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The Flash, la recensione del sesto episodio: The Flash Is Born

The Flash, la recensione del sesto episodio: The Flash Is Born

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Flash Is Born, sesto episodio di The Flash, mette Barry Allen contro un supercriminale che emerge dal suo passato, e che sembra indistruttibile: Girder

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Flash (Grant Gustin) cerca nuovamente di convincere Iris (Candice Patton) ad abbandonare il suo blog, ma lei non ne ha alcuna intenzione. Poi, le sirene della polizia lo attirano altrove: un uomo (Greg Finley) sta guidando un humvee rubato, e nemmeno i proiettili possono fermarlo. Eddie (Rick Cosnett) vede chiaramente che le pallottole gli rimbalzano sul viso, e quando Flash giunge sul posto e lo affronta, si rompe una mano dandogli un pugno. L’uomo, infatti, è in grado di trasformare la sua pelle in metallo. A terra per i colpi ricevuti, Flash riesce a scappare appena in tempo, e viene curato da Caitlin Snow (Danielle Panabaker) negli S.T.A.R. Labs.
L’uomo di metallo viene identificato come Tony Woodward, e Barry capisce perché gli sembrava familiare: Tony era infatti un bullo che lo tormentava quand’era piccolo, e ha acquisito i suoi superpoteri dopo essere caduto in una vasca di scarti siderurgici della fabbrica in cui lavorava, proprio durante l’onda di energia sprigionata dall’acceleratore di particelle. Cisco Ramon (Carlos Valdes) dice a Barry che, se vuole batterlo, deve colpirlo con maggiore velocità, e costruisce un manichino semovente d’acciaio per aiutarlo ad allenarsi. Il fatto, però, è che per danneggiare il suo avversario dovrà colpirlo a una velocità che superi quella del suono, prendendo una rincorsa di circa otto chilometri.
Intanto, la polizia ritrova l’humvee rubato, e Barry raccoglie alcuni frammenti che lo conducono a una vecchia cava abbandonata: il nascondiglio di Tony (soprannominato Girder da Cisco). Sul posto, però, Flash viene sorpreso dal nemico, che per poco non lo uccide scaraventandogli addosso un intero scaffale. Caitlin e Cisco intervengono in suo soccorso, mentre Tony rapisce Iris e la porta alla loro vecchia scuola elementare: le dice di aver ucciso l’eroe che lei tanto ammira, e vuole obbligarla a scrivere articoli su di lui, nuova “star” della città.
Nel frattempo, però, Barry si è ripreso: si è allenato con Rick e ha ricordato i saggi consigli di Joe (Jesse L. Martin), che lo convincono di poter sconfiggere il “bullo”. Iris fa scattare l’allarme antincendio della scuola, la polizia lo intercetta, e Barry corre sul posto. Dopo una lotta nel corridoio dell’edificio, Flash si ritrova ancora a terra, ma si rialza e corre via, coprendo una distanza di circa otto chilometri. Vuole abbattere il muro del suono. La sua corsa fa sbriciolare i vetri dei palazzi, un boato risuona nell’aria, e Barry si fionda di nuovo nella scuola, travolgendo Girder con un pugno supersonico. Il criminale cade a terra, fa per rialzarsi, ma Iris lo colpisce alla mascella con un altro pugno che lo mette al tappeto. Barry, dopo averlo chiuso nella prigione dell’acceleratore, gli rivela la sua identità, soddisfatto per la vittoria. Alla fine, Barry fa pace con Iris, e le suggerisce implicitamente che il misterioso eroe di Central City potrebbe essere chiamato… Flash! E così, Iris cambia il nome al suo blog.
Joe continua a indagare sulla morte della madre di Barry, e inizialmente sospetta che Harrison Wells (Tom Cavanagh) possa essere implicato nell’omicidio. Ma non è così. Mentre si trova in casa sua, però, accade qualcosa di spaventoso: un vortice di lampi travolge il soggiorno, e nel vortice si riesce a distinguere una figura vestita di giallo. Quando sparisce, Joe vede che anche la documentazione sull’omicidio è scomparsa; in compenso, però, l’assassino ha lasciato un messaggio: una foto di Iris con un pugnale conficcato nel petto, e una scritta che recita “fermati, oppure…”.

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Come molti supereroi della Silver Age (l’Uomo Ragno in primis), anche Flash ha un passato da piccolo nerd tormentato dai bulli, ma questo episodio gli consente di esorcizzare gli spettri della sua infanzia attraverso lo scontro – ora traslato in forma sovrumana – proprio contro uno di quegli aguzzini. In realtà, il Girder dei fumetti non intrattiene alcun legame con il passato di Barry Allen, e anche la sua resa visiva è molto diversa: nella serie tv, per esigenze di budget e di “verosimiglianza”, il supercriminale assume fattezze molto più simili a quelle di Colosso, l’imponente russo degli X-Men, ma questo non gli impedisce di garantire una certa spettacolarità nelle scene d’azione. Si tratta di una sfida dal carattere formativo per il buon Barry, con un grado di difficoltà persino maggiore rispetto agli altri avversari. Una sfida che, peraltro, si svolge sia sul piano fisico sia sul piano psicologico: da un lato, Barry deve accrescere le sue potenzialità superumane, poiché infrangere la barriera del suono è l’unico sistema per colpire Girder in modo efficace; e, dall’altro, deve superare un altro genere di barriera, tutta mentale, che si è autoimposto nel corso degli anni. Battere Girder equivale a porre un altro tassello sul suo percorso di giovane uomo, oltre che di giovane supereroe, perché lo aiuta a dimostrare la sua – perdonate l’eccesso retorico – “superiorità morale e intellettuale” rispetto a un individuo che sa sfruttare soltanto la forza e l’intimidazione per ottenere consenso. La scelta azzardata di rivelargli la sua identità segreta, alla fine, è emblematica di questo processo, ma anche di una soddisfazione ancora giovanile per aver sconfitto un’antica paura.

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La conseguenza di tutto questo è riassumibile nel titolo dell’episodio, The Flash Is Born. Con il superamento delle paure sopracitate, l’abbattimento del muro del suono e l’acquisizione del suo nome “ufficiale”, Flash si guadagna un ruolo iconico nell’immaginario collettivo, una vera e propria consacrazione. Ne deriva una delle puntate migliori dall’inizio della stagione: tutta giocata sugli scompensi morali di Barry, sulla forza devastante di Girder e sulla costruzione graduale di una scena memorabile per ogni appassionato, quella della prima corsa supersonica che culmina in un cazzotto degno di Street Fighter… anche se, paradossalmente, è il pugno di Iris a mettere k.o. il criminale. Eh, non ci sono più le fanciulle in pericolo di una volta (per fortuna).

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Un paio di bonus gustosi: Wells, quando scopre i poteri di Girder, dice «interessante… un uomo d’acciaio», ovvia citazione al soprannome di Superman. E poi, soprattutto, bisogna segnalare l’ottima scena conclusiva in cui appare di sfuggita Dr. Zoom, altrimenti noto come Anti-Flash, la più grande nemesi del Velocista Scarlatto. Il povero Joe ha avuto la prova che cercava, peccato però che non possa farci nulla…

La citazione: «Ora che abbiamo constatato di essere stati degli uber-nerd, cosa facciamo riguardo a Tony?»

Ho apprezzato: il parallelismo tra passato e presente di Barry; il nuovo tassello nel suo percorso formativo; la prima corsa supersonica; la consacrazione del nome di Flash; la scena finale con Anti-Flash.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.

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