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True Detective, la recensione del secondo episodio: Night Finds You

Di Lorenzo Pedrazzi

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Night Finds You, secondo episodio di True Detective, dà inizio alle indagini sull’omicidio di Ben Caspere e si conclude con un cliffhanger inaspettato…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Ani Bezzarides (Rachel McAdams) viene incaricata di guidare le indagini sulla morte di Ben Caspere, ma il suo secondo sarà Ray Velcoro (Colin Farrell), a cui il sindaco corrotto di Vinci suggerisce di tenere nascoste eventuali sorprese, e di gestire il flusso d’informazioni. Anche Paul Woodrugh (Taylor Kitsch) viene assegnato al caso, ma dovrà lavorare direttamente per lo Stato della California al fine di smascherare il malaffare di Vinci. Intanto, Frank Semyon (Vince Vaughn) scopre che Caspere è morto “con i suoi soldi in tasca”, e si ritrova privo di liquidi.
Ray cerca di ristabilire i contatti con il figlio, ma la sua ex moglie glielo impedisce: vuole ottenere la custodia esclusiva, ed esige un test di paternità. Ani sa che lui è corrotto, e Ray cerca di avvertirla che le “alte sfere” non vogliono che il caso venga risolto. Comunque, le indagini proseguono, e i due detective scoprono il giro di prostitute che Caspere frequentava assiduamente. Paul deve continuare le ricerche a Los Angeles per investigare nel mondo del sesso a pagamento, e va a salutare sua madre, una donna che sembra dedicargli troppe attenzioni morbose. Al contrario, la sua fidanzata non vuole rivolgergliene più, di attenzioni: dopo aver scoperto lo scandalo sessuale con l’attricetta, e di fronte al rifiuto di Paul di fornire qualunque spiegazione sul suo misterioso passato nell’esercito, decide di lasciarlo.
Parallelamente, Frank scopre da un suo contatto che Caspere incontrava le prostitute in un pied-à-terre di Hollywood, e ne ottiene l’indirizzo, che consegna a Ray. Il detective desidera chiudere il rapporto con lui, ma Frank non ne vuole sapere, e scopriamo che il criminale lo ha aiutato a liberarsi del cadavere dell’uomo che stuprò sua moglie. Ray, dopo aver rifiutato i soldi di Frank, si reca all’indirizzo, dove trova una grande macchia di sangue sul pavimento e una telecamera per registrare gli incontri. Dietro di lui compare un uomo con una maschera da uccello che gli spara un colpo di fucile. Ray è a terra. L’uomo si avvicina e gliene spara un altro, a briuciapelo, nello stomaco.

2

Cuori rivelatori
Se The Western Book of the Dead era sostanzialmente un prologo della seconda stagione, Night Finds You entra nel cuore investigativo di True Detective, mettendo i protagonisti di fronte a un mistero che assume connotati sempre più inquietanti. È in questo episodio, infatti, che Ray e Ani cominciano a instaurare un concreto rapporto tra “partner”, ovviamente ruvido e schietto come le personalità dei due agenti: le poche parole scambiate in auto, mentre attraversano il panorama degradato della California suburbana, costruiscono una relazione basata sulla diffidenza reciproca per ciò che ognuno di loro rappresenta (Ani le istituzioni governative, Ray la corruzione criminale), ma lasciano spazio anche ai primi sintomi di una redenzione che potrebbe non arrivare mai. Così, se il disincanto di Ray nasce dalla consapevolezza del proprio abisso morale e caratteriale, la rabbia repressa di Ani si nutre invece dei conflitti familiari irrisolti con il padre e la sorella, oltre che dell’inevitabile squilibrio di cui soffre il ruolo femminile («Una differenza fondamentale tra i due sessi è che uno può uccidere l’altro a mani nude» dice la detective, spiegando la sua abitudine di portare coltelli). Colin Farrell e Rachel McAdams sono molto bravi a esprimere lo strazio interiore e l’ostilità passiva dei rispettivi personaggi, e reggono l’intera puntata sulle loro spalle.

1

Da un punto di vista psicologico, questi dialoghi funzionano molto meglio rispetto all’incipit dedicato a Vince Vaughn, che apre l’episodio con un monologo notturno in cui rievoca un trauma del suo passato: espediente furbetto, quasi un fan service per i nostalgici della prima stagione, ma nel complesso un po’ troppo forzato ed estemporaneo per risultare credibile (come se Nic Pizzolatto volesse ricordarci didascalicamente che Frank ha imboccato la strada criminale a causa dei suoi drammi infantili, e che tutto si risolve e giustifica in essi). D’altra parte, Frank è l’emblema di quel sistema capitalista che, dopo la fuga del ceto medio e delle fabbriche dalle periferie metropolitane, arriva per «sfruttare incentivi statali, prezzi bassi e lavoratori immigrati in aziende profittatrici», riducendo i sobborghi a un ammasso di cadaveri post-industriali, dove gli abitanti sopravvivono alla giornata. Acciaio, cemento e asfalto sono i tratti materici di questo nuovo arco narrativo: se la prima stagione di True Detective era legata a una dimensione rurale, fuori dal tempo, la seconda si muove in uno scenario che ha assistito al passaggio del “progresso”, ma ne è uscito logoro e malconcio, sedotto, tradito e poi dimenticato. I bambini giocano negli scarichi tossici e gli impianti abbandonati deturpano il paesaggio, mentre un sindaco viscido si riempe la pancia di tangenti: tutto questo a pochi chilometri dalla fabbrica dei sogni.

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Night Finds You è quindi un episodio piuttosto solido, anche se il finale suscita qualche dubbio: Ray si prende una fucilata a bruciapelo da un misterioso killer con la maschera da uccello (citazione da Judex di Franju?), e non ci sarebbero molti dubbi sulla sua dipartita… se solo alcuni materiali promozionali e la sinossi del prossimo episodio non avessero già svelato che il detective sopravvivrà. Come cliffhanger risulta un po’ goffo, anche se Pizzolatto potrebbe averlo concepito con uno scopo ben preciso, magari per dare una brusca svolta alla trama e allo status mentale di Ray. Di certo, la sua morte sarebbe un clamoroso autogol, se venisse confermata: è il personaggio più interessante del gruppo, e la sua storia è piena di questioni irrisolte. La stagione perderebbe molto appeal, e anche buona parte del suo climax. Vedremo.

3

La citazione: «Beh, ho il fortissimo dubbio che… abbiamo il mondo che ci meritiamo.»

Ho apprezzato: Le interpretazioni di Rachel McAdams e Colin Farrell; i dialoghi rivelatori tra Ray e Ani; l’approfondimento del panorama sociale e geografico in cui si svolge la vicenda; la citazione (involontaria?) da Franju.

Non ho apprezzato: Le forzature nel monologo iniziale di Frank; la goffaggine del cliffhanger.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di True Detective sul nostro Episode39 a questo LINK.


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