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Dishonored Definitive Edition: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

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In un mercato inflazionato come è quello attuale dei videogames, per un team di sviluppo è difficile direzionare su di sé l’attenzione del grande pubblico e farsi strada quindi tra i nomi più blasonati ed oramai storici. Eppure un team come quello degli Arkane Studios dopo aver partorito titoli come Arx Fatalis e Dark Messiah of Might and Magic, di certo non perfetti ma contraddistinti da tanta passione e dalla voglia di osare, quasi tre anni fa è riuscito nel suo intento con Dishonored, un action FPS disponibile su PS3, Xbox 360 e PC per certi tratti molto originali sia in fatto di gameplay che da un punto di vista estetico.

Nel corso dell’ultimo E3, Arkane alla conferenza di Bethesda ha svelato di essere al lavoro sul sequel che uscirà la prossima primavera su Playstation 4, Xbox One e PC. Nel frattempo però proprio in questi giorni è uscita la “Definitive Edition” del primo capitolo per le nuove console di casa Sony (la versione da noi testata) e Microsoft.

Come altre operazioni simili, si tratta della riproposizione pedissequa del videogame originale con la risoluzione video aumentata fino al massimo di 1080p ed ad un lievissimo lavoro di miglioramento di alcune texture. A livello contenutistico si segnala però la presenza dei tre DLC usciti ovvero Dunwall City Trials, Il Pugnale di Dunwall, Le Streghe di Brigmore e Void Walker’s Arsenal, che tendenzialmente raddoppiano la durata di gioco dell’esperienza originale passando quindi da 8-10 ore a 16-20. Il tutto ad un prezzo consigliato di 39.99 euro.

Per chi non conoscesse Dishonored, la sua storia è ambientata nella immaginaria città di Dunwall, fortemente ispirata alla Londra della prima rivoluzione industriale e permeata da un’affascinante commistione di tecnologia e misticismo che la rende tetra e inquietante. Il protagonista, una volta guardia del corpo dell’Imperatrice, viene ingiustamente accusato del suo omicidio, e per questo incarcerato. Ma un oscuro personaggio gli fa dono di incredibili poteri e di una maschera speciale, in grado di donargli capacità sovrumane…

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Siamo di fronte ad una esperienz videoludica che pesca a piene mani (e non fa nulla per nasconderlo) da mostri sacri quali Thief e Deus Ex: caratteristica peculiare del lavoro di Arkane Studios è quella di conferire totale autonomia al giocatore e per riuscirci fa leva sulla traslazione.

In poche parole, grazie a questo potere, il protagonista avrà piena facoltà di teletrasportarsi istantaneamente in zone non troppo lontane con la semplice pressione di un pulsante. L’intero level design è stato sviluppato attorno a questa feature e vi ritroverete ad arrampicarvi in modo automatico anche su superfici strettissime.

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Procedendo nel gioco poi acquisirete mano a mano sempre nuovi poteri come rallentare il tempo, richiamare un gruppo di topi per far fuori i nemici, vedere attraverso i muri e tanto altro. Ma potrete anche decidere di non usare la forza e farvi strada sfruttando le meccaniche stealth: a tal proposito risultano davvero utili la possibilità di sbirciare dal buco della serratura di una porta prima di entrare i una stanza e quella di potervi sporgere da dietro un oggetto per vedere senza essere visti.

L’art direction del titolo è Victor Antonov, che si è fatto conoscere per aver dato vita alla City 17 di Half Life 2. In effetti, visivamente parlando il titolo ha personalità da vendere, con le sue ambientazioni decadenti dal fortissimo impatto emotivo sul giocatore. Decisamente meno convincente invece l’aspetto più prettamente tecnico già ai tempi dell’uscita originale, con NPC realizzati in maniera approssimativa e più in generale con un dettaglio delle location piuttosto basso che la lieve opera di restyling non ha particolarmente elevato.

Le musiche appaiono in modo saltuario ma preciso e opportuno, mentre il doppiaggio italiano presenta risultati altalenanti, anche se nel complesso può essere considerato più che discreto.

A distanza di 15 mesi dall’uscita originale, Dishonored rimane quindi un eccellente titolo carico di fascino: chi avesse perso la sua prima uscita, non dovrebbe lasciarsi sfuggire questa definitive edition, proposta ad un prezzo ridotto e con i vari DLC usciti nel frattempo. Chi invece ha già spolpato l’originale, non troverà molto di nuovo a parte i contenuti aggiuntivi se non li avesse acquistati in precedenza.

VOTO: 8

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