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Arrow, la recensione del mid season finale: The Climb

Arrow, la recensione del mid season finale: The Climb

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Climb, nono episodio nonché mid season finale della terza stagione di Arrow, culmina con un momento drammatico: il primo scontro fra Oliver Queen e Ra’s al Ghul

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Arrow (Stephen Amell) consegna un criminale a Quentin Lance (Paul Blackthorne), ma viene circondato dai ninja della Lega degli Assassini, che lo tramortiscono e lo portano al cospetto di Nyssa al Ghul (Katrina Law). Fra loro c’è anche Maseo Yamashiro (Karl Yune), che ha rinnegato il suo nome in seguito agli eventi di Hong Kong. Nyssa dà un ultimatum a Oliver: se entro 48 ore non consegnerà il killer di Sara (Caity Lotz), la Lega degli Assassini comincerà a uccidere i cittadini di Starling City. Intanto, Thea (Willa Holland) scopre da Laurel (Katie Cassidy) che Sara non c’è più, e promette di non dirlo a nessuno. Laurel comunica questa tragica notizia anche a sua madre Dinah (Alex Kingston), in visita a Starling per il Natale, e si assicura che non ne parli con Quentin, poiché ne soffrirebbe a tal punto da rischiare la vita; Dinah le chiede di trovare il killer e di fargliela pagare.
Ray Palmer (Brandon Routh) si scusa con Felicity (Emily Bett Rickards) per essere sparito dopo averla baciata: si era sentito in colpa nei confronti della sua fidanzata, uccisa davanti ai suoi occhi mentre l’esercito di Slade metteva la città a ferro e fuoco. Ray svela a Felicity che ha progettato una tecnologia in grado di ridurre le dimensioni degli oggetti a livelli minimali, e anche una tuta chiamata A.T.O.M. (Advanced Technology Operating Mechanism), che gli permetterà di agire in difesa della città. Con l’aiuto di Felicity, ovviamente.
La brillante programmatrice ha però le mani occupate dalle indagini sulla morte di Sara, e scopre che sulla freccia scoccata dal killer c’è un DNA che può corrispondere a quello di Oliver o di Thea… e dato che non è stato Oliver a ucciderla, evidentemente la colpevole è Thea. Malcolm Merlyn (John Barrowman) si reca da Oliver, e gli mostra un filmato in cui si vede chiaramente che è stata proprio Thea a scoccare le frecce: la ragazza, però, si trovava sotto l’effetto di una droga che ha praticamente annullato la sua volontà, e non ricorda niente. Malcolm vuole che Oliver si finga colpevole davanti alla Lega degli Assassini, e richieda un processo per combattimento contro Ra’s al Ghul (Matt Nable): in questo modo, se Ra’s venisse sconfitto, tutti i debiti di morte si annullerebbero, e sia Malcolm sia Thea avrebbero salva la vita. Oliver capisce che non ha altra scelta, incontra Ra’s e gli dice di essere colpevole. Nessuno gli crede, ma Ra’s accetta la sfida per punire Oliver, reo di aver cercato di ingannarlo: il giovane Queen dovrà raggiungere la cima di una montagna innevata, in un luogo sacro alla Lega, e lì si svolgerà il combattimento. Dopo aver salutato i suoi amici e aver detto a Felicity che la ama, Oliver parte per la missione.
Parallelamente, nei flashback a Hong Kong, Maseo e Oliver scoprono che China White (Kelly Hu) vuole impossessarsi di un virus molto pericoloso, e torturano uno dei suoi uomini per ottenere maggiori informazioni. China White, però, irrompe nella casa di Maseo e attacca sua moglie Tatsu (Devon Aoki), costringendola a battersi. Al loro ritorno, Oliver e Maseo trovano soltanto il figlio di quest’ultimo, terrorizzato perché sua madre è stata rapita.
Giunto sulla cima della montagna, Oliver sceglie le sue armi – una coppia di spade corte – e affronta Ra’s al Ghul. Il capo degli Assassini gli sottrae una delle spade, e per Oliver non c’è alcuna possibilità: Ra’s sembra imbattibile. Trafigge il ragazzo con la spada e, dopo aver recitato una preghiera per la sua dipartita, lo getta dal dirupo…

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Com’era già successo un anno fa, anche stavolta la pausa invernale giova moltissimo alle avventure di Oliver Queen: The Climb è infatti la puntata migliore degli ultimi mesi (anzi, forse persino dell’intero 2014), e intrattiene un rapporto speculare – puramente involontario, sia chiaro – con il mid season finale della seconda stagione. Laddove quell’episodio narrava la rinascita di Oliver, e quindi la sua trasformazione da vigilante a supereroe, The Climb ne mostra invece la caduta, sia letterale sia metaforica. Ovviamente non sarà la sua fine: nessuno è così ingenuo da credere che il protagonista della serie, nonché personaggio iconico dei fumetti, concluda la sua parabola umana e supereroistica nel corso della terza stagione. Possiamo però supporre che questo trauma, e le conseguenti modalità della sua futura “resurrezione”, faranno di lui un uomo nuovo, all’interno di quel percorso formativo che presumibilmente lo condurrà ad assumere il nome di Green Arrow, Freccia Verde, come nei fumetti DC. In tal senso, la fonte d’ispirazione potrebbe essere ancora il Batman di Christopher Nolan, che rinasce a nuova vita dopo la brutale sconfitta per mano di Bane in The Dark Knight Rises: Arrow deve molto alla trilogia del regista inglese, in termini di approccio alla materia e rilettura dei personaggi.

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Ma, oltre all’epilogo drammatico e certamente inaspettato, The Climb vanta alcune indubbie qualità strutturali: il racconto è più solido e compatto rispetto agli episodi recenti, poiché sfrutta l’omicidio di Sara come fulcro narrativo attorno cui far ruotare l’intreccio, collegandovi anche le sottotrame di Malcolm Merlyn e Thea (la cui colpevolezza era francamente difficile da prevedere). C’è una discreta tensione che aleggia sull’episodio, accompagnata da un senso d’inelluttabilità che culmina nel duello finale, e nei flash mnemonici di Oliver che, in punto di morte, rivede alcuni momenti importanti della sua vita. In effetti, al centro della trama c’è proprio Oliver Queen, non la sua controparte incappucciata: Arrow compare poche volte, e il combattimento contro Ra’s al Ghul si svolge a volto scoperto e torso nudo, come si conviene alle logiche del fan service. Matt Nable, dal canto suo, è accettabile nel ruolo di Ra’s, ma gli manca una sfumatura di regalità che renderebbe il personaggio più imponente.

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In ogni caso, la momentanea assenza di Oliver permetterà ad Arsenal – finora poco sfruttato – di acquisire maggior centralità, mentre all’orizzonte si staglia il debutto di un altro supereroe, Atom, la cui uniforme ci è stata mostrata in una previsualizzazione olografica. Come già Oliver prima di lui, anche Ray Palmer ha chiesto il supporto di Felicity, e la sua reazione sconsolata è piuttosto eloquente: «Perché succede sempre a me?».
Appuntamento a fine gennaio per i nuovi episodi.

La citazione: «Perdonalo, e abbi pietà di lui. Scusalo, e concedigli il perdono. Rendi onorevole la sua accoglienza. Proteggilo dalla punizione della tomba… e dal tormento delle fiamme.»

Ho apprezzato: la tensione dell’episodio; la struttura solida, che ruota attorno all’omicidio di Sara; Ray che chiede aiuto a Felicity; il duello tra Oliver e Ra’s al Ghul; il cliffhanger finale.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Arrow sul nostro Episode39 a questo LINK.

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