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Scream Queens, la recensione della premiere

Scream Queens, la recensione della premiere

Di Lorenzo Pedrazzi

Sulla Fox ha debuttato Scream Queens, attesissimo show di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan che attinge alla tradizione degli slasher, unendo horror e commedia in formato seriale…

Attenzione: l’articolo contiene SPOILER.

1995. Alla Wallace University, durante un party della sorellanza Kappa Kappa Tau, una ragazza partorisce nella vasca da bagno. Le compagne se la prendono con lei perché sta rovinando la festa, proprio quando il deejay mette Waterfalls delle TLC, canzone irrinunciabile. La ragazza, però, muore di emorragia mentre aspetta che qualcuno la aiuti, e il neonato/a resta fra le braccia di una sua amica.
Sono trascorsi vent’anni da quella tragedia, e Chanel Oberlin (Emma Roberts) è la sovrana del Kappa Kappa Tau, spietata e terribile. Al suo servizio ci sono tre “minion”, ovvero Chanel N° 2 (Ariana Grande), Chanel N° 3 (Billie Lourd) e Chanel N° 5 (Abigail Breslin), che obbediscono a ogni suo capriccio. La preside Cathy Munsch (Jamie Lee Curtis) detesta il classismo delle Kappa Kappa Tau, e impone l’obbligo di accettare chiunque voglia farne parte: di conseguenza, la sorellanza è costretta ad aprirsi anche alle studentesse meno popolari, come Hester Ulrich (Lea Michele), Zayday Williams (Keke Palmer) e la matricola Grace Gardner (Skyler Samuels), una ragazza che vuole entrare nella confraternita per ricalcare le orme della defunta madre, nonostante il parere contrario di suo padre Wes (Oliver Hudson). A supervisionare questo processo c’è Gigi Caldwell (Nasim Pedrad), presidentessa nazionale del Kappa Kappa Tau, una donna la cui mente è rimasta ancorata agli anni Novanta.
I guai cominciano quando Chanel, per dare una lezione alla governante della confraternita, le affonda la testa in una vasca di olio che crede essere freddo, mentre invece è bollente: la donna riemerge con il volto orribilmente ustionato, e muore. Il cadavere, con la complicità delle altre ragazze, viene nascosto in una cella frigorifera, ma poi scompare misteriosamente. Il reporter del giornale universitario, Pete Martínez (Diego Boneta), indaga sull’accaduto con l’aiuto di Grace, e fra i due nasce un’attrazione. Intanto, però, nel campus si aggira un serial killer mascherato da diavolo (la mascotte dell’università) che uccide a coltellate Chanel N° 2, mozza la testa di un’aspirante Kappa Kappa Tau con un tagliaerba, e poi sgozza una guardia giurata; infine, taglia la gola anche a Boone (Nick Jonas), migliore amico di Chad Radwell (Glen Powell), il ragazzo di Chanel. Parallelamente, Grace scopre che la preside Munsch potrebbe essere implicata nell’occultamento del cadavere della giovane puerpera, vent’anni prima.
Alla fine, il serial killer apre la cella dell’obitorio dov’è stato riposto il corpo di Boone, che si risveglia e si toglie la finta ferita alla gola: era tutta una messinscena…

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Mean Queens
Abile a intercettare i gusti del pubblico e le tendenze del momento, Ryan Murphy sceglie il periodo più adatto per una serie come Scream Queens: in piena nostalgia degli anni Novanta, Murphy costruisce infatti uno show stralunato e furbetto che attinge a piene mani dall’immaginario del “neo-slasher”, partorito da Scream sul finire del secolo scorso. La presenza nel cast di Jamie Lee Curtis – ovvero la più celebre “reginetta dell’urlo” degli anni Settanta/Ottanta – non deve però trarre in inganno: Scream Queens non guarda ai classici del New Horror, bensì ai famigerati thriller adolescenziali dei tardi anni Novanta, brulicanti di franchise patinatissimi come So cosa hai fatto e Urban Legend.

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Uno dei punti di forza di Scream Queens è proprio questo: non teme di celebrare il kitsch, anzi, lo accoglie fra le sue braccia con affetto, in modo più ironico e meno morboso rispetto ad American Horror Story. Lo sguardo cinico e camp di Ryan Murphy funziona molto meglio in un contesto così esasperato e umoristico, ricco di macabro sarcasmo e di soluzioni parossistiche. Certo, non tutte le gag vanno a segno: vedere Ariana Grande che messaggia con il suo assassino mentre viene uccisa è semplicemente ridicolo, e non convince nemmeno come satira delle ossessioni giovanili odierne (i social network, lo smartphone, l’essere sempre connessi), poiché appare troppo meccanica, farraginosa e prevedibile. Anche le timide incursioni nello splatter sono abbastanza goffe, oltre che tecnicamente fragili. Eppure, Scream Queens diverte per l’idiozia dei personaggi e l’assurdità delle loro azioni, immerse in una girandola di improbabili omicidi e antichi spettri da seppellire. La recitazione caricata e sopra le righe giova al risultato finale, dove la postura e la gestualità stilizzata delle protagoniste (soprattutto Emma Roberts) sembra ritagliare i loro corpi in figurine da cartoon.

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Nel cast non si salva nessuno, perché sono tutti ugualmente detestabili, potenziali vittime o carnefici di questo massacro. Si avverte quasi un piacere sadico, da parte degli autori, nell’uccidere personaggi così meschini, egoisti e decerebrati, al punto che si arriva persino a fare il tifo per il serial killer come nelle più celebri saghe horror. Il clima grottesco è accentuato dalle estenuanti scelte di regia, che uniscono angolazioni ridicole, inquadrature bizzarre e un montaggio nevrotico, sfruttando talvolta il grandangolo per deformare i volti: ne risulta una grande farsa, godibile se si accettano le sue regole di fondo, basate sullo straniamento, sull’umorismo nero e su alcune battute indubbiamente efficaci, già pronte per diventare virali su internet.

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Divisa tra le suggestioni di Scream e Mean Girls, la serie regge bene sulla distanza dei 45 minuti poiché predilige la commedia, rivelandosi come una parodia delle ansie sociali di adolescenti e post-adolescenti (il terrore di non essere accettati, la brama di popolarità, il desiderio di ricevere consenso). Ma non è difficile leggervi anche una satira di quel classismo tipicamente americano che genera piccoli mostri come Chanel Oberlin o Chad Radwell, sovrani delle rispettive confraternite che lasciano poca speranza per i leader di domani.

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La citazione: «It’ll be fun, like a Friends episode… but someone’s trying to murder all the Friends.»

Ho apprezzato: l’assurdità dei personaggi e delle situazioni; l’umorismo macabro; alcune battute (molto citabili); la satira delle ansie da popolarità; le interpretazioni caricate degli attori.

Non ho apprezzato: alcune gag non vanno a segno; la goffaggine dello splatter.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Scream Queens sul nostro Episode39 a questo LINK.


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