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La strada furiosa di Mad Max: Il Guerriero della Strada

Di Filippo Magnifico

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QUI il nostro approfondimento sul primo capitolo della saga: Interceptor

Nel 1979 George Miller ebbe un’idea per un folle film. Con moltissima volontà, un budget ridotto all’osso e uno staff tecnico e artistico totalmente votato alla causa, Miller realizzò Interceptor (titolo originale Mad Max), il primo capitolo delle avventure di Mad Max, interpretato da un attore giovanissimo, praticamente uno sconosciuto: Mel Gibson.

George Miller non aveva mai girato un film prima di allora, ma la sua opera diventò un vero e proprio fenomeno di massa e si confermò come il più grande successo al botteghino della storia dell’Australia.

Interceptor riuscì ad arrivare anche in America ma c’era il timore che il forte accento australiano degli attori potesse risultare incomprensibile per il pubblico a stelle e strisce. La distribuzione decise dunque di doppiare il film, compresa la voce di Mel Gibson, ma la cosa non funzionò e, incredibilmente, la pellicola si rivelò un fiasco.

Quando due anni dopo Miller decise di realizzarne Mad Max 2, la Warner Bros. pensò bene di cambiarne il titolo ne Il Guerriero della Strada. A chi sarebbe mai venuto in mente, dopotutto, di andare a vedere il sequel di un film sconosciuto? Questa volta la scelta si rivelò azzeccata: la pellicola fu un grosso successo e tracciò un solco indelebile nel panorama del cosiddetto cinema di genere.

Interceptor - Il guerriero della strada Mel Gibson foto dal film 3

Il Guerriero della Strada è considerato ancora oggi un vero e proprio esempio, un manuale del cinema d’azione, una pietra miliare nel filone post-apocalittico. Rappresenta anche un decisivo passo in avanti per George Miller che con quest’opera ha delineato un’estetica che è giunta fino ai giorni nostri e ha ispirato diverse forme d’arte come ad esempio il fumetto (si pensi al manga Hokuto no Ken).

Definire Il Guerriero della Strada un sequel è giusto e sbagliato allo stesso tempo. Il film, infatti, ha lo stesso protagonista di Interceptor ma lo ridefinisce e lo immerge in un contesto molto diverso: un mondo deserto, costantemente in bilico tra passato e presente, dove l’unica cosa che conta è sopravvivere e per farlo è necessario avere del prezioso carburante per le proprie vetture.

L’impressione è che con questo film Miller abbia usato come motivo portante l’esagerazione. Tutto risulta alterato, come ad esempio il look dei protagonisti malvagi (che superano il machismo toccando le vette del queer più puro) o quello delle vetture, trasformate in vere e proprie opere d’arte.

Interceptor - Il guerriero della strada Vernon Wells foto dal film 3

Risulta difficile pensare ad un altro film che sia in costante movimento come questo, a tal punto che si potrebbe benissimo definire come un inseguimento infinito. Il tutto è condito da scene d’azione completamente fuori di testa, realizzate da un gruppo di stuntman apparentemente senza paura, che hanno reso possibili sequenze mai realizzate prima, tra cui un’autocisterna che si ribalta a 100 Km/h.

È con questa pellicola che comincia effettivamente la leggenda del folle Max, diventato ormai un eroe solitario. Nel delineare il suo personaggio Miller ha esplorato le radici della mitologia e delle opere di Joseph Campbell, offrendoci il ritratto di un guerriero, un sopravvissuto, un paladino degli oppressi. Una figura taciturna (sono meno di 20 le battute pronunciate da Mel Gibson in tutto il film) che ha molte cose in comune con gli eroi dei film Western.

Ma in fondo cos’è la saga di Mad Max se non un Western immerso nel futuro?

Interceptor - Il guerriero della strada Kjell Nilsson foto dal film 1

Mad Max: Fury Road farà il suo ingresso nelle sale americane il 15 maggio 2015. Per maggiori informazioni potete consultare la scheda del film sul sito Warner Bros. QUI trovate la pagina facebook italiana del film.

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