitivamente. Wally (Keiynan Lonsdale) non è ancora tornato da lei perché sta guadagnando i soldi per l’ospedale con le corse clandestine, ma Iris lo convince ad andarla a trovare per dirle addio.
Wells costruisce un paio di occhiali che stimolano i poteri di Cisco, il quale riesce a vedere dove si trova Thawne: è in un laboratorio con la Dr.ssa McGee, che ha ultimato il dispositivo a tachioni. Thawne la uccide prima di partire, ma Cisco – grazie all’orologio digitale del laboratorio – capisce che la visione si riferisce al futuro, non al presente, quindi Flash può ancora impedire che tutto questo accada. Quella sera, non appena il dispositivo a tachioni viene attivato, i sensori degli S.T.A.R. Labs ne captano la posizione, e Barry interviene per salvare Christina. L’Anti-Flash fugge, ma Barry lo insegue, lo acciuffa e lo mette al tappeto con una raffica di pugni. Thawne viene rinchiuso in una cella dell’acceleratore.
Il punto, però, è che questo Eobard Thawne proviene da un futuro in cui non ha ancora ucciso la madre di Barry, e quella che si sta sviluppando è la storia delle sue origini, di come abbia scoperto gli S.T.A.R. Labs e la vera identità di Flash, prima che tornasse nuovamente nella nostra epoca per vendicarsi dell’eroe. Quindi, catturandolo, Barry ha interrotto la linea temporale, e questo causa ripetuti attacchi epilettici a Cisco (probabilmente per il suo legame con le vibrazioni dello spazio-tempo). Di conseguenza, Flash è costretto a liberare Thawne e a correre con lui nell’acceleratore di particelle, sfruttando la sua velocità per aprire un altro varco temporale e rispedire il suo nemico nel futuro. Il piano riesce, la linea temporale viene ristabilita e Cisco si riprende.
Alla fine, Patty telefona a Barry dal treno per chiedergli aiuto: c’è un uomo con la pistola che minaccia i passeggeri. Barry si infila il costume e raggiunge il treno, solo per scoprire che era un bluff… Patty voleva soltanto la conferma che lui fosse Flash. I due si fissano negli occhi e si salutano.

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Back from the Future
C’era sicuramente qualcosa di irrisolto nella sfida tra Flash e l’Anti-Flash, conclusasi al termine della prima stagione con il suicidio di Eddie Thawne e la conseguente eliminazione di Eobard Thawne dal piano dell’esistenza: Barry, infatti, non aveva realmente sconfitto la sua nemesi, e non è mai uscito vincitore dallo scontro con un altro velocista; anzi, è sempre stato brutalmente malmenato, spesso sfiorando la morte. Il ritorno dell’Anti-Flash serve quindi per dimostrare la maturazione dell’eroe, capace di sconfiggere il suo avversario in combattimento – oltre che di acciuffarlo in velocità – e di stabilire una scala di priorità dove gli amici hanno la precedenza sulla vendetta personale. In tal modo, gli autori hanno anche l’opportunità di sistemare la continuity narrativa della serie, giocando con i paradossi temporali per giustificare il ritorno di Eobard e la sua scoperta dell’identità di Flash.

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The Reverse-Flash Returns è certamente una delle puntate migliori della seconda stagione, anche perché intrattiene un rapporto piuttosto originale con gli eventi dello scorso anno, al punto da renderla una sorta di “episodio 1.24”. Questo “fantasma della stagione passata” non costituisce tanto un pericolo di natura fisica (stavolta Barry non ha difficoltà a sbarazzarsi di Eobard), quanto una minaccia psicologica ed emotiva, una scoria con cui è doveroso fare i conti. Nessuna azione è priva di conseguenze – soprattutto quando si altera la linea temporale – e Barry lo impara suo malgrado, lasciando libera la sua nemesi per salvare Cisco, e dando così il via a tutti i drammi che hanno funestato la sua vita. La lezione più grande è proprio questa: l’eroe deve accettare l’idea che il passato sia immutabile, anche quando si è in possesso di capacità straordinarie. Questa assunzione di responsabilità si riverbera anche nella vita sentimentale, poiché Barry, nonostante abbia la possibilità di fermare Patty ammettendo di essere Flash, sceglie di lasciarla andare per non mettere a rischio anche la sua vita. Sotto questo aspetto, The Flash è la serie tv che meglio riproduce i conflitti e i tormenti della Silver Age fumettistica, dove la frattura tra le due identità del supereroe era spesso irreparabile.

Si poteva forse pretendere qualcosa di più sul piano spettacolare, poiché lo scontro tra i due velocisti si risolve abbastanza in fretta, senza grandi cerimonie o elaborazioni coreografiche. C’è da dire, però, che stiamo parlando di un episodio prevalentemente emotivo, dove contano di più gli sfoghi ingenui di Barry e Cisco davanti all’Anti-Flash (come se volessero rinfacciargli la sconfitta per esorcizzare la paura che nutrivano verso di lui), o i confronti melodrammatici fra l’eroe e Patty, in cui le pulsioni represse e le verità nascoste – ma ben note a entrambi – sono palpabili. Peccato che la spiegazione per gli attacchi epilettici di Cisco sia confusa e poco convincente: la sua dissoluzione in stile Marty McFly funge più che altro da espediente narrativo per rispedire Eobard nel futuro e ristabilire la linea temporale. Comunque sia, The Reverse-Flash Returns resta un valido diversivo dalla caccia a Zoom, dove le concessioni al melò suonano meno stucchevoli rispetto ad Arrow, e anche meno ripetitive.

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La citazione: «Non sei stato abbastanza veloce, Thawne. Non perderò più contro di te.»

Ho apprezzato: L’utilizzo dei paradossi temporali; i risvolti emotivi; il senso di chiusura rispetto alla prima stagione; la maturazione di Barry.

Non ho apprezzato: La scarsa cura nell’azione; le giustificazioni confuse della crisi di Cisco.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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