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The Flash, la recensione del 17° episodio: Tricksters

Di Lorenzo Pedrazzi

tricksters-copertina

Tricksters, diciassettesimo episodio di The Flash, si rivela come una delle puntate più esaltanti della stagione… e non solo per il ritorno di Mark Hamill nel ruolo di Trickster.

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Torniamo a quindici anni fa, la notte in cui Nora Allen fu assassinata. Flash (Grant Gustin) e l’Anti-Flash stanno combattendo fuoriosamente dentro casa, finché l’eroe non riesce a portare via il giovane se stesso per sottrarlo alle grinfie del nemico. Quest’ultimo si lancia all’inseguimento, ma l’ipervelocità contenuta nel suo corpo si esaurisce, e l’Anti-Flash si toglie la maschera: è Eobard Thawne (Matt Letscher), ora impossibilitato a tornare nella sua epoca. Thawne comincia quindi a spiare Harrison Wells (Tom Cavanagh), poiché sarà il suo acceleratore di particelle a cambiare il corso della storia. Causa l’incidente in cui muore sua moglie Tess, e poi applica un congegno sul corpo ferito di Wells per assumere le sue fattezze fisiche, e quindi la sua identità.
Nel presente, Barry e Joe (Jesse L. Martin) riflettono su come agire nei confronti di Wells, ma la città subisce gli attacchi esplosivi di Axel Walker (Devon Graye), un folle variopinto si fa chiamare Trickster, nome già appartenuto al pericolosissimo terrorista James Jessie (Mark Hamill). Barry e Joe vanno a parlare con Jessie, che etichetta l’emulatore come un principiante. Il nuovo Trickster ha svaligiato il suo covo, portandosi via – dice Jessie – anche una bomba molto potente, che minaccia di far esplodere. Mentre la cerca, però, Flash scopre che si trattava di un bluff: mentre lui e la polizia erano impegnati a scovare l’ordigno, il criminale – che si chiama Axel Walker – ha fatto evadere Jessie da Iron Heights, portandosi dietro anche Henry Allen (John Wesley Shipp) come ostaggio. I due Trickster sono padre e figlio, e avevano architettato tutto sin dal principio. Si intrufolano in un ricevimento del sindaco, avvelenano i presenti – tra cui Iris (Candice Patton) – e li obbligano a versare i loro averi sul conto di Jessie in cambio dell’antidoto. Flash interviene, ma Walker gli attacca al polso un bracciale provvisto di sensore che capta la velocità: se Barry si ferma, il bracciale esplode. Il Velocista comincia a correre, mentre Cisco (Carlos Valdes) e Caitlin (Danielle Panabaker) cercano una soluzione, ma è Wells ad avere l’idea vincente: Barry dovrà far vibrare le sue molecole fino a raggiungere la frequenza dell’aria, in modo da passare attraverso gli oggetti e liberarsi del bracciale. Wells lo guida con la sua voce, gli dice di sentire il fulmine dentro di sé, la Speed Force che lo circonda e che lo accoglie al suo interno… e Barry ci riesce. Passa attraverso un camion, lasciando il bracciale dietro di sé. Tornato al ricevimento, inietta l’antidoto a tutti i presenti e cattura i due Trickster, per poi liberare suo padre.
Alla fine, Barry decide di svelare a Eddie (Rick Cosnett) la sua identità segreta, con la complicità di Joe. In questo modo, ottengono il suo aiuto per raccontare a Iris una falsa storia sulla scomparsa di Mason Bridge (Roger Howarth), che in realtà è stato ucciso dall’Anti-Flash.

1

May the Speed Force be with you
Con un singolo episodio, The Flash riesce a forzare i limiti delle serie tv supereroistiche più di quanto abbiano mai fatto gli altri show dello stesso genere, a parte forse Agents of S.H.I.E.L.D. nei suoi giorni migliori. Il punto, però, è che Tricksters riesce ad amalgamare una grande varietà di suggestioni diverse senza mai risultare disomogeneo, o perdere il filo del racconto.

