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Orange Is the New Black – Il nostro incontro con Taylor Schilling e Kate Mulgrew

Orange Is the New Black – Il nostro incontro con Taylor Schilling e Kate Mulgrew

Di Lorenzo Pedrazzi

House of Cards ha certamente lanciato Netflix tra le etichette più prestigiose della serialità mondiale, ma è stato Orange Is the New Black a consolidare questo successo, giunto con merito sia dal pubblico sia dalla critica. La serie di Jenji Kohan, basata sulle memorie di Piper Kerman, ha saputo amalgamare dramma e commedia in un contesto poco esplorato dal cinema e dalla televisione americana (il carcere femminile), lavorando sulla costruzione dell’identità sociale e individuale delle protagoniste: non a caso, la narrazione corale alterna passato e presente per svelarci i retroscena dei personaggi, giustificandone le azioni e la personalità attraverso i flashback.

Ebbene, l’arrivo di Netflix in Italia mi ha permesso d’incontrare Taylor Schilling (Piper Chapman) e Kate Mulgrew (Galina “Red” Reznikova) in una roundtable, dove le due attrici hanno parlato di Orange Is the New Black e della loro esperienza con la rinamata piattaforma on-line.

Anzitutto, è stato chiesto alle interpreti se si aspettavano un successo così vibrante per il loro show, ormai circondato da un alone cult:

KATE MULGREW: [Il successo] è stato immediato, ed è stato fantastico. Pensavo che sarebbe accaduto, quando ho fatto l’audizione. Me lo sentivo. Un giorno stavo girando la serie, e il giorno dopo c’era la gente in strada che mi diceva “Red! Red!”, quindi è stato molto rapido, e quello è stato il momento in cui ho capito che era qualcosa di grandioso. Perché quando è veloce significa che ha catturato l’immaginario del pubblico. È geniale. Penso che ci siamo riusciti più in fretta di House of Cards. [Poi, rivolgendosi a Taylor Schilling di fianco a lei] Sono tutti uomini [a questo tavolo], quindi stai attenta.

Scoppia una risata: Kate Mulgrew è adorabile, molto estrosa, un vulcano di ilarità. Il discorso verte poi sulla questione dell’identità sessuale, e sul fatto che Orange Is the New Black sia diventata un simbolo per la comunità LGBT. Cosa ne pensano?

KATE MULGREW: Le lesbiche amano questo show.

TAYLOR SCHILLING: Una delle cose più interessanti di questo show è che non rappresenta la sessualità in termini polari, gay o etero, lesbiche o etero, perché Piper è un po’ di tutto, e questo lascia spazio a diverse prospettive.

KATE MULGREW: Il fatto che gay e lesbiche amino lo show è un’altra dimostrazione della loro intelligenza. Un’intelligenza aperta. [Nella serie] c’è spazio per tutti.

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Le attrici si sono soffermate anche sul loro rapporto personale:

TAYLOR SCHILLING: Ci conosciamo da molto tempo.

KATE MULGREW: Siamo amiche.

TAYLOR SCHILLING: Ha interpretato mia mamma nel secondo lavoro vero che ho fatto [la serie tv Mercy, ndr]. Quindi conosco Kate da parecchio tempo, e questo ha aiutato lo show, ma…

KATE MULGREW: Ha aiutato anche noi. Ci ha davvero aiutato, all’inizio. Quando arrivi su un set come questo, circondato da aspettative così alte, sei nervosa. Io ero in trepidazione, non lo eri anche tu? [Taylor Schilling annuisce] La posta in gioco era alta. Quindi avere un’amica è fondamentale, e le cose possono solo diventare ancora più profonde, perché lei è un’attrice davvero brava e condividiamo lo stesso cubicolo, siamo anime gemelle. Reciteremo insieme alcune scene molto private, e questo mi stabilizza come attrice. Non vedo l’ora di fare quelle scene. Ma abbiamo svuluppato un’amicizia anche con le altre. Sono fantastiche. Solo alcune di loro non sono proprio fantastiche [ride].

Red, il personaggio di Kate Mulgrew, è una cuoca e una donna d’affari, e qualcuno le ha chiesto se anche a lei piace cucinare:

Sono un’ottima cuoca. Puoi venire a casa mia e provare la mia bolognese… o magari preferiresti l’ossobuco? Ne parliamo dopo. Comunque sì, adoro cucinare… ma non sono granché come donna d’affari!

