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Miyazaki Hayao contro la base americana a Henoko, Okinawa, e a favore della costituzione pacifista

Di Redazione SW

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Screenweek dal Giappone

Nella giornata di oggi Miyazaki Hayao ha tenuto una conferenza stampa nel suo studio ed organizzata dal Foreign Correspondents’ Club of Japan di Tokyo, una sorta di evento, l’artista giapponese infatti raramente appare in eventi pubblici, uno degni ultimi fu quello con cui nel 2013 annunciò il suo ritiro dalle scene, riguardo i lungometraggi come sappiamo, perchè come abbiamo scritto qualche giorno fa, Miyazaki sta lavorando ad un cortometraggio in 3D

  
L’impegno di Miyazaki, anche e soprattutto attraverso le sue opere, si è focalizzato spesso, fin dai suoi inizi, verso un’idea di demilitarizzazione del Giappone ed una forte critica di ogni atto bellico, anche quando lo ha fatto con opere meno dirette e più discutibili come S’alza il vento. Recentemente queste sue convinzioni si sono incanalate verso la resistenza contro la volontà del governo attuale di cambiare la costituzione pacifista giapponese e verso Okinawa, territorio importantissimo per gli equilibri asiatici e geopolitici internazionali. La popolazione di Okinawa si sta infatti battendo ferocemente contro la costruzione di una (nuova) base americana nel porto di Henoko e ha istituito un fondo di cui Miyazaki, dallo scorso maggio, è uno dei sostenutori più prestigiosi. Secondo il regista giapponese infatti, senza la demilitarizzazione dell’isola non è possibile una creazione di un Asia (orientale) pacifica. 

 

Già prima dell’inizio dell’incontro le premesse sono state molto miyazakiane, nel bene e nel male: sono state vietate le fotografie, l’uso di telefonini e smartphone e quindi anche di PC per live-tweeting o qualunque forma di live reportage, pratica oramai diffusissima sia in Giappone che nel resto del mondo, inoltre non si potevano portare dentro neanche le bottiglie di plastica (?!). Con queste regole ferree ed una sala piena di giornalisti stranieri avidi di conoscere l’opinione e le ragioni del dissenso di Miyazaki verso la costruzione di una (nuova) base americana a Okinawa, la conferenza ha avuto inizio. I temi toccati sono stati moltissimi dai più politici e pratici ai più generali con connessioni all’assetto geopolitico della zona, fino a qualche domanda, che ha toccato inevitabilmente anche il mondo dell’animazione. 

L’artista nipponico ha detto che la costituzione pacifista creata dopo la sconfitta nella guerra fu, per chi è anziano oggi ed era giovane allora, un vero e proprio raggio di luce. Miyazaki ha inoltre aggiunto che molti giapponesi hanno completamente smarrito il senso della storia e che pochi comprendono il valore di tale costituzione. Sul passato militarista/imperialista del suo paese, che sta flirtando pericolosamente se non con strategie, almeno con emozioni di questo genere, Miyazaki ha aggiunto senza mezzi termini: 

Penso che il Giappone debba dire in modo chiaro che l’agressione bellica (in Cina) è stata completamente sbagliata e che ha portato enormi danni al popolo cinese. (…) Indipendentemente dalla situazione politica attuale, il Giappone deve avere un profondo rimorso verso il lungo periodo di attività militari in Cina. 

Ad un’altra domanda che chideva se nelle sue opere future (?!) si sarebbe soffermato sulle politiche asiatiche e giaponesi Miyazaki ha risposto dicendo: 

Adesso sto lavorando ad un cortometraggio che tratta la vita di un bruco, una cosa piccola che si può schiacciare con due dita, secondo me l’animazione dovrebbe concentrarsi sulle questioni più generali della vita, dovrebbe focalizzarsi su periodi di tempi più ampi, che abbraccino migliaia se non milioni di anni. 

Ritornando poi al tema della conferenza stampa e l’importanza di Okinawa, Miyazaki ha detto:

Okinawa potrebbe essere il punto, la zona attraverso la quale i rapporti fra Giappone e Cina possano normalizzarsi e tornare ad essere amichevoli. 

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