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50 Sfumature di… Sanremo: il Festival, gli Attori, il Cinema

50 Sfumature di… Sanremo: il Festival, gli Attori, il Cinema

Di Filippo Magnifico

Comincia oggi il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, la kermesse canora che dal 1951 ha contribuito a lanciare (o a confermare) i talenti della canzone italiana. Certo, in alcuni casi ha contribuito anche al quarto d’ora di gloria di un bel po’ di artisti nostrani, passati in radio per un po’ di tempo e subito dopo dimenticati, ma non è di questo che vogliamo parlare sulle pagine di ScreenWEEK.it.

Da queste parti abbiamo deciso di affrontare un aspetto del Festival che viene quasi sempre ignorato, ma che in fin dei conti occupa un ruolo importante nella storia di Sanremo: quello riguardante il mondo della Settima Arte. E non ci riferiamo ai numerosi attori e registi che negli anni sono saliti sul palco del Teatro Ariston, come ad esempio il Gladiatore Russell Crowe, che nel 2001 (presentava Raffaella Carrà) si è esibito con la sua band, i 30 Odd Foot of Grunts.

Abbiamo deciso di prendere in considerazione una serie di pellicole che sono nate sulla scia del successo di alcune canzoni del Festival. Una moda Italiana nata nei primi anni ’50, periodo in cui andavano per la maggiore i cosiddetti Musicarelli, e scomparsa con il passare del tempo, forse proprio in concomitanza dell’interesse del pubblico nei confronti di Sanremo.

Tutto comincia nel 1952 con Lo sai che i papaveri, pellicola diretta da Vittorio Metz e Marcello Marchesi e ispirata alla canzone ‘Papaveri e Papere’ di Nilla Pizzi. Un grande successo commerciale, con un incasso di 394.000.000 di lire, animato da un cast composto da grandi nomi dell’epoca, come Walter Chiari, Anna Maria Ferrero, Franca Rame e Raimondo Vianello. La storia di un uomo dalla doppia vita: di giorno insegnante tutto d’un pezzo e di notte inguaribile dongiovanni.

Nel 1953 arriva il drammatico Acque Amare, diretto da Sergio Corbucci. L’ispirazione è l’omonima canzone cantata da Carla Boni e Katyna Ranieri, particolarmente amata dal pubblico ma penalizzata dalla giuria del Festival. Nel cast troviamo Lamberto Antinori e Narciso Parigi, che interpreta un cieco di guerra che si imbatte in un gruppo di banditi.

Nel 1955 ‘Buongiorno Tristezza’ vince il Festival, pochi mesi dopo arriva nelle sale italiane un film omonimo per la regia di Giorgio Pastina. Nel cast troviamo Giacomo Rondinella e Arnoldo Foà.

Buongiorno Tristezza

Nel 1959 arriva il primo film interamente dedicato al Festival: Buongiorno Sanremo, un musicarello diretto da Domenico Paolella ed interpretato da un vero e proprio esercito di attori e cantanti tra i più famosi del periodo, come ad esempio Domenico Modugno, Claudio Villa, Teddy Reno e Nilla Pizzi. Un vero e proprio documentario dell’epoca, come l’ha definito lo stesso morandini.

Nei primi anni ’60 i riferimenti si fanno meno diretti, ma il Festival è sempre presente in titoli come Obiettivo Ragazze (1963, regia Mario Mattoli), con Tony Renis, Walter Chiari, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Sempre Renis nel 1962 aveva interpretato un cantante di successo che partecipa al Festival in Appuntamento in Riviera (sempre di Mario Mattoli), con lui un’altra grandissima stella canzone italiana: Mina.

Appuntamento in Riviera

Nel 1966 arriva Nessuno mi può giudicare, ispirato all’omonimo successo di Caterina Caselli e diretto da Ettore Fizzarotti. Nel cast Gino Bramieri, Laura Efrikian e la stessa Caterina Caselli. Il 1967 è il turno di Riderà (Cuore matto), diretto da Bruno Corbucci. Little Tony, cantante anche del brano omonimo a cui si ispira il film, interpreta il figlio di un macellaio con la passione per il canto.

Con il passare del tempo, come abbiamo già detto, l’interesse del cinema nei confronti di Sanremo è calato. Abbiamo alcuni riferimenti recenti, come ad esempio Gli amici del bar Margherita, diretto nel 2009 da Pupi Avati. Nel film Fabio De Luigi interpreta un ragazzo degli anni ’50 che sogna di andare al Festival.

Gli Amici Del Bar Margherita Chiatti Abatantuono De Luigi 09

Ma si tratta, appunto, di un’opera che non è ambientata ai giorni nostri, quasi a voler sottolineare che la Manifestazione ha ormai fatto il suo tempo, rimanendo strettamente legata al passato. Del resto oggi il punto di riferimento musicale dei giovani è X-Factor.

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