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Game of Thrones, la recensione del settimo episodio: The Gift

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Gift, settimo episodio della quinta stagione di Game of Thrones, accelera improvvisamente il ritmo della narrazione, ed è ricco di eventi significativi…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Jaime Lannister: A Dorne, Myrcella parla con Jaime e gli dice che non ha alcuna intenzione di tornare ad Approdo Del Re, poiché ama Trystane Martell e lo vuole sposare. Bronn, in cella, scopre che Tyene lo ha ferito con una lama avvelenata durante il duello precedente, ed è costretto ad ammettere che lei è “la donna più bella del mondo” per ottenere l’antidoto.

Jon Snow: in partenza per il nord, Jon saluta Sam, che gli consegna il pugnale in vetro di drago per uccidere eventuali Estranei. Ser Alliser riceve il comando in sua assenza. Sam e Gilly vegliano l’anziano Mastro Aemon, che spira nel suo letto e viene celebrato con un funerale solenne il giorno successivo. Ora che Jon è partito e Mastro Aemon è deceduto, Sam e Gilly non hanno praticamente nessun alleato. Due Guardiani cercano di violentare Gilly, Sam interviene, ma i due lo pestano; il ragazzo, però, non si arrende: si rialza e fa per attaccarli, ma Spettro li mette in fuga. Gilly si prende cura di Sam e fa l’amore con lui.

Stannis Baratheon: l’esercito di Stannis, in marcia verso Grande Inverno, soffre il freddo e le malattie. Ser Davos cerca di convincerlo a tornare indietro, per rifugiarsi al Castello Nero in attesa di un momento più propizio, ma Stannis non vuole ritirarsi. Melisandre gli suggerisce invece che il sacrificio di sua figlia Shireen potrebbe garantirgli la vittoria, ma l’uomo, disgustato, la caccia fuori dalla sua tenda.

Sansa Stark: Ogni notte, Sansa viene stuprata da Ramsey. L’unica sua speranza per fuggire è accendere una candela sulla torre più alta di Grande Inverno, ma è reclusa nella sua stanza, quindi ha bisogno che sia Theon a farlo per lei. Cerca di far riemergere l’uomo che era, e gli consegna la candela… ma Theon riferisce tutto a Ramsey, il quale fa scuoiare viva la povera serva che aveva offerto il suo aiuto a Sansa. Le mostra il cadavere per cancellare ogni suo progetto di fuga, e le assicura che batterà Stannis in battaglia.

Tyrion Lannister: Giunti nei pressi di Meereen, Tyrion e Ser Jorah vengono acquistati da uno schiavista che li porta in una piccola arena per il combattimento. Daenerys, seguendo la tradizione, è presente sugli spalti. Jorah la vede, esce sul campo e sbaraglia tutti gli avversari, poi si toglie l’elmo e svela la sua identità. Prima che lo trascinino via, dice alla sua Khaleesi che le ha portato un regalo, e Tyrion – sfuggito alle catene che lo tenevano imprigionato – si presenta al suo cospetto.

Cersei Lannister: A nulla servono gli sforzi o le minacce di Olenna Tyrell, che giura di bloccare i rifornimenti di cibo ad Approdo Del Re. L’Alto Septon non ha intenzione di liberare Loras e Margaery, anzi, le assicura che nessuna minaccia può spaventarlo, poiché lui rappresenta la “maggioranza” (gli oppressi, i diseredati, il popolo). Olenna, però, incontra Petyr Baelish, il quale sostiene di conoscere alcuni segreti che potrebbero esserle utili. Intanto, Cersei si reca in visita nella cella di Margaery, che la insulta e respinge il suo cibo. Prima di andarsene, si trattiene con l’Alto Septon, ignara dei suoi piani: l’uomo, infatti, le dice che suo cugino ha rivelato tutte le colpe di cui lei si è macchiata in passato, e per questa ragione ordina che venga imprigionata. Cersei minaccia le guardie, ma non serve a niente: la porta della cella si chiude davanti a lei.

