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21 luglio 2015 • 17:45 • Scritto da Fabrizio Tropeano

StarCraft II Legacy of the Void: La Recensione del Prologo

L'attesissimo capitolo conclusivo della trilogia di Starcraft 2 regala il prologo "Sussurri di Oblio" a chi prenota il gioco completo in uscita entro fine anno. Abbiamo giocato senza sosta alla tre bellissime missioni ed alla beta multiplayer: abbiamo smesso soltanto per raccontarvi tutto in questo articolo.
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Premessa: questa recensione è scritta da una persona estremamente grata a Blizzard per tutte le incredibili produzioni che ci ha regalato negli ultimi 15 anni e più, in particolare per la saga di Starcraft. Una persona che ha stabilito il suo personale record di sessione videoludica più longeva proprio con il primo capitolo della serie (oltre 14 ore ininterrotte: roba da ricovero ma al tempo stesso esaltante!). Perdonate quindi questa persona se ai vostri occhi potrà sembrare un pò di parte ma è soltanto una questione di… cuore!

Con una mossa a sorpresa, dopo aver lanciato da qualche mese fa la beta multiplayer, Blizzard ha deciso di regalare a tutti coloro che hanno prenotato StarCraft II Legacy of the Void (in arrivo entro fine anno) “Sussurri di oblio”, un prologo gratuito da tre missioni che vedono come protagonista il leggendario Templare oscuro Zeratul e che fa da ponte tra Heart of The Swarm e l’attesa conclusione della saga.

Per chi non lo sapesse infatti Starcraft II è stato suddiviso in tre capitoli e LotV è quello conclusivo. Ogni capitolo è stato contraddistinto da una delle tre frazioni in lotta e così dopo Terran e Zerg, è la volta dei Protoss, la “razza” più evoluta in termini di tecnologia. Parlare della trama di Strarcraft 2 non è affatto semplice ma è il caso di rassicurare chi non ha giocato i precedenti capitoli: se pur si perda qualche aspetto narrativo, si può giocare senza patemi d’animo direttamente al terzo capitolo anche se consigliamo caldamente, vista la qualità dei precedenti, di recuperarli.

Starcraft 2 Legacy of the Void già da questo prologo come e più di Heart of The Swarm, provoca una piacevolissima dipendenza, anzi, ne crea 2 perchè le esperienze in single player ed in multiplayer certo si somigliano ma sono sufficientemente variegate per poterle considerare disgiunte e in modo diverso pregne di soddisfazione ludica.

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Sia chiaro, nessuna rivoluzione, ma siamo di fronte al perfezionamento e all’evoluzione di un titolo già straordinario la cui alchimia di perfetta relazione fra causa ed effetto delle nostre azioni insieme alla comprensione della logica del nemico si incarnano nel migliore strategico in tempo reale della storia.

StarCraft II si incentra ancora una volta sullo scontro fra le tre fazioni Protoss, Terran e Zerg: ogni fazione (con tutte le sue caratteristiche peculiari; i suoi punti di forza ed ovviamente anche i suoi punti deboli) vedrà schierate legioni di unità veterane, migliorate o totalmente nuove. Squadra che vince non si cambia ed infatti la struttura ludica di base non si discosta particolarmente dai precedenti se pur il nuovo protagonista principale, Zeratul, proporrà alcune features inedite anche per le peculiarissime caratteristiche dei Protoss.

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La campagna già mostra poi elementi inediti come la seconda missione in cui una delle due risorse di base per la creazione di truppe e mezzi, il gas vespene, è assente dalle miniere e quindi deve essere acquisito dalle esplosioni che accadono sul pianeta, modificando ampiamente le strategie produttive e belliche. La missione conclusiva riprende invece le dinamiche da gioco di ruolo che abbiamo già imparato a conoscere in Heart of The Swarm e che qui si ripresentano in gran forma.

Sul fronte multiplayer è stato un peccato non poter provare le nuove modalità, i Comandanti alleati ed Arconte, che rappresentano un punto di svolta sul fronte delle possibilità di gioco in squadra e cooperativo. I death match invece rimangono fedeli alla tradizione, se pur ogni fazione presenti nuove unità e strutture tutte da scoprire in modo dettagliato prima dell’uscita del videogame in forma completa.

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Vale la pena poi sottolineare l’appeal visivo del gioco. Ci troviamo di fronte ad un prodotto molto versatile capace di girare senza problemi anche su un PC di non ultimissima generazione senza alcun problema ma che con tutti i parametri grafici settati al massimo, non teme la rivalità di altri strategici in tempo reale già usciti e di prossima uscita. Design galattico, splendide animazioni e ambientazioni e gestione di tantissime truppe su schermo senza alcun tipo di problema nonostante i bellissimi effetti luce presenti.

Infine un plauso va fatto alla parte sonora: le composizioni musicali sono struggenti, ed è doveroso ringraziare Activision Blizzard Italia per avere investito e molto sulla localizzazione completa del titolo. Difficilmente si trovano videogames doppiati con una qualità cinematografica e per fortuna ogni capitolo di Starcraft 2 fa parte di questa cerchia ristretta.

Unica nota di delusione? Alla fine della campagna, il sottoscritto dava per scontato una degna conclusione con un fantasmagorico filmato in computer grafica come solo Blizzard sa fare ed invece il tutto si chiude, indubbiamente con molto climax e suspance, con una cutscene realizzata con il motore grafico di gioco. Ma visto che stiamo parlando di un prologo gratuito, per questa volta ci passiamo sopra…

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