‘Un viaggio quasi esistenziale‘, Leonardo DiCaprio ha descritto così al sito Grantland la trama di The Revenant basata sulla vera storia di Hugh Glass. Dopo nove mesi di riprese, l’attore si sta preparando ad andare in Ushuaia, la regione della Terra del Fuoco in Argentina che si trova vicina al Polo Sud in cerca delle neve necessaria per completare la scena finale, che richiederà sei/sette giorni di riprese.
Dopo aver trascorso l’inverno nelle Canadian Rockies a nord-ovest di Calgary, in luoghi incontaminati raggiungibili a piedi solo dopo mezz’ora di marcia, aver sopportato delle tempeste a -29°, la produzione è stata sconfitta dal riscaldamento globale. Spiega il regista Alejandro Gonzales Iñárritu
“La neve si è sciolta, letteralmente, davanti ai nostri occhi. Abbiamo vissuto il riscaldamento globale; avevamo programmato di girare le scene finali in un luogo che avrebbe dovuto avere la neve… [ride]. [Ma c’erano le] Api. Così abbiamo dovuto fermarci“.
Il regista ammette di non essere preoccupato dell’avvicinarsi della data di uscita del film, prevista per Natale.
“Sono un simulatore. E’ stato un periodo difficile per la post-produzione, il montaggio e la pre-produzione, che è strano. Senza sosta, onestamente senza sosta”.
Nel film il personaggio di DiCaprio viene attaccato da un orso e da quel momento diventa quasi muto.
“Onestamente Leo viene attaccato da un orso, e dopo di questo diventa quasi un personaggio muto: accadono molte cose, ma niente parole. Questa è per me l’essenza del cinema: non fare affidamento sulla parola, ma immagini e emozioni”.
L’attore spiega che questa è stata una nuova sfida per lui.
“E’ stato un altro tipo di sfida perché ho interpretato dei personaggi molto vocali. E’ qualcosa che volevo davvero investigare – interpretare un personaggio che non dice quasi niente. Come trasmetti un viaggio emozionante e entri in sintonia con l’angoscia di quest’uomo… senza parole?”
Per prepararsi per il ruolo DiCaprio ha cercato di entrare in sintonia con quello che lo circondava.
“Ed ho fatto del mio meglio nel pretendere che non ci fosse nessuno, perché è così incentrato sull’isolamento di quest’uomo e sulla sua volontà di vivere – qualcuno che ha perso tutto. E tutto questo… aveva bisogno di essere tradotto con pochissimi attori attorno a me.
Sono rimasto affascinato da questa sfida e in particolare da questo gruppo di filmaker. Se non altro ho pensato che sarebbe stato un viaggio interessante”.
La storia si basa sul romanzo del 2002 di Michael Punke, opzionato dalla New Regency. Un esperto cacciatore di animali e di pellicce del Missouri Superiore, Glass, è stato sbranato da un orso grizzly in quella che oggi è la Contea di Perkins in Sud Dakota nell’agosto del 1823. I due uomini che avevano il compito di prendersi cura di lui – o di bruciare i suoi resti – l’hanno lasciato a morire da solo. Glass si è rifiutato di porre fine in questo modo alla sua vita ed ha intrapreso un viaggio verso sud-est di centinaia di chilometri che l’ha trasformato in una leggenda. Per Iñárritu la storia di Glass era un opportunità per vedere
“Un esempio delle inesorabili possibilità dello spirito umano contro tante sfide: razziali, fisiche, spirituali, sociali. Ho preso l’opportunità per creare il mio Hugh Glass: la mia interpretazione di chi avrebbe potuto essere“.
Per Iñárritu la storia di Glass che non è un semplice racconto sulla vendetta.
“La vendetta è un sentimento che quando viene raggiunto ti lascia un vuoto. Non è una sana emozione, e non è soddisfacente”.
Per questo motivo è stato creato il figlio di Glass, Hawk, nato da un rapporto con una donna Pawnee:
“Ho pensato che un rapporto padre-figlio, un legame filiale fosse molto più complesso e soddifacente – con più empatia”.
DiCaprio ha cercato così di catturare
“O di emulare su film – un tipo diverso di americano che non ho visto molto spesso al cinema. Questo era un territorio non regolamentato, diciamo senza legge. Non era stato forgiato nell’America che oggi conosciamo, era ancora diciamo in palio”.
Come molti altri membri della produzione DiCaprio ha letto i resoconti dei cacciatori di pellicce della stessa era di Glass.
“Quando ho letto questi giornali, c’era un vero senso di orgoglio e di ottimismo – non necessariamente su quello che era il paese, ma il paesaggio americano in quel momento. Era un po’ come l’Amazzonia dell’America.
[Nello script Glass] si integra, come molti uomini di montagna, non solo con la natura selvaggia ma anche nelle vite della gente indigena. Ma è ancora abbastanza isolato. Avere un figlio che è per metà indigeno, quel figlio è ancora più isolato. In realtà è il viaggio di un uomo che comincia incredibilmente solo e lo diventa sempre di più“.
Protagonista del film è Leonardo DiCaprio, a cui si affianca Tom Hardy. Ambientato nel 1820, The Revenant racconterà la storia di Hugh Glass, un fur trapper (cacciatore di pellicce) che, durante una spedizione di caccia, viene gravemente ferito da un orso. Per sopravvivere, paga due uomini affinché rimangano con lui, ma questi ultimi, sicuri della sua morte, decidono di derubarlo e di abbandonarlo. Solo e senza alcuna arma per difendersi, Glass percorre ben 300 chilometri in cerca di vendetta.
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Fonte grantland