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Assassin’s Creed Syndicate: La Recensione

Assassin’s Creed Syndicate: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Quando uscì il primo Assassin’s Creed, in pochissimi riuscirono a scorgere l’impatto che il titolo di Ubisoft avrebbe avuto nelle produzioni a venire. Punti di forza della produzione, erano sicuramente la rivisitazione del concetto di open-world  grazie alle notevoli capacità atletiche del protagonista, la trama ben strutturata ed una veste grafica fuori parametro, per i tempi. Dopo tanti episodi in varie epoche storiche, la serie arriva a Londra, nel periodo della Rivoluzione Industriale, dove personaggi storici come Karl Marx, Charles Dickens, la Regina Vittoria si intrecciano nel bel mezzo della consueta lotta fra Assassini e Templari.

Come nei precedenti capitoli, anche la trama di Assassin’s Creed Unity ha due piani di lettura. Uno è ai nostri giorni, dove il conflitto fra le potenti e misteriose sette dei templari e quella degli assassini continua senza sosta. Dopo che la narrazione negli ultimi capitoli della serie, si era un pò “inceppata” e resa confusa, con Syndicate si torna nei binari giusti con innumerevoli colpi di scena e sequenze spettacolari.

L’altra ci vede invece rivivere i ricordi, per la prima volta, di una coppia di gemelli Assassini, Evie e Jacob Frye, che lotteranno non poco per liberare Londra dal giogo dei Templari intenti a sfruttare la manodopera minorile (ma anche quella maggiorenne ovviamente…), utilizzare bande di balordi per tenere in scacco i quartieri e perpetrare qualsiasi nefandezza pur di aumentare il loro potere. Da una guerra di strada in cui sarà opportuno crearsi una propria gang di supporto, i due arriveranno a conoscere la Regina del Regno Unito e… non vi sveliamo altro per non rovinarvi le tantissime sorprese della trama!

I due gemelli (utilizzabili a scelta in grossa parte delle missioni, ma in alcune specifiche saremo costretti ad utilizzarne uno già delineato in partenza) saranno gestibili come personaggi di un gioco di ruolo, facendolo aumentare di livello sotto vari aspetti e rifornendoli di nuove armi ed abilità. Il doppio alter ego ci consentirà dunque di mantenere anche due livelli diversi di caratterizzazione dei personaggi, rendendoli così complementari alle nostre esigenze nel corso delle missioni. Nell’armamentario disponibile, segnaliamo l’esotico coltello kukri, il tirapugni e il bastone animato, oltre al nuovo lanciacorda, che consentirà di scalare rapidamente gli edifici o cogliere di sorpresa i nemici.

Il cuore di Assassin’s Creed Syndicate non si discosta eccessivamente però dai precedenti capitoli e si può quindi considerare ancora una volta, una sorta di Grand Theft Auto (motivo in più in questo caso, la possibilità di utilizzare delle carrozze come veicolo più veloce per gli spostamenti) ambientato ai tempi della Rivoluzione Industriale. Ci troveremo di fronte infatti ad una struttura free-roaming con obiettivi primari e quest secondarie in cui l’ambiente sarà fondamentale per avere la meglio sui nostri avversari.

Proprio l’interazione fra i nostri alter ego ed il background è uno degli aspetti più riusciti di Assassins Creed Syndicate: l‘immedesimazione è assolutamente totale e la vita della città ha un comportamento piuttosto verosimile e dinamico come non avevamo mai visto in precedenza. Rispetto ai precedenti Assassin’s Creed poi, la libertà di azione e di scelta di come risolvere una quest è aumentata notevolmente.

Sul fronte tecnico assistiamo alla solita magnificenza offerta dalla serie, che può godere di un nuovo motore grafico realizzato appositamente per Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC, uniche tre piattaforme su cui è disponibile il titolo (su PC da Novembre). La densità poligonale è decisamente buona e le texture impreziosiscono degnamente l’immagine che colpisce più nella visione d’insieme piuttosto che nel singolo dettaglio (trattandosi ovviamente di un gioco con struttura free roaming) anche se avremmo volentieri fatto a meno di quel filo di aliasing presente in determinati frangenti.

Anche il sonoro è di primissimo valore con una colonna sonora straordinaria (tutta orchestrale ad eccezioni di alcuni meravigliosi assoli di violino) ed in perfetta empatia con il periodo storico. Anche il doppiaggio in italiano è di buonissima qualità per i protagonisti principali.

A differenza di Unity, Assassin’s Creed Syndicate è un gioco esclusivamente single player, senza co-op o multiplayer online. In realtà però l’esperienza di gioco proposta è veramente massiccia: ci vorranno almeno 30 ore di gioco per completarlo velocemente la prima volta e come se non bastasse l’end game svela ulteriori contenuti inediti e decisamente interessanti. Inoltre le quest secondarie o la voglia di liberare tutti i quartieri di Londra se non fatto in precedenza arrivano a portare l’esperienza di gioco a circa 50 ore!

Inoltre, gli utenti PlayStation 4 potranno indagare anche sui misteriosi Dreadful Crimes, una serie di strani omicidi che avverranno nella Londra vittoriana di Assassin’s Creed Syndicate. Queste dieci missioni esclusive sono ispirate ai Penny Dreadful, una serie di racconti tascabili settimanali molto popolari tra la classe operaia della Londra del XIX secolo, che narravano alcune storie criminali immaginarie e sensazionali. Durante le loro indagini, basate sui racconti criminali di alcuni scrittori dell’epoca vittoriana, i giocatori saranno impegnati a trovare indizi e interrogare testimoni.

Assassin’s Creed Syndicate è forse l’episodio più convincente di sempre della serie. Forse meno spettacolare e “grandeur” rispetto ai più recenti predecessori ma dallo spessore ludico molto più marcato e da un appeal elevatissimo per chi ama la storia ed in particolare quel periodo storico senza dimenticarsi Londra, ricostruita virtualmente in modo certosino. Un titolo da consigliare senza esitazione agli amanti della serie, ma anche a tutti coloro che apprezzano gli action ed i free roaming in genere.

VOTO: 9

 

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