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Arrow / Flash – La recensione del cross-over

Arrow / Flash – La recensione del cross-over

Di Lorenzo Pedrazzi

Questa settimana The CW ha trasmesso Legends of Today e Legends of Yesterday, i due episodi che compongono il cross-over tra The Flash e Arrow, sorta di antefatto per il futuro spin-off Legends of Tomorrow

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Cisco (Carlos Valdes) ha un appuntamento al Cojitters con Kendra (Ciara Renée), ma non fanno nemmeno in tempo a cominciare la cena che il misterioso Vandal Savage (Casper Crump) minaccia di aggredire la ragazza. Sembra conoscerla da lungo tempo, e la chiama con il nome di un’antica sacerdotessa egiziana. Cisco chiede l’intervento di Barry (Grant Gustin), il quale riesce a mettere in fuga Savage, ma si convince anche che la situazione non possa essere affrontata solo dalla squadra degli S.T.A.R. Labs: hanno bisogno dell’aiuto del Team Arrow, che ha più esperienza con le questioni di magia. Barry, Cisco e Kendra si trasferiscono quindi a Star City, dove Oliver/Freccia Verde (Stephen Amell), Felicity (Emily Bett Rickards) e gli altri li accolgono a braccia aperte. Malcolm (John Barrowman) fa il suo ingresso nel loro covo e li avverte che Savage è un nemico molto pericoloso, immortale e quasi imbattibile, ma ben presto scende in campo anche un nuovo giocatore: si tratta di Hawkman (Falk Hentschel), che tenta di rapire Kendra ma viene fermato dallo sforzo congiunto di Freccia Verde e Flash. Hawkman svela di chiamarsi Carter Hall, e di essere la reincarnazione di un principe egizio, mentre Kendra è la reincarnazione di una sacerdotessa: i due sono destinati a reincarnarsi e amarsi all’infinito, ma Savage dà loro la caccia per acquisire un potere sempre maggiore, assorbendone la forza vitale.
Al termine di una lunga battaglia (durante la quale Kendra scopre i suoi poteri di Hawkgirl), e dopo un intervento di Flash per riavvolgere il tempo ed evitare la distruzione di Central City, gli eroi riescono a uccidere Savage rivolgendogli contro la sua stessa arma, il bastone di Horus, che lo riduce in cenere. Malcolm, però, ne raccoglie i resti e sembra intenzionato a riportarlo in vita. Oliver, invece, scopre l’esistenza di suo figlio William a Central City e chiede alla madre di poterlo vedere di tanto in tanto, ma lei accetta a una sola condizione: non dovrà dirlo a nessuno, nemmeno a Felicity…

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All star team-up
Al contrario dell’anno scorso, stavolta il cross-over tra Arrow e The Flash racconta un’unica storia suddivisa in due parti, astutamente concepita per introdurre alcuni elementi chiave di Legends of Tomorrow: oltre all’antagonista Vandal Savage, la trama comprende anche Hawkman e Hawkgirl, che arricchiscono la sempre più vasta galleria di supereroi targati CW. Purtroppo, però, il cross-over diventa l’emblema involontario di tutto ciò che non funziona nelle due serie tv, i cui difetti risultano persino amplificati dalla vastità dell’operazione.

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Si nota anzitutto negli snodi narrativi, forzati e talvolta ingiustificati, quando non semplicemente frettolosi: non è credibile, ad esempio, che Barry decida subito di rivolgersi a Oliver dopo un solo incontro con Savage, senza sapere nulla di concreto sulla natura del nuovo avversario (come può essere così certo che i suoi poteri siano mistici?). Ma le forzature sono una presenza costante, sia in Legends of Today sia in Legends of Yesterday. Il reperimento del bastone di Horus e del meteorite per maneggiarlo, l’intervento di Malcolm Merlyn, la scoperta del figlio di Oliver, la videocassetta con le “istruzioni” per uccidere Savage, il salvataggio di Harrison Wells da parte di Jay Garrick (perché non portarlo in ospedale?)… entrambi gli episodi sono affollati di momenti in cui è arduo sospendere l’incredulità, anche in un contesto fantastico come quello di Arrow e The Flash. Alla fragilità dell’intreccio si accompagnano alcune scivolate nel ridicolo involontario, in primis i flashback ambientati nell’antico Egitto, così goffi e semplicistici da far rimpiangere le serie fantasy degli anni Novanta, con la loro ingenuità naïf.

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I dialoghi tracimano retorica quando si prendono troppo sul serio, anche se talvolta il rapporto fra i personaggi genera conflitti abbastanza interessanti. Impossibile non simpatizzare, ad esempio, con la dignitosa reazione di Cisco davanti alla perdita della sua amata: il giovane scienziato, dopo una lunga ricerca dell’amore, pensava di averlo trovato in Kendra Saunders, ma deve accettare che la ragazza voli via con Carter Hall per compiere il suo destino di Hawkgirl, fornendole un contributo determinante per aiutarla a trovare se stessa. In parallelo, l’amicizia tra Barry e Oliver mette a nudo le loro differenze caratteriali, dove Oliver tenta sempre di comportarsi da “fratello maggiore” ma deve anche riconoscere la purezza dell’amico, e non ha problemi a sacrificarsi per salvarlo. Tra lui e Felicity, però, si aprono le prime crepe, ma anch’esse traggono origine da una forzatura narrativa: per quale motivo la madre di William dovrebbe obbligare Oliver a mantenere il segreto della sua paternità con Felicity? Quale sarebbe la giustificazione logica? Come al solito, il conflitto drammatico è rovinato da soluzioni inverosimili.

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Ma, come detto in precedenza, questo cross-over è l’emblema dell’approccio “creativo” che definisce le due serie, e infatti sfrutta lo stesso espediente di Arrow e The Flash per correre ai ripari: lo spettacolo visivo. L’azione è molto godibile, soprattutto quando gli eroi uniscono le forze per fronteggiare un nemico comune, e vederli all’opera contro un avversario apparentemente invincibile è fonte di qualche soddisfazione. Inoltre, l’ironia risulta gradevole in alcune circostanze, e i fan possono divertirsi a cogliere varie citazioni sparse nei due episodi; da segnalare soprattutto il malizioso riferimento di Thea ad Avengers: Age of Ultron, quando i protagonisti si nascondono in una casa di campagna per elaborare un piano contro Savage: «Un gruppo di supereroi in una fattoria? Ho l’impressione di averlo già visto in un film». Il momento migliore coincide però con l’apocalittica distruzione di Central City, poco prima che Flash torni indietro nel tempo per sistemare le cose: l’eliminazione iconoclasta dei personaggi più importanti (soprattutto Freccia Verde) desta sempre una certa curiosità morbosa, e l’espediente del viaggio temporale – com’è già accaduto nella prima stagione di The Flash – funziona bene.

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Insomma, uno spettacolo godibile nella sua essenza basilare (l’azione, l’ironia, gli effetti speciali, l’affollamento di personaggi), ma troppo sciatto sul piano narrativo per convincere fino in fondo.

La citazione: «Da quando le nostre vite sono diventate come un film di Indiana Jones?»

Ho apprezzato: Le scene d’azione; l’ironia di alcune circostanze; il viaggio temporale di Barry; l’affollamento di personaggi.

Non ho apprezzato: Le forzature narrative; la retorica di certi dialoghi; il ridicolo involontario di alcune scene; i flashback nell’antico Egitto.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Arrow sul nostro Episode39 a questo LINK.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.


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