4

Populismo e rivoluzione
The Gift è la classica boccata d’ossigeno all’interno di una stagione un po’ spenta, forse perché oberata dalle sue funzioni transitorie. In questo caso, però, assistiamo al culmine di varie linee narrative che finalmente possono entrare nel vivo, dopo una fase preparatoria durata ben sei episodi: questo discorso riguarda soprattutto le vicende di Approdo Del Re e Meereen, che raggiungono un punto critico.

5

Nella capitale di Westeros si completa il rovesciamento delle posizioni. L’autorità della Milizia della Fede resta un fenomeno abbastanza oscuro (nel senso che le ragioni del suo potere non sono state spiegate con dovizia di particolari), ma l’ottimo Jonathan Pryce – che molti ricorderanno come il protagonista di Brazil – esercita un notevole carisma, e risulta credibile persino quando resiste agli attacchi di due forze naturali come Cersei e Olenna. Anzi, Cersei finisce addirittura in cella: l’intera strategia che aveva adottato per liberarsi dei Tyrell si rivolta contro di lei, peraltro realmente colpevole di azioni gravissime, al contrario di Loras e Margaery. L’immagine della Regina Madre gettata in prigione, privata della sua supremazia regale, è il ritratto inedito di un personaggio che non ha mai vissuto una condizione di inferiorità, e si ritrova vittima delle sue stesse macchinazioni. Il potere spirituale vendica le colpe del potere temporale, facendosi paladino degli oppressi con accuse populiste («Ha mai seminato la terra, Lady Olenna?») e rivendicazioni di stampo rivoluzionario («Voi siete la minoranza, mentre noi siamo la maggioranza. E quando la maggioranza smette di aver paura della minoranza…»).

2

In quel di Meereen, invece, assistiamo a un momento iconico: per la prima volta, Daenerys incontra un altro protagonista dello show, nella fattispecie Tyrion. Le loro strade s’incrociano in modo rocambolesco, ed è tutto merito del talento gladiatorio di Jorah, eterno innamorato non corrisposto che spera di riguadagnare la fiducia di Khaleesi (perché lui la chiama ancora così) con un “regalo” prezioso. C’è qualcosa di commovente nella sua folle speranza di compiacere la Madre dei Draghi, una devozione che sfiora il fanatismo. Comunque, per una Targarien che ottiene un alleato prezioso, ce n’è un altro che si spegne al gelo della Barriera: Mastro Aemon muore nel suo letto, vegliato da Sam e Gilly, innescando così un potenziale percorso formativo per il giovane Tarly, che ha già visto partire Jon Snow e ora si ritrova senza più amici. Come dimostra l’episodio dell’aggressione a Gilly, il coraggio non gli manca, ma non è ancora supportato da sufficienti doti combattive. Però perde la verginità, e non è cosa da poco.

3

Per il resto, le vicende di Dorne rimangono in secondo piano e si concentrano soprattutto su dettagli pruriginosi, anche se dimostrano le mille risorse cui le Serpi della Sabbia possono attingere per battere i propri avversari. Più interessante la situazione a Grande Inverno, dove Sansa cerca di risvegliare la coscienza di Theon per fuggire da un marito che ogni notte la sottopone a torture indicibili. Purtroppo, però, la volontà di Theon è stata completamente soggiogata da Ramsey, e il tentativo di chiedere aiuto risulta vano. Fra questi tre personaggi c’è un rapporto ambiguo, morboso, forse pronto a esplodere, ma una reazione è giusto aspettarsela sia da Theon sia dalla stessa Sansa: in fondo, l’epilogo della quarta stagione aveva segnato (teoricamente) un punto di svolta nel suo personaggio, rendendola più spietata e fiera, quindi è lecito pretendere che si torni su quella strada. Intanto, più a nord, Stannis non cede alle richieste di Melisandre, che vuole il sangue della povera Shireen per conquistare Grande Inverno: considerato l’amore che Stannis nutre per la figlia, speriamo che continui a opporre resistenza. Vedremo.

1

La citazione: «Marciamo verso la vittoria o marciamo verso la sconfitta. Ma andiamo avanti, solo avanti.»

Ho apprezzato: il confronto tra Olenna e l’Alto Septon; l’incontro fra Daenerys e Tyrion; Cresei imprigionata.

Non ho apprezzato: la continua vittimizzazione di Sansa e Theon.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Game of Thrones sul nostro Episode39 a questo LINK.

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