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Neill Blomkamp spiega come è nato il suo nuovo film su Alien

Di Marlen Vazzoler

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Neill Blomkamp non si considera un regista ma un artista, e per lui le pellicole sono la più alta forma d’arte che però richiedono decine di milioni o centinaia di milioni di dollari che provengono dall’investimento di altre persone.

“E questo significa che comprendono delle cose che ti limitano come artista. Quindi puoi avere il pieno controllo di un film – Humandroid è molto vicino all’avere una virtuale carta bianca in un film, a parte il fatto che dura due ore e che ha tre atti. E, e, e, e… c’è una lista giusto? Quindi se vuoi creare una cosa che sia un pezzo d’arte che manda sui nervi la gente – qualcosa di altamente offensivo o pazzo o qualsiasi altra cosa – non è la cosa giusta per te”.

Ma ora che ha ricevuto l’incarico di dirigere il nuovo film di Alien con Sigourney Weaver, in cui l’attrice spera di dare a Ripley la giusta conclusione alla storia di questo personaggio cult, il modo in cui Neill visiona il suo ruolo cambierà, diventerà un ostacolo?

“Qualche volta ho un dibattito interno nel quale mi chiedo se questa è la strada giusta per me. Questo era per me Alien quando pensavo ‘Forse dovrei solo andare via per un paio di anni e fare altre cose’. Ed ho tutto questo lavoro accumulato di un progetto che ritengo davvero impressionante. Ero ‘So che ci saranno alcuni fan là fuori che lo ameranno – ok andiamo!’ Capite cosa voglio dire? Ed è quello che è accaduto”.

Il regista fa riferimento alla pubblicazione di alcuni concept art del film pubblicati su Instagram che hanno ottenuto grande successo tra i fan ed hanno contribuito al via libera del progetto.

“Quindi nulla è stato premeditato. Non avevo ancora scelto un progetto. Il 2014 è stato davvero strano per me. Amavo Chappie e amavo lavorare in post su Chappie – lavorare con [Hans] Zimmer, tagliare insieme, lavorare agli effetti speciali – era molto rilassante ed era in parte impressionante. Ma non sapevo quello che avrei fatto dopo. Mi sono venute così tante idee, così tanti film e non riuscivo a sceglierne uno.
La mia apprensione con Alien è che non ho mai lavorato sul materiale di qualcun altro. E nemmeno con qualcun altro – a questo punto era come… ho intenzione di contare Fincher con il terzo, anche se il terzo non mi piace tanto quanto i primi due. Ma sono tutti e tre dei registi impressionanti. Quindi non si tratta di esserne all’altezza e di essere nervosi, non voglio che altre persone mi dicano cosa fare, che è una cosa diversa”.

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Chiaccherando sul set di Humandroid con la Weaver, il regista ha ottenuto l’approvazione sulla storia che aveva scritto per Ripley dall’attrice e questo lo ha aiutato a prendere la decisione di fare il film, anche se è stata la moglie e sceneggiatrice Terri Tatchell a dargli la spinta finale.

“Ero ‘Non so cosa fare’ e lei mi fa ‘C’è qualcosa che non va con il tuo cervello? Sto bevendo da un bicchiere con su un fottuto face-hugger. E non sai quello che vuoi fare dopo?’ La nostra casa è coperta di Xenomorfi, così ho detto ‘Già, hai ragione’”.

Ma ci saranno dei collegamenti a Prometheus, visto che Ridley Scott lavorerà come produttore del film?

Non credo che andranno esattamente fianco a fianco, ma non voglio entrare troppo – cercherò di mantenere qualche carta vicino al mio petto. Ma Ridley sta producendo è anche questo è incredibile, è uno dei miei registi preferiti, quindi sono entusiasta”.

L’uso dell’immaginario sessuale, spaventoso, freudiano di Giger in combinazione con quello che ha fatto Scott e l’impostazione del primo film, assieme a quello che ha fatto Cameron in Aliens sono gli elementi che hanno attratto Blomkamp a questa fanchise.

Alien è unico per me – una tempesta eccezionale con degli ingredienti perfetti”.

Fonti IGN

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