L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 

Game of Thrones, la recensione dell’ottavo episodio: Hardhome

Di Lorenzo Pedrazzi

got5x8-copertina

Hardhome, ottavo episodio della quinta stagione di Game of Thrones, riporta finalmente la serie ai suoi antichi fasti, e ci regala una battaglia che è già diventata cult

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Arya Stark: Mentre prosegue il suo addestramento alla Casa del Bianco e del Nero, Arya riceve l’incarico di fingersi una venditrice di ostriche e recarsi al porto, osservando ciò che succede. Scopre che un uomo scommette sulle vite dei marinai e non paga i suoi debiti, lasciando le famiglie impoverite e senza più un padre (o marito). Jaqen le consegna una fiala di veleno per uccidere l’uomo, rendendola felice, ma l’altra ragazza non è sicura che Arya sia pronta.

Sansa Stark: Furiosa con Theon per averla tradita, Sansa affronta il vecchio amico, che però sostiene di aver raccontato tutto a Ramsay solo per salvarla: non c’è modo di sfuggire alla sua pazzia, e tentare equivale a suicidarsi. Durante la conversazione, Sansa scopre che i ragazzini uccisi da Theon non erano Bran e Rickon, i quali sono ancora vivi.

Cersei Lannister: rinchiusa per i suoi peccati, Cersei rifiuta di confessare, e per questo deve soffrire la sete; ciò non le impedisce, però, di minacciare la sua carceriera con promesse di morte. Qyburn le fa visita, comunicandole che il Re, suo figlio, si rifiuta di mangiare e resta chiuso nelle sue camere. Le suggerisce di confessare, ma Cersei non ne ha alcun intenzione.

Tyrion Lannister: A Meereen, Daenerys riceve Tyrion e Ser Jorah, ma quest’ultimo non ha il permesso di parlare. Tyrion riesce a convincerla a risparmiare la vita di Jorah (una regina che uccide chi le è devoto non guadagna una buona reputazione), ma le dice che non potrà averlo al suo fianco durante la sua campagna di conquista; per questo, la Madre dei Draghi decide di esiliarlo nuovamente. Jorah, consapevole che il morbo grigio si sta diffondendo nel suo corpo, torna dall’uomo che lo aveva comprato come gladiatore, e si propone di combattere per lui: in questo modo potrà esibirsi davanti a Daenerys. Intanto, lei e Tyrion hanno una lunga conversazione, al termine della quale la Regina si convince ad accoglierlo come consigliere. Daenerys sostiene di voler cambiare una società ingiusta, più che prenderne semplicemente il comando.

Jon Snow: Giunti sulle rive di Hardhome (un insediamento dei Bruti), Jon e Tormund sono circondati dalla diffidenza dei Popoli del Nord, ma Tormund utilizza il suo mezzo di persuasione favorito – la violenza – per riunire gli anziani. Le parole di Jon (e l’offerta di lame forgiate col vetro di drago) riescono convincere alcuni Bruti a migrare verso sud e allearsi con i Guardiani della Notte, ma molti altri si rifiutano; tra quelli che accettano c’è Karsi, madre di due bambine, che si fida di Tormund. I Bruti cominciano a salire sulle scialuppe che li condurranno alle navi, comprese le figlie di Karsi, ma all’improvviso una tempesta nevosa scende dalle montagne: è un esercito di non-morti, che attacca il villaggio e riesce a sfondarne il perimetro. Karsi, Tormund, Jon, il gigante Wun Wun, i Guardiani della Notte e i Bruti uniscono le forze per respingere i nemici, ma sono troppi. Karsi combatte valorosamente, ma si arrende quando viene aggredita da un gruppo di bambini non-morti. Jon si precipita a recuperare il vetro di drago, ma c’è un Estraneo a sbarrargli la strada. Uno dei Thenn lo affronta, ma viene ucciso all’istante: la lancia dell’Estraneo riduce in frammenti sia la sua ascia sia il suo corpo. Jon non riesce a raggiungere il vetro di drago, e viene malmenato dall’Estraneo, che sembra implacabile. Scaraventato fuori, Jon recupera la sua spada (fatta di acciaio di Valyria) e con uno sforzo estremo cerca di difendersi dalla lancia del nemico: la spada para il colpo, senza frantumarsi. Jon, quindi, colpisce l’Estraneo, che si dissolve in migliaia di schegge. I superstiti sono costretti alla fuga mentre i non-morti avanzano. Tormund, Wun Wun, Jon e i Guardiani riescono a prendere il largo, ma davanti a loro, sulla riva, il Re della Notte li osserva, e con un gesto fa rianimare tutti i caduti (compresa Karsi), che diventano suoi schiavi.

