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NBA 2K16: La Recensione

NBA 2K16: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

NBA 2K16 (sedicesima edizione del titolo di 2K) torna su Playstation 4 (versione da noi testata), Xbox One, PC, Xbox 360 e Playstation 3 con la pesante eredità del suo predecessore, uno dei migliori titoli sportivi fino ad oggi uscito sulle console di casa Microsoft e Sony (oltre che su PC ovviamente) e che aveva letteralmente estasiato gli appassionati del parquet visto che il prodotto di 2K Games era riuscito a trasportare tutto quello che significa NBA nella nuova generazione di console in modo clamorosamente sopraffino.

Per andare ancora più oltre, 2K Games ha deciso di avere un regista per la modalità carriera, ribattezzata Livin Da’ Dream e stiamo addirittura parlando di Spike Lee di cui ovviamente avremo modo di parlare nei prossimi paragrafi.

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Dopo una introduzione veramente spettacolare (affrontare Micheal Jordan in versione “posseduta” ha il suo perchè…) arriviamo al menù principale di gioco dove ci attendono una vagonata di possibilità di gioco. Oltre a quelle più classiche (esibizione, play off, season tutte personalizzabili a proprio piacimento), troviamo una modalità carriera di cui parleremo approfonditamente tra un pò, quella tipicamente manageriale chiamata MyGM e tutto il comparto on line tra cui spicca il rinnovato ed ancor più convincente MyTeam che può considerarsi una versione cestistica dell’Ultimate Team di Fifa con pacchetti ed aste con cui allestire il nostro quintetto delle meraviglie. Da non sottovalutare neppure la componente “street” con cui potremo divertirci a giocare sui campi di cemento tipici del “quartiere”.

Inedita la modalità Pro-Am con cui potremo costruire un team virtuale con altri quattro giocatori on line e sfidare chi vorremo nel mondo. L’editor presente (utilizzabile anche in MyGM e MyTeam) è letteralmente fantastico e vi consentirà di personalizzare veramente ogni aspetto della vostra franchigia. Con NBA Today saranno inoltre disponibili tutti gli aggiornamenti, le notizie e le statistiche del vero campionato NBA sempre a disposizione e scaricabili direttamente online.

Approfondiamo quindi il discorso su Livin Da’ Dream, la carriera. In questa modalità non controlleremo tutta la squadra ma soltanto un giocatore, un nostro avatar che potremo personalizzare a nostro completo piacimento e qui si intreccia la narrazione di Spike Lee. Tutto comincia a New York, più precisamente ad  Harlem, in una casa popolare dove due genitori impiegati delle poste hanno fatto crescere due gemelli, il nostro io virtuale, promessa del basket, e la sua sorella gemella.

Da qui la storia inizia e passando per liceo ed università, ci ritroveremo ad essere una stella dell’NBA. Dovremo così gestire non solo l’azione sul campo ma anche tutto quello che riguarda la vita di ogni giorno di un professionista del parquet. Al di là del fatto che inserire una bella storia cinematografica “fissa” con un personaggio modificabile crea qualche grande o piccola contraddizione (essere fratelli gemelli di una ragazza di colore alta 1.70 con un gigante bianco di 2 metri stona un pò…), bisogna dire che mai un titolo sportivo aveva potuto contare su una storia così bella e struggente e perfino con qualche colpo di scena. Insomma, buona la prima per Spike Lee nel mondo dei videogiochi!

Se pur il gioco si chiami NBA 2K16 poi, oltre a poter guidare varie compagini dell’NBA del passato, in realtà la produzione ha allargato i suoi confini con molti team europei tra cui quest’anno anche due italiani, l’Emporio Armani Milano e la Dinamo Sassari. Il filmato che segue mostra proprio le due compagini nel videogame.

NBA 2K16, in linea con la qualità dei suoi predecessori, è nettamente LA simulazione di basket che avreste sempre voluto ma non avevate mai osato chiedere! Siamo di fronte ad una signora produzione che ci permette veramente, una volta entrati nei meccanismi predisposti dai programmatori, di vivere l’intensità e l’agonismo di una partita dell’NBA.

I tempi ed i contrasti sono esattamente quelli di una partita vera, le accelerazioni sono si possibili ma non vedremo Speedy Gonzales in un campo da basket e quando saremo il possesso della palla, premendo semplicemente un pulsante sul nostro joypad, avremo la possibilità di scegliere qualsiasi nostro compagno per passare la palla rendendo le possibilità di costruzione dell’azione identiche alla realtà con tante altre features per un prodotto sempre più perfetto e profondo.

Tutto è stato ben equilibrato, ancora più degli scorsi anni anche grazie alle novità del sistema di tiri. Ottima anche l’influenza nelle percentuali di realizzazione sia delle abilità dei nostri giocatori che delle loro altezze e migliorata ancora di più l’intelligenza artificiale della CPU. Un vero gioiello simulativo ma assolutamente fruibile da tutti questo NBA 2K16 più “fisico” rispetto al suo predecessore riguardo i contrasti tra giocatori.

Se ancora non fossero sufficienti le lodi fino ad ora fatte alla produzione di 2K Games, possiamo tranquillamente continuare esaltando l’aspetto tecnico. Texture in altissima risoluzione, frame rate inchiodato a 60 fps e fluidissimo, palasport clamorosamente “vivi” con un pubblico poligonale e con comportamenti “individuali” credibili senza dimenticarci dei giocatori, delle loro animazioni, dei loro dettagli (il sudore, i tatuaggi, le barbe, i segni caratteristici tutti riprodotti fedelmente) per quella che è sicuramente la migliore realizzazione tecnica di sempre per un titolo sportivo.

A questo si aggiunge una spettacolarità clamorosa di replay, intermezzi televisivi da cui tutti ma veramente tutti dovrebbero prendere letteralmente esempio: ci sembra di essere in una VERA partita di basket, anzi meglio visto che qui la regia TV uccide qualsiasi tempo morto. Il clima di pathos è anche frutto di una telecronaca (rimasta in inglese ma tutti i testi del gioco sono in italiano invece) a tre voci con due commentatori ed una inviata a bordo campo che incidono molto favorevolmente sulla piacevole tensione agonistica che si respira nel corso dei nostri match. Non mancano neppure due leggende dell’NBA come Shaq O’Neal e Ernie Johnson a cui è stato affidato il pre-partita di ogni match che andremo a disputare.

NBA 2K16 è quindi semplicemente il titolo sportivo che dovrebbe essere usato come termine di paragone per chiunque abbia in mente di simulare qualsiasi disciplina sportiva su PC e console. La maestria dei programmatori di 2K Sports è straordinaria sotto ogni punto di vista: la realizzazione grafica straordinaria, la spettacolarità di qualsiasi elemento di gioco, il gameplay esaltante, le modalità di gioco che rendono il titolo praticamente infinito. Siamo di fronte ad un masterpiece da consigliare in termini assoluti a tutti ad eccezione ovviamente di chi è allergico a schiacciate, parquet e tiri da tre. Unica tirata d’orecchie per i caricamenti che ci auguriamo siano ottimizzati con qualche ulteriore aggiornamento futuro.

VOTO: 10


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