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The Strain, la recensione del terzo episodio: Fort Defiance

The Strain, la recensione del terzo episodio: Fort Defiance

Di Lorenzo Pedrazzi

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Fort Defiance, terzo episodio della seconda stagione di The Strain, ha una funzione sostanzialmente transitoria, ma svela un paio di dettagli importanti…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Abraham Setrakian (David Bradley) uccide uno strigoi e ne conserva alcuni vermi, che poi scioglie in una soluzione liquida. Assume la sostanza attraverso gli occhi, con un contagocce, e perde i sensi. La Dr.ssa Nora Martinez (Mia Maestro) lo trova disteso a terra, con gli occhi sanguinanti, e lo rianima. Abraham le confessa che ha bisogno dei vermi per conservare il suo vigore fisico, dato che ha 94 anni, e le fa promettere di non dirlo a nessuno.
Thomas Eichorst (Richard Sammel) si reca da Eldritch Palmer (Jonathan Hyde), e lo costringe a tenere con sé Bolivar come guardia del corpo. Coco Marchand (Lizzie Brocheré) sente che c’è qualcosa di malvagio in quelle persone, e consiglia a Palmer di non compiere azioni avventate.
Vasily Fet (Kevin Durand) e Dutch Velders (Ruta Gedmintas) vogliono far saltare l’ingresso alla metropolitana per impedire l’uscita dei vampiri. Dutch trova però un manifesto che denuncia la scomparsa della sua ex ragazza, Nikki Taylor, e decide di andare dalla madre di quest’ultima. La donna è molto ostile nei suoi confronti, poiché ritiene che i guai di sua figlia – data ormai per morta – siano cominciati quando si sono messe insieme. Dutch torna nel furgone, avvilita e irritata, ma Vasily cerca di consolarla; i due fanno l’amore.
Gus (Miguel Gomez) viene addestrato da Vaun a uccidere gli strigoi, anche a mani nude. La loro missione consiste nel rapire Palmer, ed effettivamente riescono a infiltrarsi nel suo grattacielo… ma, prima che raggiungano l’attico, Palmer si nasconde con Coco e i suoi uomini in una stanza adiacente. L’uomo attiva una trappola, e i vampiri si ritrovano circondati da svariati fasci di luce ultravioletta, che comincia a bruciare la loro pelle. Gus cerca di salvarli, ma Vaun lo respinge e gli dice di scappare, poiché lui è più importante.
Il Dr. Ephraim Goodweather (Corey Stoll) e Nora hanno trovato un virus che uccide gli strigoi, e riescono anche a depotenziarlo per fare in modo che la morte sopraggiunga più lentamente, cosicché ci sia il tempo di diffondere un’epidemia. Eph porta suo figlio Zach (Max Charles) in laboratorio, ma il bambino reagisce in modo violento, poiché sperava che suo padre stesse lavorando a una cura. Eph lo trascina davanti al vampiro che stanno usando come cavia, cercando di fargli capire che sua madre Kelly (Natalie Brown) ormai è ridotta così, e non c’è nessun modo per salvarla. Quella notte, lui e Nora intendono liberare lo strigoi per diffondere l’epidemia tra i suoi simili.

1

Worms addicted
Alla pari di molte serie tv basate sulla continuità narrativa (si pensi a The Walking Dead), anche The Strain deve spalmare la sua trama orizzontale su molteplici episodi, costringendosi a dilatare il racconto oltre il necessario. Fort Defiance si rivela quindi come la classica puntata transitoria, carente d’azione e di sviluppi fondamentali, ma non completamente priva di dettagli significativi: rispetto ai primi episodi della stagione scorsa, farraginosi e involuti, siamo comunque su livelli migliori.

2

Il ritmo e la tensione reggono dignitosamente il colpo, ma a suscitare qualche dubbio è la rivelazione che concerne Abraham Setrakian: se davvero ha bisogno di assumere i vermi degli strigoi (preventivamente trattati con una soluzione liquida) per mantenersi in forze, com’è possibile che questo risvolto emerga solo adesso? Con tutto ciò che ha passato nella prima stagione, è difficile credere che non ne abbia avuto bisogno, o che gli autori abbiano sentito solo adesso la necessità di spiegare la fonte della sua energia… poiché, come confessa lui stesso, Abraham ha 94 anni. Poco credibile è anche la gestione della crisi sul piano istituzionale: c’è un’epidemia che trasforma la gente in vampiri succhiasangue (ovvero la scoperta più spaventosa nella storia della medicina), New York dovrebbe essere in stato di quarantena con soldati e posti di blocco a ogni angolo di strada, eppure la situazione resta nelle mani delle autorità cittadine, che promuovono la liberazione dei quartieri come nulla fosse. Nessuno pare sorpreso del fatto che ci siano dei veri mostri in giro per la metropoli, con lunghe appendici che fuoriescono dalla gola. Un po’ inverosimile è anche l’infausto destino di Vaun, che cade ingenuamente in una trappola quando cerca di rapire Eldritch Palmer con i suoi uomini: considerando l’efficienza dimostrata da lui e dagli altri strigoi militarizzati nelle precedenti occasioni, è strano che non abbiano pianificato meglio la loro missione. Sembra più che altro un espediente per isolare Gus, e poggiare tutto l’aggravio sulle sue spalle.

4

La trama parallela di Vasily e Dutch, intanto, prosegue su binari abbastanza solidi, e il sex appeal dei due personaggi contribuisce a vivacizzare un rapporto che, altrimenti, non avrebbe molto da dire. Le vicende più riuscite sono quelle di Ephraim, Zack e Nora: non solo i due ricercatori sono riusciti a individuare un virus che uccide i vampiri (e lo fa abbastanza lentamente da garantire la diffusione del morbo), ma il ritorno di Eph alle sue abitudini alcoliche sortisce alcuni effetti sul suo comportamento, rendendolo brusco e imprevedibile; si veda, ad esempio, la durezza con cui cerca di far capire a Zack che sua madre Kelly è ormai diventata un pericolo. La caratterizzazione del bambino è cambiata rispetto alla prima stagione (meno tenero e più molesto), e questo è dovuto principalmente all’ostilità che nutre per suo padre, incapace di salvare Kelly ma pronto a ucciderla con un virus. Ogni personaggio di The Strain è preda dei suoi spettri, al punto da diventare spigoloso, antipatico, refrattario all’empatia: l’apocalisse, prima di distruggere il mondo che li circonda, li sta devastando dall’interno.

3

La citazione: «Vuoi mandare mia moglie a caccia del mio ragazzo? Sappi una cosa, Maestro: lo ucciderò, e poi ucciderò me stesso, prima che tu ci faccia diventare come te.»

Ho apprezzato: Il buon ritmo dell’episodio; le vicende di Ephrain, Zack e Nora; il sex appeal di Vasily e Dutch.

Non ho apprezzato: L’inverosimiglianza del contesto politico-sociale; la rivelazione su Abraham; la sorte di Vaun e dei suoi uomini.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Strain sul nostro Episode39 a questo LINK.

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