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Mad Max: Fury Road – La saga si rinnova senza compromessi: recensione #2

Mad Max: Fury Road – La saga si rinnova senza compromessi: recensione #2

Di Filippo Magnifico

ATTENZIONE: LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER SULLA STORIA DEL FILM. VALUTATE BENE, DUNQUE, SE PROSEGUIRE O MENO CON LA LETTURA. QUI TROVATE LA RECENSIONE SENZA SPOILER.

Possiamo paragonare ogni episodio della saga di Mad Max al tassello di un mosaico in divenire: preso singolarmente rappresenta l’infinitesima parte di un universo più grande, ha un suo significato, si colloca in un punto ben preciso e ha un colore tutto suo. Lo si può ammirare cogliendone ogni sfaccettatura e lo si apprezza ancora di più quando si prende in considerazione l’insieme di cui fa parte.

Il primo capitolo, Interceptor, è un film di vendetta, ambientato in un futuro non troppo distante dal nostro, permeato da un senso di disperazione costante; il secondo, Il Guerriero della Strada, ridefinisce il suo protagonista, Mad Max, lo trasforma in un eroe solitario apparentemente senza morale e lo catapulta in un universo perennemente in bilico tra passato e presente; Oltre la Sfera del Tuono amplia questo scenario, disseminandolo di frecciatine verso la cultura del periodo e dando vita ad un secondo atto che sembra provenire direttamente dalla penna di J. M. Barrie, con tanto di ragazzi selvaggi alla ricerca di un’Isola che non c’è.

Ognuno di questi film ha un’anima propria, non si limita a riproporre lo stesso menù aumentandone le porzioni, nonostante i temi portanti siano costanti. È questa una delle caratteristiche principali della saga di George Miller, forse la più importante: l’essere riuscita ogni volta a rinnovarsi rimanendo fedele a se stessa.

Mad Max Fury Road Tom Hardy Charlize Theron foto dal film 1

Non è da meno Mad Max: Fury Road, il quarto episodio che ha recentemente fatto il suo ingresso nelle sale italiane, dopo essere stato presentato in anteprima al Festival di Cannes. Un film dalla gestazione lunghissima, che il regista George Miller aveva in mente già dagli anni ’80 e che per tutto questo tempo è passato attraverso varie riscritture ed episodi sfortunati (come quelli che hanno riguardato la ricerca della location per le riprese, particolarmente difficile da trovare).

Le aspettative nei confronti di questa pellicola erano altissime, come anche le responsabilità: riprendere le redini di un franchise consolidato dopo più di 30 anni, cercando di aggiornarlo senza però alterarne lo spirito. Ma questo, come abbiamo già sottolineato, George Miller l’ha fatto ogni volta senza mai dimostrare segni di affaticamento.

Cos’è, dunque, Mad Max: Fury Road? È la dimostrazione tangibile che si può sul serio “azzerare” una saga, ricominciare di nuovo per abbracciare una nuova generazione di spettatori, senza per forza perdere i vecchi fan o dover scendere a compromessi per tenerli buoni.
È quello che, regolarmente, le case di produzione ci ripetono ogni volta che viene annunciata la realizzazione di un remake o un reboot, senza mai mantenere la promessa. George Miller c’è riuscito, dimostrando una libertà creativa che sfiora l’anarchia e che, fortunatamente non risulta anacronistica. Perché un altro rischio fondamentale era proprio quello, trovarsi di fronte ad un’opera perfetta ma lontana dal contemporaneo. Fortunatamente non è così.

Mad Max Fury Road Josh Helman foto dal film 5

Dove si colloca questo film nell’universo di Mad Max? Difficile dirlo. È una cosa su cui si è discusso moltissimo ma lo stesso regista non è in grado di dare un risposta. Quello che conta è che riesca ad incastrarsi alla perfezione in questo mosaico, rendendolo ancora più ricco.

L’impressione è che sia un quarto capitolo a tutti gli effetti, anche se la presenza dell’Interceptor (distrutta alla fine del secondo film) farebbe pensare il contrario. I rimandi al resto della saga, però, lo collocano in quarta posizione (non per importanza, ovviamente).

La prima parte del film, con Max prigioniero, sembra riproporci le atmosfere buie del mondo sotterraneo guidato da MasterBlaster e presente in Oltre la Sfera del Tuono (lo stesso Max con i capelli lunghi è un richiamo a quella pellicola). Il carillon con cui gioca una delle spose fuggitive del malvagio villain, Immortal Joe, è un vero e proprio omaggio a quello regalato da Max al ragazzo selvaggio de Il Guerriero della Strada. Infine ci sono tutti i fantasmi psicologici che tormentano il povero protagonista e che sembrano ripercorrere la sua tragica storia distorcendola in parte.

Mad Max Fury Road Tom Hardy foto dal film 10

Quello che sembra veramente prendere le distanze dal passato in questo nuovo episodio è proprio il personaggio interpretato da Tom Hardy, che ha ricevuto il testimone da Mel Gibson. Il suo Max per certi versi è distante dalla leggenda che abbiamo conosciuto nel secondo e terzo capitolo. La rassegnazione lo contraddistingue sempre ma in un modo diverso, sembra ormai stanco e questo porta sempre a pensare che cronologicamente la storia si piazzi al quarto posto, dopo che il nostro eroe ne ha passate tante e, forse, l’unica forza che lo spinge a proseguire è l’inerzia.

Ecco, dunque, che avviene un doppio passaggio di testimone: il primo riguarda il cast (Mel Gibson/Tom Hardy), il secondo il protagonista effettivo che non è Tom Hardy bensì Charlize Theron, eroina di una storia all’insegna del girl power, che vede Max come spettatore attivo e fondamentale. Una scelta coraggiosa, giusta, coerente con l’universo della saga, che a partire dal secondo capitolo ha visto Max come una figura errante il cui destino si incrocia via via con quello dei poveri sventurati che condividono il suo stesso mondo.

Mad Max Fury Road foto dal film 6

La storia è semplice. È quella di una fuga, che procede inarrestabile per due ore piene. Pochissimi i momenti di stasi: Mad Max: Fury Road è un film costantemente in movimento, addirittura più del Il Guerriero della Strada, che è un inseguimento continuo. Una storia dinamica, che non annoia e che riesce ad andare oltre la semplice spettacolarizzazione degli eventi. Ogni eccesso diventa arte, metafora di qualcosa a prescindere dall’altezza dei contenuti e delle connotazioni politiche e sociali (che sono sempre ben presenti).

Mad Max: Fury Road è pura esaltazione del mezzo cinematografico e della sua potenza e George Miller non perde mai occasione per sottolinearlo. Lo fa nel momento in cui piazza in mezzo ad un inseguimento una vera e propria orchestra metal su ruote, che scandisce il ritmo in diretta sia per noi che per i protagonisti della pellicola. Lo fa nel momento in cui mette in scena ogni singolo frame del suo freak show post- apocalittico, che si spera possa durare per molto tempo ancora.

QUI trovate la recensione (senza spoiler) di LeoTruman. Vi ricordiamo inoltre che su ScreenWEEK trovate la raccolta delle migliori recensioni.

Mad Max - Fury Road Teaser Poster Italia

Scopri tutto sugli altri film della saga:

Interceptor

Interceptor: Il Guerriero della Strada

Mad Max: Oltre la Sfera del Tuono

Per maggiori informazioni potete consultare la scheda del film sul sito Warner Bros. QUI trovate la pagina facebook italiana del film.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 27 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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