Screenweek dal Giappone
Kore’eda Hirokazu è senza dubbio uno degli autori giapponesi più quotati a livello internazionale o almeno uno di quelli più presenti alle manifestazioni festivaliere europee, Cannes in primis. Il suo ultimo lungometraggio, Like Father Like Son, fu presentato proprio nella città francese nel 2013 ed fu il successo di Nobody Knows a lanciare la carriera internazionale del regista, autore negli anni novanta di alcuni interessantissimi documentari. Il tocco da non-fiction che punteggia tutta la carriera di Kore’eda con uso delle luci naurali oppure la bravura con cui sa interagire con attori bambini per esempio, è uno dei fattori che rendono le sue opere così uniche. Il suo nuovo lungometraggio si intitola Umimachi Diary ed è tratto da un popolare manga di Yoshida Akimi, ancora una volta la storia si sviluppa attorno ad un nucleo familiare sfaldato e piuttosto unico, le relazioni familiari sono, come furono per il grande Ozu Yasujiro, l’lemento che più di qualsiasi altro rende il cinema di Kore’eda tanto amato quanto odiato. Il film ci racconta il rotorno a casa, nel paese natale, di tre sorelle per partecipare al funerale del padre che per 15 anni non hanno voluto vedere, è proprio in questa occasione che le tre donne incontrano la sorellastra, figlia del padre e della nuova moglie, una ragazzina che ha solo 14 anni e di cui decidono, dopo vari tentennamenti, di prendersi cura.
Proprio oggi è stato diffuso il primo trailer internazionale, che trovate qui sotto, il film è previsto in uscita nelle sake dell’arcipelago il prossimo giugno, considerando lo speciale rapporto di Kore’eda con la Croisette non sarebbe una sorpresa vederlo partecipare al prossimo festival di Cannes.