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Sense8, la recensione del primo episodio: Limbic Resonance

Di Lorenzo Pedrazzi

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Su Netflix ha debuttato Sense8, la prima serie creata da Lana e Andy Wachowski, in collaborazione con J. Michael Straczynski: un racconto enigmatico e vastissimo che intreccia molte “anime” diverse…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Una donna, Angelica (Daryl Hannah), è preda di una grande sofferenza mentre si trova in una chiesa diroccata di Chicago, come se stesse per partorire. Un uomo, Jonas (Naveen Andrews) compare al suo fianco per aiutarla, ma non si trova realmente lì. La donna vede otto persone, sparse in diverse nazioni della Terra, e le otto persone vedono lei; infine, con un ultimo sforzo, riesce a dare vita a qualcosa… forse alla connessione che legherà quelle persone? In ogni caso, Angelica chiede a Jonas di proteggerle, ma dietro di lei appare un altro uomo, Mr. Whispers (Terrence Mann), da cui la donna cercava di scappare. Angelica estrae una pistola e, poco prima che Mr. Whispers arrivi “fisicamente” da lei con una squadra speciale, si spara in bocca.
A questo punto, scopriamo le otto persone che hanno ricevuto la “visita” di Angelica.

Lito (Miguel Silvestre): un attore messicano molto famoso che sta girando una scena di vendetta. Entra in una chiesa e deve sparare a un prete, mentre una suora (Erendira Ibarra) cerca di fermarlo e dice di amarlo. Lito, però, sbaglia una battuta e le riprese si interrompono. Nella sua roulotte, l’attore si prepara per tornare sul set, poi l’attrice che interpreta la suora bussa alla porta ed entra. Cerca di sedurlo, ma lui – seppur a malincuore – la respinge perché ama un’altra.

Sun Bak (Doona Bae): sorella di un importante uomo d’affari di Seoul, Sun Bak deve concludere una trattativa al posto suo, ma il cliente non ha intenzione di lavorare con una donna, e la respinge volgarmente. Sun Bak cerca sollievo nella meditazione e nell’allenamento.

Nomi Marks (Jamie Clayton): una blogger transgender di San Francisco che sta vivendo una felice storia d’amore con la sua ragazza (Freema Agyeman).

Wolfgang (Max Riemelt): uno scassinatore di Berlino che, dopo la morte dell’odiato padre, accetta la sfida di scassinare una cassaforte che il genitore non è mai riuscito ad aprire. Insieme a un amico, si introduce in un lussuoso appartamento e, poco prima che arrivi un rivale, riesce a scassinare la cassaforte e a rubarne il ricco contenuto.

Kala Rasal (Tena Desae): una brillante ragazza indiana di Mumbai che si è appena laureata, e che presto dovrà sposare il figlio del proprietario dell’azienda per cui lavora. Lei, però, non lo ama.

Will Gorski (Brian J. Smith): un poliziotto di Chicago che, dopo aver trovato un ragazzino moribondo in seguito a uno scontro fra gang, lo porta in ospedale e insiste perché venga curato, nonostante la struttura non voglia più accettare i pazienti come lui. Il ragazzino si salva.

Capheus van Damnne (Aml Ameen): un autista di Nairobi che guida un autobus chiamato “Van Damn” e si prende cura della madre malata. Gli affari, però, non vanno bene a causa dell’agguerrito “Bat-Van”, suo concorrente.

Riley Blue (Tuppance Middleton): una DJ di Londra che sta avendo molto successo, e famoso produttore decide di conoscerla. Riley si reca a casa di quest’ultimo insieme ai suoi due soci, che però decidono di rapinarlo: ne deriva una sparatoria in cui tutti finiscono a terra, tranne la stessa Riley.

