Terzo capitolo (il primo ad uscire dai confini nipponici e che è stato completamente localizzato in italiano) di una serie nata nel 2010 su Nintendo DS, Fossil Fighter Frontier è un titolo che pesca a piena mani da due fonti di ispirazione: i Pokemon sotto il profilo ludico, e Jurassic Park per quanto riguarda tutto il contorno.
Il team di Spike Chunsoft ha infatti costruito un videogame sulla tipica struttura a tre macro-azioni ovvero cattura gestisci e combatti che tanto successo ha portato ad una serie come quella dei Pokemon. Ma invece di immaginarsi creature fantasiose, ha volto lo sguardo verso un passato remoto ed ha ipotizzato che i dinosauri potessero tornare in vita esattamente come nella saga creata da Steven Spielberg.
Fossil Fighter Frontier, esattamente come i suoi predecessori, è un titolo indirizzato prevalentemente ad un pubblico molto giovane (diciamo 10-16 al massimo) per ogni aspetto (trama, interazioni e dinamiche ludiche, sonoro, scelte estetiche) anche se bisogna ammettere che in taluni frangenti il livello di difficoltà subisce delle impennate ostiche perfino per giocatori di esperienza pluridecennale (ogni riferimento a chi sta scrivendo questa recensione è puramente casuale…).
Questa incoerenza appena esposta è probabilmente il difetto più grande di un titolo che per il resto, pur non spiccando a livelli di eccellenza, propone un’esperienza di gioco sufficientemente valida e coinvolgente.
Nel gioco vestiremo i panni di un giovane Guardiano dei Fossili e dovremo proteggere i preziosi Paleoparchi di tutto il mondo contro il malvagio e crudele Dottor Baron von Blackraven, intenzionato a dominare il mondo usando il potere dei Vivosaur.
Nel gioco dovremo esplorare i paleoparchi a bordo del nostro veicolo Fossilstrada completamente personalizzabile, rintracciare i preziosi fossili, riportarli alla luce (tutto tramite touch screen) e guardarli prendere vita sotto forma di Vivosauri (ce ne sono oltre 80) per poi utilizzarli in battaglie a turni e fermare la minaccia di von Blackraven.
La parte del recupero dei fossili potrà semplificarsi attraverso diversi strumenti potenziabili, come trapani e martelli, da utilizzare nel processo di estrazione come detto completamente touch. Alcuni siti di scavo presentano anche sfide speciali che, se completate, permetteranno di ottenere fossili particolarmente preziosi e potenti.
I Vivosauri appartengo a cinque categorie di elementi (Acqua, Fuoco, Aria, Terra e Neutrale) e possiedono diverse mosse di attacco e speciali abilità che lo aiuteranno in battaglia. Il gioco presenta diversi tipi di scontri sia per il gioco in singolo che in multiplayer: in locale sarà possibile collaborare o scontrarsi per un massimo di sei giocatori in contemporanea mentre on line saremo limitati a partite uno contro uno.
Per quanto riguarda l’appeal visivo, da bocciare l’effetto 3D che dopo pochi minuti anche voi probabilmente spegnerete. La caratterizzazione estetica non fa gridare al miracolo ma comunque è piacevole così come la realizzazione tecnica. Senza infamia e senza lode tutta la componente sonora particolarmente nella media e anonima (quanto meno non fastidiosa!).
Ben lungi dall’essere un capolavoro, Fossil Fighter Frontier risulta comunque un titolo piacevole che forse avrebbe dovuto avere qualche limatura in più ma che ci sentiamo di consigliare ad un pubblico giovane amante soprattutto dei dinosauri e dei videogiochi alla Pokemon.
VOTO: 7.5