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Creed – Nato per Combattere, la recensione del film con Sylvester Stallone

Creed – Nato per Combattere, la recensione del film con Sylvester Stallone

Di Leotruman

È stato l’anno dei sequel-reboot, termine non propriamente corretto per descrivere film sviluppati a livello narrativo come sequel di determinate saghe, ma con il compito più o meno esplicito, di riavviare il franchise di appartenenza per farlo conoscere alle nuove generazioni, sempre con grande rispetto ai precedenti episodi e agli appassionati stessi.

È accaduto con Jurassic World, l’ottimo Mad Max: Fury Road, in modo più indiretto con Star Wars: Il Risveglio della Forza, ed ecco utilizzare lo stesso processo anche in Creed – Nato per Combatterespin-off/sequel/reboot ufficiale della saga di Rocky Balboa, 700 milioni di dollari solo al boxoffice USA in trent’anni, senza considerare l’inflazione.

Il film vede il ritorno di Sylvester Stallone nel ruolo del pugile italoamericano che l’ha reso celebre al mondo intero, e che negli anni ’70 gli ha regalato le sue prime due nomination agli Oscar (come attore e sceneggiatore).

La storia in questo caso non è incentrata su di lui ma sul figlio di Apollo Creed, suo vecchio amico ed ex avversario, e interpretato dal talentuoso Michael B. Jordan. Il giovane Adonis rintraccia Rocky per chiedergli di diventare il suo allenatore. È fuori dai giochi da molto tempo, fa il ristoratore, ma Rocky vede in Adonis la forza e la determinazione che aveva conosciuto in Apollo, feroce rivale e in seguito suo più caro amico. Dopo averlo preso sotto la sua ala, Rocky allena il giovane pugile nonostante stia affrontando un avversario particolarmente letale, che non si può combattere con i pugni: la malattia.

Già dal trailer vediamo un Rocky malato, che per certi versi faceva erroneamente presupporre una storia dalla lacrima facile, non all’altezza dei migliori capitoli di Rocky. Niente di più sbagliato!

Warner Bros. Italia   Creed   Nato per combattere  Due Nuovi Poster Italiani

Il merito è di Ryan Coogler, classe 1986, acclamato con il suo Fruitvale Station (al Sundance e Cannes), e capace di proporre allo studio un solidissimo progetto, che ha cuore e anima, e lo si percepisce in ogni scena del film. Non è nata prima la gallina dell’uovo, almeno in questo caso.

Il fatto che la sceneggiatura sia scritta di suo pugno, insieme ad Aaron Covington, e non da Stallone, ha permesso al film di distanziarsi dal mito Rocky, rendendolo più umano. La base di partenza può essere prevedibile e stereotipata, l’erede al quale trasmettere la propria essenza, ma è il quadro completo a sorprendere: script e dialoghi solidissimi, montaggio e ritmo perfetto, tono ben equilibrato, tra dramma e ironia, e una regia a dir poco stupefacente, che dimostra il grandissimo talento di Coogler. Non è un caso che gli sia stato affidato già un grosso kolossal, Black Panther, uno dei prossimi cinecomic targati Marvel Studios.

Gli interpreti riescono tutti a ritagliarsi il proprio spazio, e Stallone non ruba la scena, e proprio per questo forse riesce a regalarci la sua più grande prova di attore, umile e allo stesso tempo coinvolgente su molti fronti e anche per chi non ha mai visto un film di Rocky.

Il crescendo nella parte finale è notevole, poco va come realmente ci si aspetta, e si arriva alle lacrime tra nostalgia e omaggi, molto equilibrati, rispettosi e delicati. Un film imperdibile, realizzato per ogni genere di pubblico, e che meriterebbe più di una candidatura agli Academy Awards. Un grande talento, quello di Coogler, che preannuncia una lunga carriera di tutto rispetto ad Hollywood, tra blockbuster e cinema d’autore.

Creed – Nato per Combattere farà il suo ingresso nelle sale italiane il 14 gennaio 2016.

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