Il Canto della Rivolta 2 – Il finale di Hunger Games con Jennifer Lawrence presentato a Berlino

Il Canto della Rivolta 2 – Il finale di Hunger Games con Jennifer Lawrence presentato a Berlino

Di Andrea D'Addio

«Lo straordinario successo dell’intera saga di Hunger Games? Quattro anni fa, forse non ci avrei creduto come poi effettivamente è stato, ma ero convinta del valore del materiale altrimenti non avrei mai detto di sì». All’Hotel de Rome di Berlino per la presentazione di Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte 2, Jennifer Lawrence si presenta totalmente vestita di bianco, top di velo con ricami e candida longuette. Il capello biondo fino alle spalle con tanto di frangia sul lato destro della fronte esalta i suoi occhi azzurri. A vederla così curata nel look fin nei minimi dettagli (chi scrive la intervistò la prima volta nel 2008 al Festival di Venezia), l’oggigiorno venticinquenne attrice del Kentucky sembra ormai diventata “donna” così come la Kantniss che interpreta nel film.

Non ha perso la sua carica di spontanea simpatia che non bada troppo alle formalità. Già prima dell’inizio dell’incontro la si sente parlare a voce alta da dietro la porta della sala. Sta scherzando con il resto del cast su “Julie”. Non solo. Qualche minuto più tardi, nonostante tutti gli attori siano schierati accanto a lei, con telecamere e flash dei fotografi pronti ad immortalare qualsiasi loro gesto, chiederà alla sua collega Elizabeth Banks di andarle alle spalle per aggiustarle il reggiseno probabilmente troppo stretto. La sua più grande sfida sul set è stata di tipo squisitamente attoriale:

«Abbiamo girato Il canto della rivolta come un unico film, ma il mio personaggio cambia molto tra la parte 1 e la 2. Solo nel secondo accetta suo ruolo di Ghirlandaia, prima non si sentiva genuina. Non è stato facile passare indistintamente, anche lo stesso giorno, dall’una all’altra, senza perdere credibilità».

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Più difficile interpretare la leader di una rivolta o una donna che decide di ritirarsi con il proprio compagno? «La leader. Essere carini e amorevoli viene più naturali anche se sul set ero piuttosto emozionata visto che ad interpretare uno dei due bambini è mio nipote».

Possibile uno spin-off futuro di Hunger Games?

«Se Susan Collins ha voglia di scrivere ancora un capitolo, si decidesse di farne un film e la produzione mi volesse, sarei ben felice di partecipare».

Josh Hutcherson ha le idee chiare rispetto alla possibilità di interpretare ancora una volta Peeta.

«Lo farei, e questo nonostante i capelli biondo platino che mi sono stati imposti durante tutta la saga. Appena girato l’ultimo ciak li ho tagliati. Sono stati l’unica cosa che non mi è piaciuta di questa esperienza. La sfida più grande? Camminare con le manette. È difficile non perdere l’equilibrio».

Willow Shields, l’attrice che interpreta Primrose, la sorella di Katniss, è ancora emozionata:

«Sono attrice e allo stesso tempo fan dei film. Ho l’età di buona parte del suo pubblico. Riuscire a rispettare il libro senza perdere niente è stata una grande soddisfazione, forse la più grande a cui potessi ambire stando da questa parte della questione».

Per Jena Malone:

«Quando è stato gridato l’ultimo ciak ho avuto un po’ la paura che non avessimo detto tutto ciò che c’era da dire e che appariva nel libro. A vederlo ora però mi ricredo. Penso abbiamo fatto un ottimo lavoro».

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Nonostante una carriera iniziata più di cinquant’anni fa, anno 1962, Donald Sutherland è orgoglioso di aver fatto parte di Hunger Games:

«Credo che di questi film si parlerà a lungo, hanno la capacità di parlare al pubblico più giovane, di muoverli e appassionarli alla politica come pochi altri lavori contemporanei dedicati ai teenager sono riusciti a fare. Spero che provochi in loro ciò che a me provocò la visione di Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick nel 1959. Bisogna tornare a discutere di politica. Se oggigiorno non parlassimo di rifugiati e cambiamenti climatici saremmo delle persone morte, morte dentro».

Lui però non si è mai visto impegnato attivamente in politica.

«Se lo facessi sarei più cattivo di Snow. No, a parte gli scherzi, non ho mai pensato di candidarmi. Se chiedeste a mia moglie la mia capacità nel prendere decisioni capireste perché non ci abbia mai pensato».

Liam Hesmworth (Gale) appare abbastanza taciturno: «Alcune scene d’azione sono state dure, ma in generale è stata una splendida avventura». Sulle riprese a Berlino parla all’unisono con Sam Claflin (Finnick): «Siamo stati qui in Germania durante l’estate in cui hanno vinto la coppa del mondo. È stato emozionante. Abbiamo passato splendidi pomeriggi in bici per il Tiergarten e Tempelhof». Natalie Dormer (Cressida) riesce persino a esaltare il meteo berlinese: «L’inverno ad Atlanta era stato duro, le settimane a Berlino si sono rivelate eccezionali». Per Julianne Moore il film non è stato “energeticamente” dispendioso come per gli altri membri del cast «A parte parlare, ho solo alzato e abbassato le braccia, ma è stata una bella esperienza e il film è molto bello». Per lei come per gli altri membri del cast rivedere Philip Seymour Hoffman sul grande schermo è sempre emozionante: «Soprattutto tanta malinconia».

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Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte 1 è uscito nelle nostre sale lo scorso 20 novembre. A questo link trovate la pagina Facebook ufficiale italiana. Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte 2 uscirà nei cinema italiani il 19 novembre.

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Fonte: ScreenWeek

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