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Supergirl, la recensione dell’episodio 1.02: Stronger Together

Supergirl, la recensione dell’episodio 1.02: Stronger Together

Di Lorenzo Pedrazzi

Stronger Together, secondo episodio di Supergirl, stabilisce un parallelo – forse involontario – tra la curva di apprendimento dell’eroina e della stessa serie tv, dimostrando che qualche piccolo passo in avanti è stato fatto dopo il pilot. Ma la strada è ancora lunga…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Kara Danvers alias Supergirl (Melissa Benoist) viene sottoposta a dei test da Hank Henshaw (David Harewood) per verificare la sua forza e la sua velocità. Alex (Chyler Leigh) è preoccupata per lei, ma Kara sembra avere fiducia nei suoi poteri, e si precipita al porto di National City per spegnere un incendio. Per evitare che le fiamme raggiungano una nave piena di greggio, Supergirl la sposta dal molo, ma la sua immensa forza ne squarcia lo scafo, lasciando fuoriuscire il petrolio nel mare.
Questo incidente mette in dubbio le sue capacità, e la reputazione mediatica di Supergirl precipita. Cat Grant (Calista Flockhart) chiede a James Olsen (Mehcad Brooks) di sfruttare la sua amicizia con Superman per ottenere un’intervista con sua cugina, ma James preferirebbe non farlo. Cat è convinta che Supergirl stia agendo nel modo sbagliato, e dice a Kara che l’eroina dovrebbe ripartire dalla “gavetta”, come ogni donna che lotta per costruirsi una carriera. Kara decide quindi di convocare sia James sia Winn (Jeremy Jordan) per individuare i crimini “comuni” e sventarli con i suoi poteri. In breve tempo, grazie ai suoi interventi tempestivi, la reputazione di Supergirl risale.
Intanto, però, la città è funestata dagli attacchi di un altro criminale alieno, l’insettoide Hellgrammite (Justice Leak), che cerca il suo nutrimento nelle riserve di DDT. Il Department for Extra-Normal Operations gli tende una trappola, ma l’alieno rapisce Alex e la porta da Astra (Laura Benanti), che la interroga per trovare Kara. Quest’ultima, avvertita da Hank, sfrutta il suo superudito per individuare la collocazione della sorella, e vola sul posto all’istante. Astra la attacca, mentre Hellgrammite sta per uccidere Alex, ma lei reagisce e lo trafigge col suo stesso pungiglione. Kara, intanto, sta per avere la peggio contro sua zia, ma ricorda gli insegnamenti di Alex nel corpo a corpo – sfruttare la forza dell’avversario contro di lui – e riesce ad atterrarla; poi Hank la pugnala con una lama alla kryptonite, costringendola alla fuga. Astra si fa curare nel suo nascondiglio e parla con un misterioso individuo nascosto nell’ombra, affermando di dover ripensare il loro piano per la conquista di National City.
Alex conduce Kara in un stanza del Department for Extra-Normal Operations, dove potrà parlare con un ologramma alimentato dalle memorie di sua madre. In seguito, Supergirl decide di concedere l’intervista a Cat, così solleva a la sua auto e la porta in un luogo isolato…

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Percorso formativo per supereroine
Com’è già accaduto agli altri suoi colleghi televisivi, anche Supergirl percorre un sentiero formativo dove ogni avventura rappresenta una nuova tappa nella costruzione del sé, acquisendo una consapevolezza sempre maggiore dopo ogni vittoria o fallimento. Lo stesso discorso potrebbe valere per lo show: dopo un episodio pilota molto claudicante, Stronger Together corregge lievemente la rotta e ne migliora alcuni risvolti, pur confermando certi difetti endemici.

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Per cominciare, la sceneggiatura appare meno didascalica quando affronta il tema della diversità sessuale: i dialoghi non si affidano a proclamazioni estemporanee, ma risultano organici alla narrazione, come nel passaggio in cui Cat Grant afferma che «Ogni donna che valga qualcosa sa che dobbiamo lavorare il doppio di un uomo per essere considerate brave la metà», aggiungendo qualche sfumatura alla granitica imitazione di Miranda Priestley che abbiamo visto nel pilot. Di fatto, Cat assume così il ruolo di mentore involontaria, guidando Kara sulla strada giusta, ed è interessante che questi consigli provengano da lei – sorta di “antagonista” caratteriale della supereroina – piuttosto che da Jimmy Olsen o da Alex Danvers. Si verifica quindi una sorta di “riavvio” interno, come se Supergirl azzerasse la trama e ricominciasse da capo: Kara torna al livello della strada per occuparsi di criminalità comune, un bagno d’umiltà che – insieme alle lezioni di Alex nel corpo a corpo – le permette di ripartire con una mentalità più concreta e realista. Inoltre, il suo desiderio di lavorare in squadra (al contrario del più individualista Superman) si adatta ai canoni della serialità televisiva, dove difficilmente l’eroe agisce da solo.

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La stessa Melissa Benoist ha il pregio di limare la sua interpretazione, assestandosi su toni più pacati e credibili rispetto al pilot, ma illuminando il personaggio con la dolcezza smagliante del suo sorriso. Purtroppo, però, i dialoghi continuano a suonare banalotti e un po’ retorici, segno che le ambizioni della serie non sono certo cambiate: si punta a un intrattenimento semplice, basilare e ottimista, adatto al pubblico più giovane e finalizzato a proporre un modello femminile rassicurante. Anche la trama risente di una certa fragilità, come d’altra parte accade nelle altre serie supereroistiche di Greg Berlanti, ovvero Arrow e The Flash: l’intreccio è elementare, e alcune svolte narrative appaiono affrettate o semplicistiche, soprattutto quelle che portano allo scontro tra Supergirl e Astra (un po’ deludente sul piano delle coreografie d’azione).

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Difficile giudicare la trama orizzontale, al momento. La sensazione è che si proceda su binari molto convenzionali, ma il fatto che Astra voglia “salvare” il pianeta Terra potrebbe condurre su terreni più imprevedibili, ammesso che il suo piano non sia lo stesso di Zod ne L’Uomo d’Acciaio: alcune assonanze sono innegabili, sia tra i due personaggi (Astra somiglia a una versione femminile di Zod) sia tra i rispettivi scopi. Vedremo.

La citazione: «Hai sempre avuto il cuore di un’eroina, Kara. Molto prima che indossassi quella “S”.»

Ho apprezzato: La spettacolarità degli effetti visivi; l’interpretazione di Melissa Benoist; l’aggiunta di piccole sfumature a Cat Grant; il discorso sulla diversità sessuale che si fa più organico alla trama.

Non ho apprezzato: I dialoghi banalotti e retorici; l’elementarità dell’intreccio; lo scontro fra Supergirl e Astra.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Supergirl sul nostro Episode39 a questo LINK.

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