A metà degli anni Settanta, George Lucas stava lavorando a un copione intitolato Adventures of Luke Starkiller, as Taken From the Journal of the Whills, Saga I: The Star Wars, ma nessuno studio era disposto a produrlo. Nello splendore della New Hollywood, la major erano più interessate a film come Taxi Driver o Serpico, non certo a una fantasiosa space opera d’evasione che rielaborava i topoi del western e dell’avventura in forma fantascientifica; inoltre, sembrava impossibile da realizzare: la tecnologia per creare l’universo concepito da Lucas, semplicemente, non esisteva. Poi però la 20th Century Fox gli diede 25 mila dollari per terminare la sceneggiatura e, dopo la nomination agli Oscar per American Graffiti, concesse il via libera alla produzione del film, che ovviamente sarebbe diventato il primo Guerre stellari. Ma la Fox non aveva più un dipartimento per gli effetti visivi, quindi Lucas dovette arrangiarsi: fondò una società chiamata Industrial Light & Magic, che nacque nell’estate del 1975 in un soffocante magazzino dietro all’aereoporto di Van Nuys, e assunse un gruppo di ragazzi appena usciti dal college (o che lo avevano abbandonato). Così, disegnando astronavi e creature aliene, schede di circuito e macchine da presa, questi giovani talenti innescarono la più grande rivoluzione nella storia degli effetti speciali cinematografici, e posero le basi per quella che presto sarebbe diventata la più brillante compagnia del settore.
Ebbene, ora la Industrial Light & Magic compie 40 anni, e Wired ha deciso di festeggiarla con un lungo articolo che ne ripercorre la storia, animato dagli interventi dei registi, dei tecnici e dei creativi che hanno contribuito ai suoi successi. Perché, sappiatelo, le “magie” visive dei più grandi blockbuster hollywoodiani sono merito della ILM: da Star Wars a Ghostbusters, da E.T. a Jurassic Park, da Pirati dei Caraibi ad Avengers, passando per Terminator 2, Transformers, Indiana Jones e molti altri, la ILM ha dato vita a innumerevoli creature, robot, astronavi, spettri e mondi fantastici, sfidando i limiti del reale e dimostrando la grande permeabilità del cinema rispetto alle più svariate tecnologie elettroniche o digitali.
La seguente immagine, molto suggestiva, accorpa i principali registi che hanno tratto vantaggio dal talento della compagnia (non solo George Lucas, ma anche Steven Spielberg, Guillermo Del Toro, Michael Bay, J.J. Abrams, Ron Howard, Duncan Jones…), e le sue principali creazioni; se aguzzate la vista, potrete notare persino un minuscolo Ant-Man sulla “I” di Wired!
Molto interessante la dichiarazione di Cary Phillips, Research and Development Supervisor per la ILM, che parla delle più grandi sfide nella storia della società:
Per tre volte, nei miei 20 anni qui, me la sono quasi fatta addosso di fronte alle sfide che stavamo per affrontare. La prima è stata con i concept art di Star Wars: Episodio I. La seconda con Davy Jones in Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma. E la terza volta che me la sono quasi fatta sotto è stata davanti al concept art per il film su cui stiamo lavorando adesso, Warcraft; è il lavoro più incredibile che abbiamo fatto nei miei 20 anni alla ILM.
Phillips si riferisce all’impressionante orco in CGI che abbiamo visto ieri nella prima immagine ufficiale di Warcraft.
Insomma, tanti auguri alla Industrial Light & Magic: che possa dare corpo ai nostri deliri immaginativi per altri 40 anni, e molto oltre!
Fonte: ComicBookMovie