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The Walking Dead, la recensione del 13° episodio: Forget

Di Lorenzo Pedrazzi

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Forget, tredicesimo episodio della quinta stagione di The Walking Dead, ci mostra la nuova vita del gruppo ad Alexandria, mentre Rick, Carol e Daryl elaborano un piano di riserva…

Attenzione: l’articolo contiene SPOILER.

Il gruppo di Rick si è stabilito ad Alexandria, ma lui, Carol e Daryl si incontrano segretamente fuori dalle mura e architettano un piano per rubare alcune pistole dall’armeria: ci penserà Carol, ormai mimetizzatasi come casalinga modello, a introdursi nella dispensa e prelevare le armi, approfittando della festa a casa di Deanna. Mentre parlano, i tre vengono raggiunti da un morto vivente che la donna uccide senza problemi; sulla fronte del cadavere è stata incisa la lettera “W”, ma nessuno sembra dare peso a questa stranezza.
Daryl, da par suo, esce a caccia, e Aaron si offre di accompagnarlo. Cercano di catturare un cavallo che Aaron tiene d’occhio da un po’ di tempo, ma la bestia viene circondata e dilaniata dai mostri. Aaron pone fine alle sue sofferenze, dopo aver ucciso gli erranti insieme a Daryl. Fra i due nasce una forma di solidarietà: entrambi, infatti, sono emarginati dalla comunità per la loro natura, e hanno bisogno di spingersi all’esterno per riprendere fiato. A tal proposito, Aaron propone a Daryl di diventare il nuovo reclutatore di Alexandria, e gli consegna una moto da riparare.
Alla festa, Rick conosce Sam, il figlio più piccolo di Jesse, e condivide un piccolo momento di intimità con lei: fra loro scorre una palpabile tensione sentimentale. Carol esce per andare alla dispensa, ma mentre fruga nell’armeria sente la voce di Sam dietro di sé: il bambino l’aveva seguita perché voleva altri biscotti, la specialità di Carol. Lei gli promette che cucinerà dei biscotti solo per lui, se non dirà nulla… mentre invece, se si azzarderà a raccontare qualcosa, lo rapirà nella notte e lo lascerà in balia dei morti viventi, legato a un albero.
Intanto, Sasha non riesce ad ambientarsi: la frivolezza di quelle persone è per lei insopportabile, e risponde male a una donna che le chiede quale sia il suo piatto preferito.
Il giorno dopo, Carol consegna le pistole a Rick e Daryl, ma quest’ultimo preferisce farne a meno, poiché vuole almeno provare a vivere una vita diversa. Michonne, cui è stato assegnato l’incarico di agente di polizia insieme a Rick, appende la sua katana al muro del salotto. Rick, rientrato in città, sente un morto vivente che gratta contro il muro perimetrale, all’esterno, e rimane ad ascoltarlo con una mano sulla parete.

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Lupi travestiti da agnelli?
Ormai, i protagonisti di The Walking Dead appaiono tanto più disturbanti quanto più si avvicinano alla gente “normale”. Il paragone con gli abitanti di Alexandria, in tal senso, è impietoso: se questi ultimi hanno conservato uno stile di vita “borghese”, fatto di tranquillità e agiatezza, festicciole tra vicini e ricette da scambiare, Rick e gli altri sono invece stati inaspriti e incattiviti dalla vita selvaggia, hanno assistito a orrori indicibili e sono abituati a preoccuparsi per la propria sopravvivenza. Il triumvirato composto da Rick, Carol e Daryl non esclude quindi l’idea di conquistare Alexandria con la forza, mentre Carol si confonde tra le altre casalinghe come un lupo travestito da agnello; la scena in cui minaccia di legare il piccolo Sam a un albero, di notte, in balia dei morti viventi, ci dimostra che lei stessa – forse più di Rick – è ormai scesa a compromessi alquanto oscuri e discutibili con la sua moralità.

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Forget è un episodio che si concentra sulle difficoltà di adattamento, soprattutto per quanto riguarda Sasha: ha perso il fidanzato e il fratello nel giro di pochissimo tempo, e ora non riesce ad accettare la beata inconsapevolezza di Alexandria, non riesce nemmeno a concepire che qualcuno possa ancora vivere in quel modo. La stessa utopia di Deanna, che vorrebbe veder crescere la comunità come una piccola nazione, non trova l’entusiasmo di Rick o tantomeno di Daryl, troppo disillusi per credere realmente in un progetto del genere; e se Michonne ha fiducia in questa nuova vita e nella divisa che indossa, Rick sembra portarla più come una maschera dietro cui celare le sue vere intenzioni.

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Sul piano del ritmo, è la classica puntata che farà esaltare le critiche dei detrattori: l’azione scarseggia, ed è concentrata quasi esclusivamente nelle sortite all’esterno di Daryl e Aaron, che si scoprono solidali nella loro condizione di outsider (Aaron perché gay, e Daryl perché… beh, è Daryl). Ci sono però svariati dettagli un po’ inquietanti che prefigurano il destino di Alexandria, a cominciare dal morto vivente con la “W” incisa sulla testa, esattamente lo stesso marchio che Rick e gli altri hanno visto nella città natale di Noah, sulla fronte del mostro che li ha attaccati mentre cercavano di fuggire. Anche quella era una comunità fortificata, ed è stata distrutta da qualche psicopatico che si diverte a marchiare gli erranti con una “W”… che i giorni di Alexandria siano contati?

La citazione: «Più tempo stanno fuori e più diventano ciò che sono veramente.»

Ho apprezzato: il contrasto fra il gruppo di Rick e Alexandria; l’ambiguità del triumvirato; gli indizi sul futuro della serie; la solidarietà fra Daryl e Aaron.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Walking Dead sul nostro Episode39 a questo LINK.

Cinema chiusi fino al 15 gennaio, QUI gli ultimi aggiornamenti.

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