A quel punto le faccio notare che nella serie ha un accento russo molto credibile, e le chiedo come ci abbia lavorato sopra.

Non ci ho lavorato affatto! Davvero! Alla prima audizione è stato strano perché [con accento russo] è venuto fuori semplicemente così. E credo che questo sia amore. Mi è capitato un paio di volte nella mia vita: succede quando un attore si innamora del suo personaggio. È molto insolito. Sono stata molto fortunata. Talvolta però succede, e a te [si rivolge a Taylor Schilling] accadrà un sacco di volte. Ha appena iniziato la sua carriera, diventerà una grande star del cinema.

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A Taylor Schilling è stato invece chiesto se ci sia stata una scena particolarmente difficile (anche dal punto di vista emotivo) durante le riprese della serie:

TAYLOR SCHILLING: Alcune delle scene più emotive, quelle in cui Piper si trova al livello più estremo della sua esperienza, sono in realtà le più facili da recitare, perché sono estremamente chiare. Sai alla perfezione ciò che sta accadendo. Quindi per me non sono state difficili, mi è piaciuto farle. Trovo che a volte siano più difficili le scene mediane, in cui si va in giro per la prigione.

KATE MULGREW: Un paio di settimane fa abbiamo girato una cosa molto difficile, nella cucina. Avevamo una scena insieme…

TAYLOR SCHILLING: È stato orribile.

KATE MULGREW: Sì, per una cosa che dovevo farle. Una cosa che andava fatta, e lei voleva che gliela facessi.

TAYLOR SCHILLING: Ci sono alcune scene in questa stagione, la stagione 4, che sono le cose più intense che io abbia mai fatto nella mia vita. Nella mia carriera.

KATE MULGREW: Quando stiamo recitando non siamo amiche, siamo semplicemente dentro la scena. E, a volte, l’intensità che corre tra noi è molto vitale. Quindi dev’essere o tutto o niente.

Un’altra domanda riguardava invece le differenze tra Netflix e i canali televisivi: pensano che la piattaforma on-line possa influenzare il metodo di lavoro dei network?

KATE MULGREW: Credo di sì. Credo sia inevitabile, perché con Netflix lasciamo il potere a voi, diamo per scontato che abbiate l’intelligenza per scegliere che tipo di televisione vogliate guardare, e quando. Quindi credo sia ovvio, è nella natura umana. Ma molto lentamente, perché i broadcast sono come un papà anziano.

TAYLOR SCHILLING: Penso che, quando hai assaporato il gusto del controllo, sia difficile tornare indietro.

KATE MULGREW: Riuscireste a immaginare di tornare indietro? No, giusto?

E loro, come attrici, riuscirebbero a immaginare di tornare a lavorare per i network tradizionali?

TAYLOR SCHILLING: Sarebbe un lavoro completamente diverso. La cosa fantastica…

KATE MULGREW: Pagano molto bene… [ride]

TAYLOR SCHILLING: Sì, questo è certo. Ma nello show di un broadcast si trascorre del tempo a ricapitolare la storia per il pubblico, e a volte puo essere una cosa troppo involuta dal punto di vista narrativo, perché non sempre ha molto senso stare lì a ricordare cos’è successo la settimana prima, e quella prima ancora. In questo show invece non lo dobbiamo fare. C’è un flusso costante, non dobbiamo fermarci a spiegare cos’è successo prima.

KATE MULGREW: Ha ragione. Ho fatto un sacco di serie broadcast, forse cinque o sei, e sono stata tra i protagonisti in almeno quattro o cinque di esse, e una cosa che ricordo bene è la grande attenzione a “Come sono i numeri? Come sono i rating?”. Ogni settimana bisognava migliorare, bisognava far salire i numeri, di continuo. Qui non c’è nulla del genere. Possiamo semplicemente recitare. È un grande dono.

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Cliccate qui per leggere la nostra intervista a Steven S. DeKnight per Daredevil!

Cliccate qui per il nostro incontro con Krysten Ritter e Carrie-Anne Moss per Jessica Jones!

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Orange Is the New Black sul nostro Episode39 a questo LINK.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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