Questi personaggi cominciano a sperimentare una sottile connessione: sentono gli stessi suoni, vedono le stesse cose. Riley si ritrova addirittura proiettata a Chicago, nella chiesa dove Angelica si è uccisa, in compagnia di Will; Will, invece, assiste alla sparatoria nella casa del produttore, come se si trovasse realmente sul posto. Nessuno di loro ha la benché minima idea di ciò che sta accadendo…

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Sense8 Ascending
Se consideriamo certe gradazioni tematiche di Matrix e Jupiter Ascending (per non parlare del sottovalutatissimo Cloud Atlas), è chiaro che Lana e Andy Wachowski stiano perseguendo un’intima esplorazione della fantascienza come linguaggio ibrido, estremamente permeabile agli influssi del misticismo New Age e di altri movimenti subculturali legati alla metempsicosi, alla trasmigrazione dell’anima e alle connessioni ancestrali fra persone di luoghi e tempi diversi. Sense8 corrisponde alla tappa successiva di questo percorso creativo, ma il formato seriale e la tolleranza di Netflix consentono di radicalizzare il discorso, al punto che i due sceneggiatori/registi sono stati liberi di fare praticamente tutto ciò che volevano.

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Questa libertà si traduce in un collage piuttosto variegato sul piano geografico e caratteriale, ma che nel primo episodio fatica un po’ a trovare il giusto baricentro: d’altra parte, la prima stagione è stata distribuita on-line per intero, quindi Limbic Resonance è soltanto il principio di un lungo film composto da dodici episodi. La sceneggiatura è talvolta farraginosa (come nel finale, quando la concatenazione degli eventi appare confusa), e non c’è dubbio che i due registi tendano a compiacersi troppo della loro “audacia”, anche se i piccoli dettagli “scabrosi” di un rapporto lesbo non fanno certo un gran clamore. Sarebbe stato ben più audace far parlare ogni personaggio nella sua lingua nativa, ma imporre i sottotitoli al pubblico americano è sempre un azzardo. L’inglese, però, appiattisce le differenze culturali e indebolisce la varietà etnica dei protagonisti, già penalizzata da didascalismi e stereotipi abbastanza evidenti.

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Insomma, siamo soltanto all’inizio di un prodotto molto ambizioso, quindi ogni giudizio definitivo dovrà essere rimandato al termine della prima stagione. L’impressione, però, è che i Wachowski possano estremizzare alcuni tratti della loro poetica – soprattutto quelli di stampo queer e camp – fino al ridicolo involontario, e sicuramente non troveranno in J. Michael Straczynski un collaboratore in grado di limarne gli eccessi: lui stesso, come sa bene chi ha letto le sue storie a fumetti (da The Amazing Spider-Man a Silver Surfer: Requiem), nel melodramma e nel misticismo ci sguazza con piacere. Al contempo, però, non si può negare il coraggio di Sense8 quando allestisce una storia così vasta e ramificata, ma anche così eterogenea dal punto di vista sociale, tematico e sessuale: bisognerà solo verificare come lo show intenda esprimere queste caratteristiche, e in che modo si intrecceranno con la trama orizzontale; per il momento, il cuore fantasy di Sense8 è stato solo accennato enigmaticamente attraverso i personaggi contrapposti di Jonas e Mr. Whisper, ma non è chiaro quale sia l’epicentro del mistero. Efficace, in compenso, l’utilizzo del montaggio visivo e sonoro per connettere non soltanto luoghi e individui diversi, ma persino differenti livelli di realtà: quando Angelica appare ai personaggi, o questi ultimi trasferiscono la propria coscienza l’uno nel corpo dell’altro, il montaggio alterna un ritmo serrato a soluzioni più pacate, calandoci nello stesso disorientamento dei protagonisti. Non appena l’avventura entrerà nel vivo, potremo capire meglio la natura di ciò che abbiamo di fronte.

La citazione: «Di tutti i partner, doveva capitarmi propio l’aspirante Mulder.»

Ho apprezzato: la vastità della storia; l’utilizzo del montaggio per connettere luoghi, personaggi e livelli di realtà diversi; la potenziale eterogeneità dei temi.

Non ho apprezzato: la confusione della sequenza finale; l’autocompicimento dei dettagli (neanche tanto) “scabrosi”; l’utilizzo dell’inglese per tutte le nazionalità; alcuni stereotipi e didascalismi nelle caratterizzazioni nazionali.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Sense8 sul nostro Episode39 a questo LINK.

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