1

L’armata delle tenebre
Mentre si avvia al termine di una stagione fiacca e in gran parte transitoria, Game of Thrones recupera il suo antico vigore, e si affida a una struttura narrativa ormai ben consolidata: la prima parte – che in questo caso corrisponde pressappoco alla prima metà dell’episodio – alterna le avventure dei vari personaggi sparsi tra Westeros ed Essos, mentre l’epilogo è tutto concentrato sull’evento principale, che occupa circa mezzora. L’effetto epico, in tal modo, è assicurato.

3

Ma facciamo un passo indietro. La prima metà di Hardhome è fondamentalmente dialogica, almeno nelle scene cruciali, ma il faccia a faccia tra i personaggi non gira a vuoto: i dialoghi mettono in moto la narrazione e innescano il cambiamento, portandoci a un nuovo status quo. Lo sanno bene Tyrion e Daenerys, protagonisti di un doppio confronto che incide un momento decisivo nella storia dello show. Dopo l’udienza nella sala del trono, Tyrion conversa lungamente con la Madre dei Draghi, convincendola della sua buona fede: si tratta di un dialogo arguto e pacato, durante il quale Tyrion dimostra la lucidità dei suoi ragionamenti e l’utilità dei suoi consigli. D’altra parte, nessuno conosce i risvolti socio-politici di Westeros meglio di lui, e nessuno è disposto più di lui a supportare l’utopia rivoluzionaria di Daenerys, pur sapendo che in molti ci hanno già provato… fallendo. Ma la giovane Targaryen non vuole limitarsi a «fermare la ruota», vuole distruggerla, e nessuno ha mai osato tanto. Game of Thrones lascia intendere che il talento di questi due personaggi, se sfruttato in sinergia, può cambiare il mondo.

4

Dal canto loro, Arya e Cersei subiscono gli influssi della fede con risultati opposti. La piccola Stark fa passi da gigante nel suo addestramento con il Dio dai Mille Volti, e sta rimodellando se stessa nelle vesti di “sicario”, capace di assumere molteplici identità diverse per dispensare giustizia e vendicare gli inermi. Se sia davvero pronta, lo scopriremo presto. Cersei, di contro, è ridotta allo stremo delle forze, ma non ha perso il suo spirito battagliero: sorge quasi il sospetto che gli autori vogliano mutare la percezione della Regina Madre presso il pubblico, trasformando il nostro vecchio livore (Cersei è sempre stata una delle figure più detestabili) in empatia, proprio com’è successo con Jaime nelle scorse stagioni. Ma se quest’ultimo ha perso arroganza per guadagnare compassione, sembra difficile che lo stesso possa accadere con Cersei, a meno che il trauma della prigionia non la spinga in quella direzione. Al momento, comunque, è arduo simpatizzare per lei, poiché non c’è dubbio che si sia scavata la fossa con le sue stesse mani. A Grande Inverno ritroviamo invece Sansa, che finalmente fa un piccolo passo in avanti nella sua vicenda personale, scoprendo che Bran e Rickon sono ancora vivi: questo potrebbe stimolare la ragazza ad agire con più decisione, magari aiutata da Theon, che afferma di averla tradita per proteggerla… e, nella sua mente sconvolta, probabilmente è vero, poiché ritiene che sia impossibile sfuggire alla pazzia di Ramsay. Per lui, ogni tentativo provocherebbe solo altro dolore.