2

L’incipit – epico e totalmente inaspettato – è già una miniera di sorprese: lo scontro tra Flash e Anti-Flash, pur senza svelarci le dinamiche della morte di Nora Allen, viene mostrato in tutta la sua vorticosa spettacolarità, con i corpi dei due avversari che s’inseguono e si battono nel flusso della Speed Force; poi, quando il supercattivo perde i poteri, scopriamo il vero volto di Eobard Thawne, e assistiamo a una catena di flashback che rivelano la sua storia, soprattutto come ha rubato l’identità di Harrison Wells attraverso un dispositivo che gli ha permesso di assumerne le fattezze (e che ricorda moltissimo il congegno utilizzato dai mutaforma di Fringe). Basterebbe questo per fare di Tricksters un episodio memorabile, ma la narrazione primaria si concentra su tutt’altro. In un gustosissimo omaggio alla serie del 1990, Mark Hamill torna nel ruolo di Trickster, e alcune immagini dello show sono state utilizzate per raffigurare il suo passato criminale, con tanto di costume variopinto. Hamill riporta in vita un personaggio sadico e maniacale, psicotico e sarcastico, divertendosi a citare Hannibal Lecter, il Joker (cui ha prestato la voce nella serie animata di Batman) e persino Guerre stellari, quando rivolge ad Axel la storica frase «Sono io tuo padre», in un cortocircuito metanarrativo che, nella sua ingenuità, suscita molti sorrisi. Senza dimenticare, poi, gli altri riferimenti alla cultura pop, come Speed e Breaking Bad.

4

Di fronte all’ottima performance di Hamill, il suo “erede” Devon Graye resta inevitabilmente un po’ in ombra, ma anche lui è piuttosto efficace nel caratterizzare i toni della puntata con sfumature parossistiche ed eccentriche, diverse dalla relativa “compostezza” dei supercriminali che abbiamo visto finora. Fra l’altro, i due Trickster permettono di aggiungere un nuovo tassello alla mitologia di Flash: non solo viene citata la Speed Force per la prima volta, ma Barry impara anche a far vibrare le sue molecole a una tale velocità da assumere la frequenza naturale dell’aria, passando attraverso gli oggetti. Si tratta di una sequenza molto importante nell’economia della serie: Wells conduce Barry a un livello più elevato della sua natura supereroistica, svelando il legame con la Speed Force e dimostrando di avere a cuore il suo destino… possibile che ci sia del sentimento in tutto questo? L’ambiguità di Wells è sempre imprevedibile, poiché non sappiamo mai se le sue azioni abbiano esclusivamente uno scopo personale (ovvero sfruttare i poteri di Flash per tornare nella sua epoca, anche se la catena degli eventi è tuttora poco chiara) o se, invece, qualcosa del vero Wells si stia facendo strada in Eobard Thawne, lasciando emergere sentimenti concreti e disinteressati.

3

Se la risoluzione dello scontro con i Trickster è un po’ affrettata e deludente, l’episodio ha in serbo un altro colpo di scena nel finale: Barry svela la sua identità segreta a Eddie, per contare sul suo aiuto nel tenere Iris all’oscuro di tutto (strategia abbastanza inutile: la ragazza si caccia nei guai a prescindere). Ma, al di là delle sorprese e delle trovate esaltanti, è necessario sottolineare i bei momenti che il protagonista vive con suo padre, soprattutto nella sequenza in cui si toglie la maschera davanti a lui, che già aveva intuito tutto; e quando Barry crolla a terra disperato perché teme per la sorte del genitore, rannicchiandosi come farebbe un qualunque ragazzo alle prese con il dolore affettivo, non si può evitare di commuoversi almeno un po’. Grant Gustin dà prova della sua bravura, mentre The Flash si conferma come uno dei migliori esempi di intrattenimento televisivo in circolazione.

La citazione: «Ora non sei più te stesso. Fai parte di qualcosa di più grande. Fai parte della Speed Force. È tua.»

Ho apprezzato: la performance di Mark Hamill; la sequenza iniziale; le rivelazioni su Eobard Thawne; Barry che impara ad attraversare gli oggetti con la guida di Wells.

Non ho apprezzato: la risoluzione dello scontro con i Trickster.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.

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