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Zak Penn ha finito lo script di Ready Player One, ma iniziano i problemi per le licenze…

Di Marlen Vazzoler

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Dopo la vendita – per un assegno a sette cifre della Random House – dei diritti di pubblicazione per il nord America del primo libro di Ernie Cline (Fanboys), Ready Player One (in Italia Player One, ndr.), il romanzo è stato al centro di un’accesa asta per i diritti cinematografici che ha visto la Warner Bros emergere vincitrice contro la Paramount, la Fox e la Temple Hill Entartainment. L’interesse dei compratori era nato dall’opportunità di poter usare le tecnologia per creare un mondo virtuale, inoltre gli era piaciuta la possibilità di potersi immedesimare nel protagonista, Wade.

Ecco la sinossi del libro disponibile su Amazon.it:

Il mondo è un brutto posto. Wade ha diciotto anni e trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa amicizia, ci si innamora, si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale, oppresso da guerre e carestie. Ma un giorno James Halliday, geniale creatore di OASIS, muore senza eredi. L’unico modo per salvare OASIS da una spietata multinazionale è metterlo in palio tra i suoi abitanti: a ereditarlo sarà il vincitore della più incredibile gara mai immaginata. Wade risolve quasi per caso il primo enigma, diventando di colpo, insieme ad alcuni amici, l’unica speranza dell’umanità. Sarà solo la prima di tante prove: recitare a memoria le battute di Wargames, penetrare nella Tyrell Corporation di Blade Runner, giocare la partita perfetta a Pac-Man, sfidare giganteschi robot giapponesi e così via, in una rassegna di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario pop degli anni ’80, a cui OASIS è ispirato.

Il libro non solo ha ricevuto diversi riconoscimenti ma è diventato una lettura obbligatoria per le matricole di diverse università e per i nuovi dipendenti di compagnie come la Oculus e Zynga.

Inizialmente l’adattamento del romanzo era stata affidato a Cline e a Eric Eason ma quattro anni dopo, questa estate, l’incarico è passato a Zak Penn (The Avengers). I due scrittori (Penn e Cline) sono diventati buoni amici grazie all’escavazione delle copie di E.T. della Atari in un sito del New Mexico, inoltre Penn ha intervistato Cline per il suo documentario Atari: Game Over.

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La sceneggiatura è stata da poco conclusa ma lo studio non ha ancora cominciato a chiedere ai detentori delle opere menzionate nello script, le rispettive licenze. Penn ha spiegato a Nerd Report:

“Quello non accadrà fino a quando non cominceremo a fare il film. Mettiamola così, ho preso delle grosse libertà nello script, non così tante come nel libro. Se dovessimo avere le licenze delle cose che ci sono nel libro, ci costerebbe un miliardo di dollari. Scrivi uno script e poi sfrutti le tue possibilità e dici ‘Questo è quello che faremo, qui è dove prenderemo le macchine e le scene da questi film e da queste proprietà’, e poi speri che otterrai i diritti, ma non siamo ancora a quel punto. Ho appena finito lo script.
Quando inizi a entrare in produzione e nel casting, allora cominci a guardare e a dire ‘Okay, possiamo ottenere i diritti di Donkey Kong?’ o quello che hai. È molto diverso in un film rispetto a un documentario dove puoi dichiarare l’uso equo e farlo”.

Ultimamente sono stati realizzati diversi film per cui sono state richieste delle licenze multiple, Ralph Spaccatutto, The Lego Movie, Pixels, Real Player One riuscirà a ottenere le licenze che permetteranno la realizzazione del film? Vedremo.

Penn ha inoltre trovato uno stratagemma per la realizzazione delle scene ambientate a OASIS (la realtà virtuale del libro), senza dare l’impressione di vedere qualcuno mentre gioca con un videogioco:

“Non vi dirò come l’ho fatto ma l’ho fatto ed ho ottenuto l’approvazione di Ernie. Lo script è stato già consegnato, sono davvero contento. Ci sono una serie di cose nel libro che sono incredibilmente visive e davvero facili da traslare in una sceneggiatura, e poi ci sono altre cose che non vuoi assolutamente tenere nella stessa forma in cui sono presenti nel libro. È stato davvero provvidenziale il fatto che ero spesso vicino a Ernie, così periodicamente gli dicevo ‘Ernie, senti questo. Ecco il modo in cui penso di fare questo’, se diceva ‘È incredibile fallo’, ero abbastanza contento, se non lo faceva, tornavo al tavolo da disegno”.

Donald De Line e Dan Farah si occuperanno della produzione di Ready Player One per la Warner Bros.

Fonti Deadline, The Wrap, nerdreport


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