5

L’ultima mezzora è invece dedicata a Jon Snow, che raggiunge Hardhome per convincere i Bruti a migrare verso sud, alleandosi con i Guardiani della Notte contro i non-morti. La costruzione dell’intero segmento narrativo è molto efficace, poiché la suspense si accumula in progressione, strato su strato: all’inizio è tutta diplomazia, con Jon e Tormund che cercano di convincere i Bruti a oltrepassare la Barriera, e i Popoli del Nord che si dividono tra favorevoli e contrari; in questo frangente emerge il personaggio di Karsi, casimatica leader che accetta la proposta di Jon grazie alle rassicurazioni di Tormund. Poi, però, si scatena l’inferno, e Hardhome ci offre una delle migliori sequenze d’azione dell’intera serie: l’attacco dei non-morti è colossale, tecnicamente impressionante e ricco di pathos, con centinaia di comparse (sia tra i “vivi” sia tra i “mostri”) e vaste porzioni scenografiche costruite fisicamente sul set. Impossibile negare i riferimenti a L’Armata delle Tenebre di Raimi, più che a The Walking Dead. Come di consueto, i tempi dell’azione sono gestiti benissimo, ma la scena offre soprattutto due momenti chiave: il primo concide con la morte della povera Karsi, guerriera valorosa che, di fronte all’arrivo scioccante dei pargoli non-morti, rifiuta di combattere e si arrende, poiché incapace di alzare la spada contro dei bambini (nonostante fossero ormai “mutati”); peccato che il suo personaggio sia stato eliminato così presto, prometteva bene. L’altro momento chiave è il duello disperato fra Jon e un implacabile Estraneo, armato con una lancia che riduce in frantumi qualunque arma avversaria… a meno che tale arma non sia stata forgiata con vetro di drago o, a quanto pare, acciaio di Valyria. Jon brandisce la spada di Jeor Mormont, nota per essere composta proprio da quella particolare lega di acciaio, ed è sorprendentemente in grado di bloccare gli attacchi dell’Estraneo, frantumandolo all’istante. Al di là di tale scoperta, il duello è cruciale all’interno del percorso formativo di Jon, che compie un passo ulteriore verso il suo futuro (ma ancora potenziale) status eroico. Certo, è solo una piccola vittoria all’interno di un massacro: sono in pochi a salvarsi, e Jon, mentre la sua barca si allontana, è costretto a osservare il misterioso Re della Notte che rianima i caduti sotto forma di non-morti, ingrossando le sue file. La scena, immersa in una quiete ipnotica e irreale, riesce a essere contemporaneamente fascinosa e disturbante, come nella migliore tradizione di Game of Thrones.

2

La citazione: «Io non voglio fermare la ruota. Voglio distruggerla.»

Ho apprezzato: il confronto tra Daenerys e Tyrion; Sansa che scopre la verità sui suoi fratelli; la grande battaglia contro i non-morti; il personaggio di Kara; Jon che uccide l’Estraneo; la scena finale.

Non ho apprezzato: la (non) morte di Kara, personaggio che avrebbe meritato più spazio.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Game of Thrones sul nostro Episode39 a questo LINK.

SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

Predator: i creatori della saga fanno causa a 20th Century Studios per i diritti 18 Aprile 2021 - 11:00

Jim e John Thomas, sceneggiatori del Predator originale, vogliono riavere i diritti dopo 35 anni

I Am All Girls: il trailer del thriller sudafricano, dal 14 maggio su Netflix 18 Aprile 2021 - 10:00

Il film vedrà due detective sudafricane indagare su un giro di prostituzione minorile negli anni dell'Apartheid

Selena: La serie – Il trailer della seconda parte, dal 4 maggio su Netflix 18 Aprile 2021 - 9:00

La seconda parte di Selena: La serie arriverà su Netflix il prossimo 4 maggio. Ecco il trailer.

Il film di Gundam: la seconda (ma in realtà terza, e pure quarta) sortita live action del Mobile Suit Bianco 15 Aprile 2021 - 17:00

Storia breve di come un anime flop è diventato uno dei simboli pop più celebri del Giappone e un'industria pazzesca. E delle paure che un film hollywoodiano ora si porta dietro.

MCU: chi sono e da dove vengono Ayo e le altre Dora Milaje di Wakanda 14 Aprile 2021 - 9:27

Le origini nei fumetti Marvel (e la storia VERA) delle Dora Milaje di Black Panther, riapparse ora in The Falcon and the Winter Soldier.

LOL – Chi ride è fuori, i comici italiani e la TV giapponese 9 Aprile 2021 - 14:37

Si è concluso ieri su Amazon Prime Video LOL, chi ride è fuori, game show a puntate che ha suscitato polemiche e discussioni su cosa fa ridere e cosa no.