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Ash vs Evil Dead, la recensione del season finale: The Dark One

Ash vs Evil Dead, la recensione del season finale: The Dark One

Di Lorenzo Pedrazzi

The Dark One conclude la prima stagione di Ash vs Evil Dead con uno spassoso uragano di effettacci gore e ironia splatter che conferma le qualità della serie, anche grazie a un Bruce Campbell in forma smagliante…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Ruby (Lucy Lawless) ha svelato ad Ash (Bruce Campbell) di essere una degli Oscuri, la stirpe che scrisse il Necronomicon. Dopo aver pronunciato una formula, ha fatto in modo che il volto del libro si attaccasse alla faccia di Pablo (Ray Santiago), trasformando il ragazzo nell’incarnazione del malefico volume. Ora si trovano nella cantina dello chalet, dove il corpo di Pablo viene sfruttato come “incubatrice” per partorire degli inquietanti demoni-bambini, che fuoriescono dalla sua bocca.
Ash non può inseguirli perché deve prima battersi con il cadavere di Amanda Fisher (Jill Marie Jones), trasformata in deadite. Dopo averlo smembrato con la motosega, si lancia al salvataggio di Pablo, ma la botola della cantina si chiude dietro di lui e lascia fuori sia Kelly (Dana DeLorenzo) sia Heather (Samara Weaving). Ash sperimenta una visione in cui Ruby gli propone di lasciar perdere la sua battaglia: tutto ciò che lei vuole è governare le forze del male, in modo che siano tenute sotto controllo e bilancino quelle del bene, equilibrando il destino dell’umanità; se lui rinunzierà a combattere, potrà avere la vita che sognava a Jacksonville. Ash però rifiuta, e si ritrova a lottare contro uno dei demoni partoriti da Pablo. Intanto, Kelly viene scaraventata fuori dalla casa, mentre all’interno la povera Heather viene fatta a pezzi. Kelly minaccia di bruciare l’edificio, e riesce a rientrare.
È il momento della resa dei conti: Ash affronta Ruby, mentre Kelly viene aggredita da Pablo, incapace di controllare il suo corpo. Dopo aver sopraffatto la sua nemica con l’astuzia, Ash la minaccia con il pugnale Kandariano e, per salvare Kelly e Pablo, accetta la sua offerta di risparmiarla in cambio di una vita tranquilla a Jacksonville. Pablo viene liberato dal Necronomicon, Ruby sparisce e i tre eroi partono per la Florida. Peccato però che ci siano i demoni-bambini in giro per il mondo, e che nel terreno comincino ad aprirsi delle misteriose voragini… ma ad Ash non interessa, lui vuole solo godersi il sole di Jacksonville.

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Il cammino sovversivo dell’eroe
L’ottovolante di Ash vs Evil Dead termina la sua corsa dopo una stagione frenetica e divertentissima, dove i dieci episodi – anche quando sembravano finalizzati a diluire il racconto – hanno saputo costruire un percorso progressivo, a tappe crescenti, imprimendo nuova consapevolezza nei personaggi e facilitando l’evoluzione del loro rapporto. The Dark One chiude momentaneamente la parabola di Ash nella maniera più sensata, ovvero celebrandone l’idiozia e il senso d’irresponsabilità: convinto di aver agito per il meglio, lo scapestrato eroe si mette in viaggio per il suo “paradiso” di Jacksonville, mentre il caos si diffonde sull’intero pianeta ed enormi voragini si aprono nel terreno. Kelly e Pablo, le sue voci della coscienza, non sono altrettanto tranquilli.

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L’intuizione di ambientare gli ultimi tre episodi dove tutto è cominciato – lo chalet nei boschi – è molto efficace, poiché consente allo show di risalire alle origini cinematografiche di Evil Dead e citare apertamente i suoi orrori, le cui tracce sono disseminate ai quattro angoli dell’edificio. I protagonisti si ritrovano quindi confinati in un luogo chiuso, che paradossalmente intensifica il tasso di gore e di effetti splatter: tra ondate di sangue, smembramenti con la motosega e fanciulli demoniaci con le orbite vuote, The Dark One ripropone la “poetica” splatterstick in modo arguto, affermandosi come l’unico vero esempio di horror parossistico sul piccolo schermo. E non solo. Ash vs Evil Dead è anche la serie tv che sfrutta meglio il senso del limite e il disgusto per porre una distanza tra lo spettatore e la rappresentazione: non una distanza “critica” (come accadeva nel cinema di Romero, per intenderci), ma una distanza ilare ed estraniata, aperta alle potenzialità creative del surreale e dell’assurdo. In tal senso, lo showrunner Craig DiGregorio dimostra di aver appreso bene la lezione di Sam Raimi, anche se la brillantezza del regista resta ineguagliabile sul piano visivo e narrativo, come dimostra il pilot.

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The Dark One, peraltro, ha l’ulteriore merito di combinare elementi tradizionali e suggestioni più insolite: sul fronte della tradizione si schierano il personaggio di Heather (la bella vittima sacrificale destinata a una morte orribile) e la perizia artigianale degli effetti prostetici, nettamente superiori a quelli digitali; mentre l’antagonista Ruby, di contro, si allontana dal retaggio degli horror per le sue sfumature diplomatiche, che la rendono incline a trattare con l’eroe invece di sancirne inesorabilmente la condanna a morte. Ne deriva un epilogo sovversivo e straniante, dove il protagonista “cavalca” verso l’orizzonte senza però aver risolto la situazione, disinteressandosi della minaccia che lui stesso ha generato. Anche per questo, Ash vs Evil Dead si rivela come una parodia lucida e puntuale delle consuete serie tv d’avventura, poiché ogni elemento è rovesciato: il senso di responsabilità diventa incoscienza, i tormenti dell’eroe si trasfigurano in faciloneria e beata ignoranza, gli istinti primari prevalgono sulla nobiltà d’animo. Ash si fa portatore di valori poco condivisibili, e la vivace sceneggiatura di DiGregorio basa molta del suo umorismo proprio sull’inaffidabilità del protagonista, a cominciare dal suo goffo razzismo e dall’ottuso sessismo. Bruce Campbell ci sguazza: faccia da schiaffi e bocca sempre pronta a pronunciare sentenze, regge da solo l’intera serie, ma è ben supportato dall’ironia cartoonesca di Dana DeLorenzo e Ray Santiago. Insomma, le premesse per una seconda stagione all’altezza della prima (ma con le adeguate differenze di trama) ci sono tutte, e lo show ha già ricevuto il meritato rinnovo. Staremo a vedere.

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La citazione: «Qualcuno dovrebbe insegnarti a essere meno sboccato, ragazzino… e quel qualcuno sono io!»

Ho apprezzato: Il ritorno alle origini della saga; l’ironia splatterstick; gli eccessi e il parossismo del gore; la performance di Bruce Campbell; la qualità degli effetti prostetici; il finale sovversivo e straniante.

Non ho apprezzato: Nulla di particolare.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Ash vs Evil Dead sul nostro Episode39 a questo LINK.

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