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The Flash, la recensione dell’ottavo episodio: Flash Vs. Arrow

Di Lorenzo Pedrazzi

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Flash Vs. Arrow, ottavo episodio di The Flash, è la prima parte del cross-over tra le due serie supereroistiche targate The CW: l’alleanza tra il Velocista Scarlatto e l’Arciere di Smeraldo si trasforma in rivalità a causa di Prism, un supercriminale che può manipolare le emozioni altrui…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

C’è un nuovo supercriminale in città: Roy Bivolo (Paul Anthony) ha il potere d’indurre uno stato di rabbia incontrollata attraverso un lampo rosso che emana dagli occhi, e utilizza questa capacità per rapinare una banca, approfittando del caos tra le guardie e i clienti. Flash (Grant Gustin) interviene appena in tempo per evitare che qualcuno si faccia male, ma Bivolo sparisce. Intanto, Eddie (Rick Cosnett) vuole organizzare una task force per arrestare Flash, provocando così l’irritazione di Iris (Candice Patton), che invece vede nell’eroe un grande esempio da seguire.
Bivolo continua a effettuare i suoi colpi, ma viene intrappolato in un magazzino dalla polizia. Il criminale usa i suoi poteri per manipolare le emozioni di un agente, che si rivolta contro i colleghi e spara un colpo di fucile: Flash, giunto sul posto, riesce a salvarli, ma è l’inaspettato intervento di Arrow (Stephen Amell) a bloccare l’agente. Bivolo approfitta della confusione per fuggire.
Barry segue Oliver – o meglio, lo anticipa con la sua ipervelocità – ed è felice di poter accogliere lui, Felicity (Emily Bett Rickards) e Diggle (David Ramsey) a Central City: i tre sono in città per indagare su un assassino che uccide le sue vittime con boomerang molto affilati, e Felicity vuole farne analizzare uno agli S.T.A.R. Labs. Harrison Wells (Tom Cavanagh) e Joe (Jesse L. Martin) non condividono però l’entusiasmo di Barry per l’arrivo di Arrow, poiché ritengono sia un pessimo modello per lui, e non ne approvano i metodi violenti. Metodi che, fra l’altro, Oliver utilizza per scoprire il nome del supercriminale a cui Barry sta dando la caccia. I due supereroi cominciano ad allenarsi insieme, e Oliver trova molte falle nella strategia (anzi, nell’assenza di strategia) dell’amico, rimproverandogli di essere troppo incauto e di affidarsi eccessivamente ai suoi poteri.
Barry vuole dimostrargli che si sbaglia, e non appena il software di riconoscimento facciale – installato da Felicity – coglie una ripresa di Bivolo, il ragazzo corre ad acciuffarlo da solo… cadendo però vittima dei suoi poteri. “Mesmerizzato” dallo sguardo di Bivolo, Barry inizialmente sembra non accusare alcun sintomo, ma è solo perché il suo metabolismo superveloce ne combatte gli effetti. I sintomi, infatti, cominciano ad apparire progressivamente, e la rabbia di Barry monta sempre di più: risponde sgarbatamente a Caitlin Snow (Danielle Panabaker), s’infuria con il Capitano David Singh (Patrick Sabongui), e accusa Oliver di essere geloso dei suoi poteri, perché tutti i suoi allenamenti non potranno mai renderlo veloce come lui. Ormai, la sua rabbia è fuori controllo, e Wells capisce che l’unico in grado di fermarlo è Arrow… ovvero Oliver Queen, poiché ne ha saputo dedurre l’identità segreta con straordinaria celerità.
Indossato il costume, Barry attacca Eddie, furioso per la sua idea della task force e perché ha conquistato la ragazza che lui ama da una vita. Iris assiste incredula, ma interviene Arrow, e fra i due eroi comincia una dura battaglia in cui entrambi cercano di sfruttare al meglio i rispettivi talenti. Alla fine, Arrow riesce a ferire Flash con una freccia alla gamba, dando modo a Wells e Joe di arrivare a bordo di un furgone attrezzato con un sistema di luci colorate che, mostrato a Barry, lo fa tornare normale (il potere di Bivolo sfrutta infatti i cambiamenti dello spettro cromatico per influenzare le emozioni). Di nuovo alleati, Arrow e Flash catturano Bivolo – soprannominato Prism da Cisco Ramon (Carlos Valdes) – e lo rinchiudono nella prigione dell’acceleratore di particelle. Oliver si assicura che nessuno riveli la sua identità segreta, e Joe, pur non approvando i suoi metodi, lo ringrazia per l’aiuto; Wells, invece, gli dice di aver conosciuto suo padre, e che sarebbe orgoglioso di lui se potesse vedere com’è diventato (Oliver, però, avverte che nello scienziato c’è qualcosa di strano). Barry si scusa per quanto successo, ma Oliver gli assicura che non è colpa sua, e gli suggerisce di lasciar perdere Iris: «Quelli come noi non si prendono la ragazza». Flash cerca di spiegare a Iris che non era in sé quando ha attaccato Rick, ma lei gli chiede di non cercarla mai più, mentre il detective ottiene la task force che aveva chiesto. Prima di partire, inoltre, Oliver incontra la ragazza che, anni prima, era rimasta incinta di suo figlio: lui crede che la gravidanza sia stata interrotta, ma non è così, e infatti il bambino la aspetta a casa. Oliver, però, non sospetta nulla.
Di notte, un senzatetto viene avvicinato da due balordi che vogliono rapinarlo, ma l’uomo non è affatto indifeso: si tratta del redivivo Ronnie Raymond (Robbie Amell), e il suo corpo comincia a emanare fiamme…

