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Cannes 2015, ovazione per Mad Max. Tom Hardy: “Fiero del risultato”

Di Andrea D'Addio

mad max cannes 2015

Mad Max: Fury Road – La Recensione

Una lunga e convinta sessione di applausi ha accolto i titoli di coda della proiezione per la stampa riservata a Mad Max: Fury Road al Festival di Cannes. Un apprezzamento che concludeva una serie di continui applausi ed ululati di giubilo al termine di molte delle (emozionanti) scene d’azione. Analogo benvenuto ha ricevuto il cast, il regista George Miller, montatrice e produttore quando si sono presentati alla conferenza stampa.

Certo, avere una doppietta di attori protagonisti così affascinanti come Charlize Theron e Tom Hardy aiuta, ma stavolta la “causa” è davvero il film. A parte qualche sparuto caso, la frase del giorno a Cannes, è “Hai visto che bomba Mad Max?” pronunciata con tono retorico, con possibili varianti lessicali o traduzioni in altri idiomi che non ne cambiano però il significato. Ne sono tutti entusiasti e non potrebbe essere altrimenti. Ma torniamo alla conferenza.

Si parte da Mel Gibson e a rispondere è Tom Hardy:

“Quando mi è stato offerto il ruolo di Mad Max ero eccitato, pensavo semplicemente che fosse un’ottima opportunità per fare parte di un film assolutamente interessante. Solo dopo qualche giorno mi sono reso conto di quanto la gente identificasse Mad Max con Mel Gibson e di quanto sarebbe stato difficile fuggire dal paragone. Ho parlato allora con Miller e mi sono assicurato che avremmo portato qualcosa di nuovo al personaggio, che sarebbe stata a sua modo un’evoluzione. Mi ha rassicurato. Devo ammettere però che durante le riprese ho dovuto più volte soprattutto fidarmi di lui, più che comprendere esattamente cosa avesse in mente. Solo dopo che ho visto il risultato finale mi sono reso conto che c’erano cose che non si potevano spiegare a voce, che facevano parte della sua visione e non si poteva che assecondarle e basta”.

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Ma questo Mad Max è un sequel, un reboot o un prequel? Rivela George Miller:

“Io stesso non saprei dirlo, diciamo che fa parte del Mad Max world, ma non si colloca temporalmente a nessun episodio preciso”. Ci sarà un seguito? “Sono come una donna che ha appena messo al mondo un bambino piuttosto grosso e a cui viene chiesto: quando si fa il prossimo? Ho bisogno di tempo per riprendermi. Non come non so ancora dire se ci sarà un nuovo capitolo. Certo, ci sono ancora tante cose da dire su Max…”

La scelta dell’arto menomato nel personaggio di Charlize Theron è mai stata in discussione? Miller:

“L’idea era fin nel primo script. Poi però quando abbiamo cominciato a vedere che il budget a disposizione rischiava di non bastare l’abbiamo un attimo messa in discussione. Avremmo risparmiato un po’ sugli effetti speciali. Charlize però si è opposta subito e anche noi non eravamo convinti di voler fare a meno di una scelta narrativa così importante”.

Il film è co-trainato da un’eroina e le donne rappresentano buona parte del cast principale: ma non doveva essere un film per uomini?

“E chi lo dice? Ci è sembrato normale che a portare in salvo le cinque spose fosse un’altra donna e non un uomo”.

Pensiero sottolineato dalla Theron:

“Sono fiera di aver interpretato un personaggio femminile forte, donna tra le donne, anche quando si tratta di passare all’azione”.

Dura girare nel deserto del Sud Africa e della Namibia?

“Per me che sono sudafricana all’inizio sembra un ritorno a casa. Ma il deserto, o meglio, quel deserto, è davvero duro. Mi han detto che si dice che sia il posto creato da Dio quando era arrabbiato. E penso abbiano ragione”.

Ma Mad Max è piaciuto alla Theron o no?

“Sì, così tanto che quando l’ho visto al cinema mi sono sentita tornare bambina, come se stessi in un cinema sudafricano e quasi mi dimenticavo che stavo vedendo me stessa”.

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QUI il racconto della conferenza stampa di Matteo Garrone

Mad Max: Fury Road fa oggi il suo ingresso nelle sale italiane. Per maggiori informazioni potete consultare la scheda del film sul sito Warner Bros. QUI trovate la pagina facebook italiana del film.

Fonte: ScreenWeek

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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