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The Flash, la recensione del mid season finale: The Man in the Yellow Suit

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Man in the Yellow Suit, nono episodio nonché mid season finale di The Flash, racconta il primo scontro tra Barry Allen e la sua nemesi, l’Anti-Flash, che uccise sua madre quand’era bambino. Nel frattempo, però, un altro eroe muove i primi passi a Central City…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

C’è aria di festa in città. Barry (Grant Gustin) e Joe (Jesse L. Martin) stanno decorando l’albero natalizio, mentre strong>Iris (Candice Patton) prepara l’eggnog. I due ragazzi decidono di scambiarsi i doni in anticipo, e Iris è piacevolmente sorpresa quando scopre che Barry le ha regalato una catenina con la replica dell’anello nuziale di sua madre, perso molti anni prima. In seguito, Eddie (Rick Cosnett) le propone di trasferirsi a casa sua, ma è preoccupato che Barry provi qualcosa per lei.
Nel frattempo, un uomo con un costume giallo, dotato degli stessi poteri di Flash, si introduce nella sede dei Mercury Labs, uccide due guardie e cerca di rubare un prototipo che consente di imbrigliare i tachioni, particelle superluminali che permetterebbero di superare la velocità della luce. Harrison Wells (Tom Cavanagh) comincia a progettare una trappola insieme a Caitlin (Danielle Panabaker) e Cisco (Carlos Valdes), ma ha bisogno che il suddetto prototipo faccia da esca. Seppur recalcitrante, la Dott.ssa Tina McGee (Amanda Pays), capo dei Mercury Labs, è costretta a prestare il dispositivo agli S.T.A.R. Labs e alla polizia, che quindi organizzano la trappola. Intanto, però, l’uomo con il costume giallo fa visita a Barry, sfidandolo in un inseguimento che si conclude nello stadio di Central City. Il misterioso velocista è troppo rapido, e sembra sempre un passo davanti a Flash, che non riesce mai a colpirlo. Dopo averlo malmenato, il velocista gli profetizza che il suo destino è perdere contro di lui, e poi sparisce.
Umiliato e preso dallo sconforto, Barry va a trovare suo padre (John Wesley Shipp), e gli dice di sentirsi in colpa per non essere riuscito a catturare l’assassino. Henry, però, lo sprona a guardare avanti e vivere la sua vita, poiché non può più lasciarsi frenare dall’ossessione per l’uomo in giallo. Barry capisce quindi che deve confessare a Iris i suoi sentimenti, e lo fa: la ragazza è commossa e sorpresa, ma Barry le dice che sa di essere arrivato tardi, e non vuole mettersi fra lei e Eddie.
Caitlin, invece, sperimenta una sorpresa ancor più grande. Nel garage di un centro commerciale, avverte una presenza alle sue spalle: è Ronnie Raymond (Robbie Amell), il suo fidanzato, creduto morto nell’incidente all’acceleratore di particelle. Ronnie però non si ricorda di lei, e le volta le spalle dopo aver sprigionato delle fiamme dal suo corpo. Caitlin si fa aiutare da Cisco – armato di contatore Geiger – per ritrovarlo, ma ottiene lo stesso risultato: Ronnie non riconosce né lei né il suo nome, ma si è autonominato Firestorm (“tempesta di fuoco”). Ronnie, confuso, se ne va dopo aver dato prova dei suoi poteri.
Agli S.T.A.R. Labs, la trappola è pronta, ma Joe e Wells non vogliono che Barry resti nei paraggi, poiché ritengono sia troppo instabile e coinvolto emotivamente. Il piano funziona: l’uomo in giallo, nel tentativo di recuperare il prototipo dei Mercury Labs, si ritrova intrappolato in un campo di energia, circondato da Wells, Joe, Eddie e una task force della polizia. Lo scudo comincia però a fluttuare, e permette all’uomo – che sostiene di essere l’Anti-Flash – di afferrare Wells e portarlo all’interno del campo di forza, dove comincia a picchiarlo. Joe distrugge il generatore dello scudo per salvare Wells, ma l’Anti-Flash ruba il prototipo, mette al tappeto tutta la squadra, disarma Eddie e aggredisce Joe. Flash, contattato da Caitlin, interviene appena in tempo, e i due velocisti cominciano a lottare. L’Anti-Flash è però troppo forte: smaschera Barry e lo scaraventa a terra, ma un’improvvisa fiammata lo travolge… è Firestorm! L’Anti-Flash, costretto a fuggire, dice a Barry che la loro corsa non è ancora finita. Firestorm intima a Caitlin di non cercarlo più, e vola via.
Alla fine, casa West ospita una festa natalizia cui sono invitati anche Caitlin e Cisco, e quest’ultimo rivela a Joe che, quando la madre di Barry è stata uccisa, non era presente un solo velocista, ma due: Barry sostiene infatti di aver visto lampi gialli e rossi attorno a sua madre, che corrispondono all’energia emanata da Flash e dall’Anti-Flash. Barry, intanto, si congratula con Iris e Eddie per la loro decisione di andare a vivere insieme. Wells, nella sua stanza segreta, indossa un anello di Flash e apre uno scompartimento nel muro: al suo interno c’è il costume giallo dell’Anti-Flash, a cui Wells applica il prototipo dei Mercury Labs. «Buon Natale» dice lo scienziato, con la voce alterata dell’uomo in giallo.

