Se il cinema romantico è una fabbrica di sogni, l’iconografia del bacio è diventata l’emblema dello scarto invalicabile tra realtà e immaginazione, dove nemmeno il momento più intimo potrà mai offrire l’alone sognante che percepiamo sul grande schermo. Lo dice chiaramente il critico A.O. Scott all’inizio di un interessante video-saggio del British Film Institute:
Il cinema non avrà inventato il bacio, ma nel corso del XX Secolo i film hanno contribuito a renderlo più essenziale, stabilendo una fascinosa iconografia per un’esperienza che, nella vita reale, è spesso goffa e non altrettanto aggraziata.
Il primo bacio impresso su pellicola risale al 1896: fu girato nello studio Black Maria di Thomas Edison (il primo studio cinematografico nella storia americana), e innescò una fiorente iconografia “baciatoria” che, nel corso dei decenni, ha abituato sempre di più il pubblico ad addentrarsi nella rappresentazione dei rapporti intimi e nelle insidie del corteggiamento, attraverso un percorso di tappe progressive. Dal primo bacio alla francese al primo bacio “in orizzontale”, dal primo bacio fra due uomini al primo fra due donne, passando per molti altre tappe fondamentali (il bacio interraziale, la lussuria neo-liberista, l’ossessione compulsiva…), il video-saggio sintetizza questa storia con garbo e semplicità, accompagnandoci in un viaggio tra le epoche e le consuetudini sociali. La narrazione di Mary Wilde e le musiche di Claire Lemaster, peraltro, impreziosiscono il filmato con la loro delicatezza.
Molti i film citati: da La carne e il diavolo a Indovina chi viene a cena?, da Biancaneve e i sette nani a Shame, ma anche Breakfast Club, 9 settimane e 1/2 e tanti altri.
Potrete vedere il video-saggio qui di seguito:
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Fonte: Slashfilm