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Il sindacato della polizia minaccia di boicottare Quentin Tarantino e promette una ‘sorpresa’

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Di Marlen Vazzoler

Un tema molto delicato, quello delle morte di civili disarmati ad opera della polizia, da mesi, anni, rimbalza sui media americani. Ma i commenti espressi dal regista Quentin Tarantino, in occasione di un rally che si è tenuto a Manhattan al Washington Square Park per la protesta RiseUpOctober, hanno indignato i sindacati della polizia di Chicago, LAPD, NYPD che hanno proposto di boicottare il regista.
Invece di quietarsi la protesta ha assunto nei giorni successivi delle proporzioni di livello nazionale quando la National Association of Police Organizations ha deciso di appoggiare il boicottaggio, e ieri ha promesso al regista una sorpresa.

Ma come si è arrivati a una situazione di questo genere?

Quattro giorni dopo l’omicidio di un agente di polizia a East Harlem, il 24 ottobre si è concluso il rally di tre giorni organizzato a livello nazionale per la protesta RiseUpOctober, iniziato il 22 ottobre.
Davanti a una folla di un centinaio di persone, di fronte a un collage con le foto ingrandite delle vittime uccise dalla polizia, Tarantino ha detto:

“Questa cosa non è stata affrontata in alcun modo. È per questo che siamo qui fuori. Se fosse stata affrontata, allora questi poliziotti assassini sarebbero in galera o almeno starebbero affrontando le accuse. Sono un essere umano con una coscienza… Quando vedo degli assassini, io non sto con… devo chiamare un omicidio un omicidio, e devo chiamare assassini degli assassini”.

Al regista è stata contestato il tempismo di queste dichiarazioni, solo pochi giorni dopo l’omicidio di un poliziotto. A questo proposito il filmaker ha aggiunto:

“E’ una tempistica sfortunata, ma abbiamo fatto volare tutte queste famiglie per venire a raccontare le loro storie… Quel poliziotto è stato ucciso, anche quella è una tragedia”.

La polizia non ha preso bene queste dichiarazioni. Il primo ritorto è arrivato il giorno dopo dal presidente della Patrolman’s Benevolent Association, Patrick Lynch, che ha definito il regista un ‘procacciatore di degenerazioni’ ed ha chiesto il boicottaggio dei suoi film.

“Non sorprende che qualcuno che trascorre la vita a glorificare il crimine e la violenza sia anche uno che odia i poliziotti. Gli ufficiali di polizia che Quentin Tarantino chiama ‘assassini’, non vivono in una delle sue depravate fantasie sul grande schermo – stanno rischiando e talvolta sacrificando la propria vita per proteggere le comunità dal vero e proprio crimine e dal caos”.

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Lynch suggerisce “I newyorchesi hanno bisogno di inviare un messaggio” non andando a vedere i suoi film.

La settimana dopo, diversi sindacati di polizia hanno offerto il loro appoggio nel boicottaggio contro il regista. Stiamo parlando di:

-National Border Patrol Council (16.500 impiegati)
-La Chicago police union
-La Houston Police Officer’s Union
-La NYPD
-La LAPD
-La New Jersey State Police union
-La Philadelphia Fraternal Order of Police

Ma come dicevamo la situazione ha assunto proporzioni nazionali quando la National Association of Police Organizations, di base in Virginia, che rappresenta più di 1000 unità di polizia e associazioni e più di 241 mila agenti ha deciso di prendere parte al boicottaggio.

“Chiediamo agli agenti di smettere di lavorare incarichi speciali o lavori fuori servizio, come ad esempio fornire la sicurezza, il controllo del traffico o una consulenza tecnica per qualsiasi progetto di Tarantino. Abbiamo bisogno di mandare un messaggio forte e chiaro: questa odiosa retorica contro gli agenti di polizia è inaccettabile”.

