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Wasteland 2 Director’s Cut: La Recensione

Wasteland 2 Director’s Cut: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

A distanza di poco più di un anno dall’uscita su PC, grazie al successo ottenuto sul sito di crowfunding Kickstarter, Wasteland 2 è arrivato anche su Playstation 4 ed Xbox One con l’aggiunta di un sottotitolo cinematografico ovvero “Director’s Cut”.

Per chi non avesse mai sentito parlare del videogame di inXile (team indipendente ma creato da Brian Fargo, nome storico dell’industria videoludica visto che ha dato luce ad Interplay, una delle primissime software house di sempre), il titolo è ambientato in un futuro apocalittico post-atomico distopico dove, assemblato un team di ranger (a scelta tra personaggi predefiniti oppure personalizzabili tramite un eccellente editor) cercheremo di ristabilire un minimo di ordine e civiltà in tante lande desolate.

Tra  esplorazione, dialoghi e combattimenti, Wasteland 2 ci permetterà di aumentare le capacità dei nostri personaggi in un sistema ad albero che consentirà di effettuare varie scelte tutte con effetti diretti sul proseguo della nostra avventura e su come affrontarla per il meglio. Ogni aspetto del trio di interazioni proposte ad inizio paragrafo, sarà in parte influenzato dai parametri che adotteremo per i nostri personaggi rendendo così molto importante l’approccio che vorremo dare al nostro team.

Approfondendo la questione combattimenti, Wasteland 2 propone, oltre ad un arsenale di oltre 150 armi diverse, le tipiche dinamiche da gioco di ruolo a turni con l’ambientazione che diventa una sorta di scacchiera in cui muovere le mosse contro l’intelligenza artificiale. Gli scontri si basano tutti sulle percentuali con cui un colpo potrà essere portato al nostro avversario o meno e ci vorrà una buona dose di ragionamento per comprendere come utilizzare al meglio le risorse a disposizione, necessarie anche per azioni basiche come utilizzare una pozione curativa.

Wasteland 2 non è certo un titolo spaccamascella ma su PS4 (la versione da noi provata) ed Xbox One propone una realizzazione grafica superiore a quella originale per PC, dimostrandosi piacevole alla vista e funzionale all’esperienza ludica proposta. Dalla scheda tecnica, abbiamo anche scoperto che ci sono 9.000 linee di dialoghi parlati in più rendendolo così un’esperienza ancora più immersiva ed è anche la ragione della dicitura “director’s cut”.

Il passaggio dalla combinazione mouse/tastiera al joypad non ha comportato nessun tipo di problema ed i programmatori sono stati veramente abili nell’opera di conversione ovviamente nei limiti di un numero ridotto di pulsanti e movimenti da poter compiere rispetto alla disponibilità di una keyboard completa.

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Wasteland 2 Director’s Cut è quindi una esperienza di gioco duratura e di livello elevato ma indirizzato ad una particolare nicchia di pubblico: gli amanti dei giochi di ruolo “duri e puri” di vecchio stampi, non interessati dal multiplayer (qui assente) o a “derive” action come la maggior parte dei blockbuster degli ultimi anni. Altro requisito è una conoscenza almeno discreta della lingua inglese (o con di francese, tedesco, spagnolo, polacco, russo, tutte presenti nel gioco) perchè oltre al manuale, in italiano non c’è altro e difficilmente riuscireste a gustarvi l’avventura senza comprendere i tanti dialoghi presenti.

VOTO: 8

 

 

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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