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Già nella collisione adombrata dal titolo, Flash Vs. Arrow esprime le buone potenzialità che un universo condiviso può offrire, placando la sete dei fan con uno scontro soddisfacente e inedito (per la televisione) tra due noti supereroi. Il cross-over gioca infatti sulle palesi differenze che intercorrono tra Barry Allen e Oliver Queen, e che riguardano anche i rispettivi show: da un lato c’è la fantascienza luminosa e stravagante di The Flash, e dall’altro l’azione cupa e brutale di Arrow, che peraltro corrispondono a due modelli diversi di supereroe, a due approcci opposti e antitetici. Se il Velocista Scarlatto si pone come angelo custode della città, presenza semidivina e apparentemente ubiqua che interviene all’improvviso per salvare i suoi concittadini da ogni pericolo, l’Arciere di Smeraldo ha invece le fattezze di un vigilante notturno che affronta il crimine in modo più diretto, utilizzando gli stessi sistemi – tortura, violenza, coercizione – dei nemici che combatte. Questa disparità partorisce i maggiori contrasti dell’episodio, che prendono piede dalla diffidenza di Joe e Wells (preoccupati dell’influenza che Arrow potrebbe esercitare sul loro giovane protetto) e sfociano poi nel rapporto altalenante fra Oliver e Barry, laddove il primo sostiene il valore dell’esperienza e della strategia, mentre il secondo predilige la cieca affidabilità dei suoi incredibili poteri, che lo conducono ad agire in modo scriteriato. Ne risulta, complice la manipolazione empatica da parte di Roy Bivolo/Prism, uno scontro fisico altamente spettacolare su cui Cisco e Diggle sono pronti a far partire un giro di scommesse, ma il cui esito non è affatto scontato: i poteri di Flash e l’abilità di Arrow si equivalgono, ma l’esperienza in combattimento di Oliver è sufficiente per bloccare l’amico e liberarlo dall’influsso di Prism.

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L’episodio è quindi molto divertente, teso e ben ritmato, anche se pecca in un paio di snodi narrativi: la cattura finale di Bivolo, lasciata fuori campo, sembra una soluzione un po’ troppo comoda per chiudere la faccenda, e dimostra che la presenza dell’anonimo supervillain – di cui non conosciamo nemmeno le origini – è completamente strumentale, utile solo a giustificare la battaglia fra i due supereroi (anche se, in tal senso, funziona bene); inoltre, il modo in cui Harrison Wells scopre l’identità segreta di Arrow resta abbastanza nebuloso, come se mancasse un passaggio all’interno della storia. È probabile che Wells abbia utilizzato il metodo deduttivo, ma si tratta comunque di una svolta troppo affrettata e repentina, quindi un po’ straniante. L’intrattenimento non ne risulta però compromesso, anche perché svariate scene o linee dialogiche suscitano più di un sorriso: dalla camicetta in fiamme di Felicity («I’m glad I decided not to go bra-less») allo stupore costante di Diggle («Una volta mio cugino è stato colpito da un fulmine. Ha sviluppato solo la balbuzie»), fino all’insofferenza di Oliver per l’abitudine di attribuire soprannomi ai criminali. Ovvero:

Oliver: «Parleremo più tardi di te che dai stupidi nomi in codice ai tuoi nemici.»
Barry: «Oh, intendi davanti a un caffè con Deathstroke e la Cacciatrice?»

2

Bonus conclusivi: Oliver ritrova la ragazza che aveva messo incinta anni prima, quand’era ancora lo stupido rampollo della famiglia Queen, ma non sa che lei ha tenuto il bambino. Nei fumetti, il figlio di Oliver si chiama Connor Hawke, e diventa il secondo Freccia Verde. Inoltre, la scena finale ci mostra un redivivo Ronnie Raymond, ora equipaggiato con i devastanti poteri di Firestorm… che la mini Justice League stia prendendo forma?

La citazione: «Io credo ancora in te, Barry.»

Ho apprezzato: i naturali contrasti tra Flash e Arrow; la seriosità di Oliver contrapposta alla giocosità di Barry; lo scontro fra i due supereroi; l’insofferenza di Oliver per i nomi in codice dei criminali; l’incredulità di Diggle; Felicity.

Non ho apprezzato: la cattura “fuori campo” di Bivolo; la scarsa caratterizzazione del criminale; Wells che scopre l’identità segreta di Arrow dal nulla.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.


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