Domenica scorsa, in occasione degli Hollywood Film Awards,
Jamie Foxx ha difeso Tarantino prima di consegnare l’Hollywood Ensemble Award al cast of The Hateful Eight:

“Continua a dire la verità, continua a dire la verità e non preoccuparti di nessun hater”

Martedì scorso The Weinstein Co. ha deciso di rompere il suo silenzio, con il seguente comunicato:

“La Weinstein Co. ha un rapporto e un amicizia di lunga data con Quentin e ha un’enorme quantità di rispetto per lui come regista. Non parliamo per Quentin; può e deve aver la possibilità di parlare per se stesso”

Tarnatino ha poi dichiarato al Los Angeles Times, che non è intimidito dalla crescente campagna di boicottaggio contro di lui:

“Invece di affrontare gli episodi di brutalità della polizia che quelle persone stavano citando, invece di esaminare il problema della brutalità della polizia in questo paese, è meglio prendersela con me. E il loro messaggio è molto chiaro. E’ farmi zittire. E’ screditarmi. E’ intimidirmi. E’ di chiudermi la bocca, e ancora più importante di questo, è quello di inviare un messaggio a qualsiasi altra persona importante che potrebbe sentire il bisogno di unirsi a questo lato della discussione.
Ha poi aggiunto: “Tutti i poliziotti non sono degli assassini. Non l’ho mai detto, non l’ho mai insinuato.
Non mi rimangio quello che ho detto, quello che ho detto è la verità”.

Secondo delle fonti i membri del consiglio della TWC sono preoccupati che il boicottaggio possa colpire negativamente gli incassi del film. L’analista Paul Dergarabedian spiega che non c’è modo di sapere come questa situazione impatterà la performance del film al box office.

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Mercoledì il regista è stato intervistato da Chris Haynes per MSNBC, qui il regista ha difeso i suoi commenti contro la brutalità della polizia. Tarantino ha spiegato che non stava facendo un discorso generalista, ma si stava riferendo a dei casi specifici, quelli riguardanti le morti di Sam DuBose ed Eric Garner.

“In questi casi in particolare, di cui stiamo parlando, in realtà credo che siano stati assassinati. E che siano ritenuti degli omicidi”.

Ha poi aggiunto di esser rimasto sorpreso dalla reazione della polizia che minaccia di boicottare i suoi film.

“Sono rimasto sorpreso. Avevo l’impressione di essere un americano, e di avere il diritto al Primo Emendamento, e che non c’era nessun problema per me nell’andare a una protesta sulla brutalità della polizia e dire la mia.
Solo perché ero a una protesta contro la brutalità della polizia non significa che sono contro la polizia, [voglio solo che la polizia] smetta di sparare contro le persone disarmate”.

Ma la situazione ha preso una nuova e inaspettata piega quando Jim Pasco il direttore esecutivo del Fraternal Order of Police, uno dei più grandi sindacati della polizia (più di 330000 agenti full time), ha detto che ha in serbo ‘una sorpresa’ per Tarantino. Non ha fornito ulteriori dettagli, ha aggiunto solamente

“Saremo opportunisti.
Tarantino ha fatto la bella vita con la violenza e la sorpresa. I nostri uffici si guadagnano da vivere cercando di fermare la violenza, ma una sorpresa non è fuori questione.
Qualcosa è in lavorazione, ma l’elemento sorpresa è quello più importante. Qualcosa potrebbe accadere in qualsiasi momento tra oggi e [la premiere]. E la maggior parte di tutto questo verrà guidatp da Tarantino, che è prevedibile.
Ci sarà il momento e il posto giusto e cercheremo di fargli del male nel solo modo che sembra importargli, che è quello economico”.

THR ha chiesto se questa è una minaccia e Pasco prontamente ha risposto:

“Gli agenti di polizia proteggono le persone. Non vanno in giro a ferire le persone”.

Indipendentemente che sia d’accordo o meno con Tarantino, il comportamento delle associazioni di polizia è diventato assolutamente ridicolo dopo quest’ultima dichiarazione, o minaccia, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome. Pasco ha detto chiaramente che vogliono fargli del male e il fatto che sia un male economico e non fisico, poco cambia.

Mancano poco meno di due mesi all’uscita del film, e la situazione non accenna a calmarsi. Cosa accadrà ancora?

The Hateful Eight è stato girato in 65mm, e riceverà la più vasta distribuzione in 70 mm degli ultimi 20 anni, il 25 dicembre.

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Fonti vulture, THR, hollywoodawards, THR, THR, THR foto nymag, mshcdn, businessinsider

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