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Fear the Walking Dead, la recensione dell’episodio pilota

Fear the Walking Dead, la recensione dell’episodio pilota

Di Lorenzo Pedrazzi

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Su AMC ha debuttato Fear the Walking Dead, l’atteso spin-off di The Walking Dead che racconta i prodromi dell’apocalisse zombie. L’episodio pilota ci introduce ai conflitti familiari dei protagonisti, mentre qualcosa di inquietante sta accadendo a Los Angeles…

Attenzione: l’articolo contiene SPOILER.

Nick Clarke (Frank Dillane) si risveglia in una chiesa abbandonata, dove si è rifugiato con l’amica Gloria per farsi di eroina. Attorno a sé trova un massacro, e vede Gloria china a divorare un cadavere. Lei cerca di aggredirlo, ma Nick scappa in strada e viene investito da un’auto.
Sua madre Madison (Kim Dickens) riceve la chiamata dell’ospedale, e si reca da Nick insieme al suo compagno Travis Manawa (Cliff Curtis) e all’altra sua figlia, Alice (Alicya Debnam Carey). Gli agenti credono che Nick stia delirando quando racconta ciò che ha visto. Comunque, Travis resta con il ragazzo, mentre Madison e Alice vanno a scuola, dove la donna lavora come consulente scolastica, mentre Travis insegna letteratura.
Colpito dal racconto di Nick, Travis esplora la chiesa abbandonata e trova sangue dappertutto, oltre a un ragazzo terrorizzato che lo implora di non mangiarlo. Intanto, a scuola, Madison ferma uno studente che voleva introdurre un coltello nell’edificio: il giovane lo aveva portato per autodifesa, spaventato dalla notizia di uno strano virus che si sta diffondendo in vari stati. Alicia invece si vede con il suo ragazzo, Matt, che però scompare quando si danno appuntamento per il pomeriggio. Travis parla con la sua ex moglie, Liza (Elizabeth Rodriguez), e scopre che suo figlio Chris (Lorenzo James Henry) non vuole trascorrere il fine settimana con lui.
Madison si fa portare da Travis nella chiesa abbandonata per vedere con i suoi occhi, poi i due restano bloccati a causa di una sparatoria della polizia, e il giorno dopo trapelano on-line i filmati dell’incidente: alcuni cadaveri sembrano aver ripreso vita sui lettini delle ambulanze, hanno aggredito i paramedici e sono stati abbattuti dagli agenti, non senza fatica. Gli studenti, già pochi, vengono mandati a casa in anticipo.
Nick, nel frattempo, è riuscito a fuggire dall’ospedale e ha contattato Cal, il suo pusher, per sapere cosa c’era nella droga che gli ha venduto. Cal lo porta in un canale deserto per ucciderlo, ma Nick reagisce, e nella colluttazione il pusher resta ucciso da un proiettile della sua stessa pistola. Nick chiama Travis, che arriva sul posto insieme a Madison. Il cadavere di Cal è sparito, ma riappare barcollante dietro alla loro auto, dove aggredisce Madison. Travis riesce a respingerlo, poi Nick si mette alla guida dell’auto e lo travolge, ma Cal (o quel che rimane di lui) continua a muoversi. Alla fine, Nick riesce a scaraventarlo nel canale. Nonostante sia ridotto malissimo, il corpo si muove ancora. Madison si chiede cosa stia succedendo…

1

Apocalypse Soon
La genesi dell’apocalisse è spesso più intrigante della sua effettiva realizzazione, e Fear the Walking Dead fa leva proprio su questo fascino morboso, ribaltando l’approccio della serie madre: laddove The Walking Dead ci proiettava direttamente nel caos degli zombie, in medias res e senza fornire alcuna spiegazione, questo spin-off ci riporta invece al punto di partenza, e si propone di costruire l’apocalisse in maniera progressiva, senza accelerare i tempi.

3

La narrazione si concentra sui problemi di una famiglia disfunzionale, secondo le ben note – ma talvolta oltraggiate – linee guida dei produttori: le vicende umane sono più rilevanti della componente horror, e il contesto “estremo” serve per radicalizzare i conflitti, le psicologie, i rapporti interpersonali, denudando l’insita mostruosità degli uomini di fronte al pericolo. In questo caso, però, la situazione rientra ancora nella norma. Se in The Walking Dead ci sorprendiamo di scorgere alcuni lampi di quotidianità all’interno dell’apocalisse, in Fear the Walking Dead accade il contrario, poiché sono le manifestazioni dell’orrore (gli assenti per malattia, i primi erranti, i video di cadaveri che si rianimano) a contaminare la tranquilla routine di tutti i giorni. L’episodio pilota non lesina in apparizioni mostruose, e i protagonisti, nel finale, si trovano faccia a faccia con il loro primo morto vivente, scoprendo una volta per tutte che sta succedendo qualcosa di strano.

2

Il copione di Robert Kirkman e Dave Erickson semina indizi in modo scolastico, ma è abbastanza efficace nel restituire la sensazione di un disastro incombente, anche se la figura dell’allievo che “prevede” la catastrofe ed entra a scuola con un coltello (comportamento assurdo) risulta un po’ forzata: è il classico personaggio che, considerato paranoico, finisce per avere ragione. D’altra parte, gli stessi conflitti familiari attingono a cliché sin troppo abusati, e la rigidità delle caratterizzazioni (la figlia modello, il figlio spiantato) impedisce di prendere sul serio i risvolti più drammatici, nonostante gli autori puntino moltissimo sui legami affettivi. L’unica sfumatura è ravvisabile nella scena in cui Alicia, nonostante i contrasti con suo fratello Nick, si getta sul suo letto d’ospedale per coccolarlo e dargli la colazione, ammorbidendo la rigidità sopracitata; peccato però che, subito dopo, parta un dialogo eccessivamente didascalico che evidenzia le differenze tra loro due («So cosa pensi» dice Nick. «Che tu sei perfetta e io non lo sono»), il cui scopo è soltanto quello di informare lo spettatore.

4

Di contro, il buon carisma di Kim Dickens e Cliff Curtis bilancia i limiti della sceneggiatura, e suscita una vaga curiosità sulle future evoluzioni della loro liaison, soprattutto in rapporto al contesto apocalittico. Resta però l’impressione che Fear the Walking Dead nasca solo da esigenze commerciali, e non certo da un forte impulso creativo che giustifichi la produzione di uno spin-off. Anche perché, con il procedere delle stagioni (la seconda è stata già confermata), c’è il rischio che si trasformi in una copia carbone dello show originale, con soltanto la variante geografica dell’ambientazione losangelina. Vedremo.

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La citazione: «La natura vince sempre.»

Ho apprezzato: I lampi che annunciano l’apocalisse; il ribaltamento di alcune caratteristiche di The Walking Dead; Kim Dickens e Cliff Curtis.

Non ho apprezzato: I cliché nei conflitti familiari; la rigidità delle caratterizzazioni; l’assenza di una vera giustificazione creativa per lo spin-off.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Fear the Walking Dead sul nostro Episode39 a questo LINK.

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