2

Giunto al finale di metà stagione, The Flash non si limita a consolidare il suo primato fra le serie tv supereroistiche, ma s’impone come l’unico scampolo di Silver Age che ancora resiste sul piccolo schermo: The Man in the Yellow Suit combina infatti alcuni fattori tipicamente “moderni” (più che “post-moderni”) per intrecciare i problemi di Barry Allen con i superproblemi di Flash, giocando costantemente sul riflesso incrociato fra le due identità. Ne risulta un personaggio che rischia di rimanere cristallizzato nelle sue ossessioni e nei suoi traumi personali, come accade a molti eroi della rivale Marvel Comics (l’Uomo Ragno in primis): il dolore per la morte della madre, l’ossessiva ricerca del colpevole e la scoperta dei superpoteri, con tutte le inevitabili conseguenze della doppia identità, inibiscono il carattere di Barry nella sua vita privata, allontanandolo dalla maturazione sentimentale e dal compimento dei suoi desideri; in compenso, però, il giovane velocista si sente schiacciato dal senso di colpa (per non aver catturato l’Anti-Flash e scagionato suo padre) e da un altrettanto gravoso senso d’inadeguatezza (nei confronti dell’amata Iris). Tutto questo a causa della sua nemesi: l’Anti-Flash è l’avversario definitivo, opposto e speculare anche sul piano cromatico, e innesca una reazione a catena che influisce su Barry a livello intimo e personale, non solo supereroistico. La convinzione di non poter reggere il suo passo – perché il nemico è fisicamente più veloce, oltre che avvantaggiato da una maggiore consapevolezza dei fatti – accresce l’inadeguatezza sopracitata e abbatte l’autostima dell’eroe, dimostrando come Flash si trovi soltanto all’inizio del suo lungo percorso formativo.

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Ma, se The Man in the Yellow Suit funziona così bene, è anche merito della tensione che attraversa costantemente l’episodio, e del senso di minaccia che suscita l’Anti-Flash: una figura quasi intangibile e dall’apparenza demoniaca (per gli occhi fiammeggianti), nonché vibrante di energia. Sappiamo però che in lui non c’è nulla di sovrasensibile, è umano, ma chi si cela dietro alla sua maschera? Possibile che sia davvero Harrison Wells? O meglio, una sua versione futura? Come soluzione sembra sin troppo prevedibile, e quindi non è da escludere che gli autori abbiano in serbo dell’altro… anche perché il comportamento di Wells è sempre stato molto ambiguo, e spesso ha agito per tutelare Flash, non per distruggerlo. Comunque, il lato spettacolare è molto soddisfacente: i combattimenti tra i due Velocisti non solo dimostrano la buona qualità degli effetti speciali (in rapporto ai budget televisivi), ma si caricano anche di una certa forza emotiva… e poi, diciamo la verità, l’inaspettato intervento finale di Firestorm è fonte di esaltazione per tutti gli appassionati. Probabilmente sarà il primo di molti team-up.

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Un ottimo mid season finale, insomma, dove azione, tensione e sentimento trovano un adeguato equilibrio, ed esprimono l’essenza del supereroe nella sua forma più pura, scevra dalle contaminazioni del “realismo” e del disincanto post-moderno. Bonus per i fan: Amanda Pays torna nel ruolo della Dr.ssa Tina McGee, da lei già interpretata nella serie del 1990. All’epoca era la principale alleata di Flash, mentre qui non sembra altrettanto collaborativa.

La citazione: «Il tuo destino è perdere contro di me, Flash.»

Ho apprezzato: la tensione dell’episodio; la minacciosità dell’Anti-Flash; l’intervento finale di Firestorm; i momenti intimi di Barry con suo padre e con Iris.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.

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