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Fallout 4: La Recensione

Fallout 4: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Sabato 23 ottobre 2077 ore 09:47. E’ il momento in cui il mondo non sarà più lo stesso. Per fortuna stiamo parlando soltanto di un videogame, Fallout 4 per l’appunto, disponibile per Playstation 4 (la versione da noi provata), Xbox One e PC. Come vuole la tradizione della serie nata nell’oramai lontano 1997, il prima e dopo è rappresentato dalla contaminazione nucleare globale con tutti i suoi effetti catastrofici.

E’ questo lo scenario apocalittico di Fallout 4, un background degno (se pur differente e unico) della più grande filmografia del filone apocalittico in stile The Day After Tomorrow e Mad Max. Il titolo di Bethesda conduce infatti il giocatore in uno scenario post atomico nel quale una Boston completamente devastata diventa la particolare ambientazione di una lunghissima ed emozionante avventura tra gli storici edifici della capitale statunitense, perfettamente ricreati in una loro ipotetica distruzione a seguito dell’esplosione nucleare che ha ridotto il mondo in cenere.

Ed è proprio 200 anni dopo questo devastante accadimento che il protagonista si trova ad affrontare il mondo esterno, ormai raso al suolo, dopo aver vissuto i primi anni della sua vita all’interno del Vault 111, un rifugio antiatomico diventato la casa dei sopravissuti all’esplosione. E il mondo che gli si apre davanti agli occhi è un mondo immenso, vastissimo, fatto di desolazione, un mondo totalmente sconosciuto e tutto da esplorare, un mondo che in realtà non è così disabitato come si potrebbe pensare all’inizio. Ed è qui che entra in gioco l’abilità del giocatore nel sopravvivere all’eterna lotta tra il bene e il male, una lotta contro creature mostruose, mutanti che hanno subito gli effetti delle radiazioni nucleari.

Al di là del bellissimo contesto cyberpunk postatomico, Fallout 4 è un grandissimo action RPG (da vivere in prima o in terza persona a seconda della preferenza del giocatore) in cui ovviamente  potremo personalizzare a seconda dei parametri riassunti nell’acronimo S.P.E.C.I.A.L. ovvero S per forza (strenght), P per percezione, E per stamina, C per carisma, I per intelligenza, A per agilità e L per fortuna (visto che in inglese si dice luck…).

Ad aiutarci poi ci saranno due aiutanti sui generis: Cogsworth. il robot tuttofare sopravvissuto senza problemi alla catastrofe atomica e Dogmeat, il bellissimo cane così ben realizzato nelle fattezze e nelle animazioni che difficilmente non vi affezionerete a lui!

Indubbiamente Fallout 4 non si allontana troppo dalle caratteristiche del genere quindi dopo la costruzione del proprio personaggio e la relativa crescita mediante vari parametri, ci troveremo ad affrontare una quest principale ed un numero elevatissimo di missioni secondarie: esplorare questa Boston post atomica (ricostruita quartiere per quartiere), sopravvivere nel corso dei combattimenti (molto particolare il sistema semi-automatico negli scontri a fuoco), relazionarsi con le fazioni che detengono il potere di quel poco rimasto e dialogare con i tanti personaggi che incontreremo nel nostro peregrinare. Nell’insieme Fallout 4 può tenervi compagnia per oltre 100 (!!!) ore di gioco ma se vorrete gustarvelo in maniera più light con meno di 20-25 arriverete al The End della quest principale.

Il sistema di crafting di Fallout 4 è indubbiamente tra i migliori visti in un videogame con possibilità quasi infinite. Ad esempio un’arma potrà essere arricchita di tantissimi elementi in ogni aspetto (calcio, canna, mirino) e tutti i materiali che troveremo nel corso delle nostre perlustrazioni potranno essere riciclate per le nostre esigenze.

La novità più rilevante è rappresentata dalla componente “builder”. In Fallout 4 sarà infatti possibile costruire gli insediamenti per i sopravvissuti. Un videogame nel videogame dunque, una sorta di Sim City (anche se qui la componente “sicurezza” è più marcata) di ottima fattura che però, come vuole la tradizione della serie, sarà completamente non obbligatorio e libero di essere affrontato o meno anche se difficilmente non passerete molte ore anche a giocare al Sindaco!

L’aspetto più controverso di Fallout 4 è sicuramente la realizzazione grafica. Se pur ampiamente rimaneggiato, il motore grafico che muove il gioco è il Creation Engine, usato per la prima volta nel 2011 da Skyrim. Prendendo in considerazione solamente la qualità di texture, effetti luce, ambientazioni e modelli dei personaggi, siamo di fronte ad una produzione di non altissimo livello che potremmo definire appena funzionale per l’esperienza di gioco.

Detto questo però, va sottolineato come Fallout 4 rispetti ad altri action RPG sia un titolo con una interazione pazzesca ben al di sopra della concorrenza e con una vastità ugualmente imbattibile. Per tali ragioni non ci sentiamo quindi di penalizzarlo eccessivamente se pur, indubbiamente, ci saremmo aspettati qualcosa in più dal debutto su console next gen.

Ultime considerazione per la parte audio: la colonna sonora svolge bene il suo ruolo mentre la localizzazione completa in italiano dei dialoghi è qualcosa di più unico che raro per un gioco così vasto. La qualità non è a livelli cinematografici ma su di uno standard più che discreto.

Dopo una lunghissima attesa Fallout 4 quindi non delude affatto. Il titolo di Bethesda è vastissimo, realizzato con cura, longevo a livelli pazzeschi e ricco di sfaccettature. Come appena detto l’appeal grafico non è al top per questa generazione di console ma se amate questo tipo di esperienze videoludiche, sarebbe veramente un peccato perdersi questa immensa avventura post atomica. Inoltre i neofiti non si preoccupino: i programmatori hanno pensato all’esperienza di gioco anche per i “novellini” e soprattutto le prime ore dell’avventura saranno arricchiti da vari tutorial con cui prendere dimestichezza con la vita post-atomica Bostoniana…

VOTO: 9

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