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Interstellar, significati nascosti nella libreria di Murphy e nei nomi dei personaggi

Interstellar, significati nascosti nella libreria di Murphy e nei nomi dei personaggi

Di Valentina Torlaschi

interstellar libreria murph

[ATTENZIONE L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SULLA TRAMA]

Uscito nei cinema ormai quasi tre settimane fa, Interstellar è uno di quei film densi e stratificati di significati. Uno di quei film che bisogna vedere e rivedere per cogliere appieno i messaggi nascosti, gli enigmi sottili, gli scrupolosi dettagli che nascondono codici da decifrare. Nulla è casuale. E ovviamente non sono casuali i volumi messi in quella libreria in casa Cooper da cui arrivano i primi segnali misteriosi da una galassia lontanissima: quando, a inizio film, i testi continuano a cadere la piccola Murphy (Mackenzie Foy) è convinta che un fantasma lontano, da un pianeta di un’altra dimensione, le stia inviando un messaggio in codice: inizialmente nessuno le crede, ma sarà così in effetti. Ebbene, i libri che Christopher Nolan ha scelto da posizionare su quegli scaffali hanno anche loro dei rimandi segreti: il titolo di ognuno di quei testi ha per lui un significato preciso che richiama il mondo concettuale e di ispirazioni su cui la pellicola è stata costruita. A Wired, lo stesso Nolan ha raccontato nove di questi ester eggs sul dorso di copertina da cui noi abbiamo provato a derivare anche altre informazioni.

The Wasp Factory (La fabbrica degli orrori) di Iain Banks

La fabbrica degli orrori

La fabbrica degli orrori è un racconto allucinato e inquietante su un ragazzo 17enne che vive quasi come un eremita su un isolotto scozzese: lui è Frank Culdhame, lui è un giovane che odia tutti (il padre, ex hippy con manie da scienziato pazzo; la madre, che lo ha abbandonato subito dopo averlo messo al mondo; tutte le donne, quasi tutti gli uomini e la maggior parte degli animali) ed è stato definito come uno dei personaggi più cattivi della letteratura contemporanea, e non solo. Il richiamo è dunque al lato maligno-oscuro dell’uomo che nel film è incarnato dal personaggio di Mann (Matt Damon)? In realtà, Nolan ha dichiarato che The Wasp Factory l’aveva molto colpito perché «una volta letto, questo testo è qualcosa di indimenticabile, di stranamente commovente, un terribile racconto di un ragazzino e suo padre in una sorta di isolamento». Per questo è nella libreria di Murph.

Selected Poems (Selezione di poesie) di T. S. Eliot

eliot

«I concetti di spazio e tempo nella loro massima complessità sono espressi meglio nelle arti che nelle scienze in senso stretto. Per esempio, i Quattro quartetti di Eliot riescono a stimolare interesse e dibattiti al pari di un qualunque testo scientifico», così Nolan ha motivato la presenza di questa raccolta di poesie del grande scrittore premio Nobel Thomas Stearns Eliot (1888-1965). E del resto, il titolo ‘Interstellar’ è una sorta di citazione da un verso della terza strofa del poema East Coker che fa parte dei Quattro quartetti:

O dark dark dark. They all go into the dark,
The vacant interstellar spaces, the vacant into the vacant

Un po’ come nel film di Nolan, nei Four Quartets Eliot esplora, in un continuo viaggio tra esperienza umana e trascendenza, il significato di concetti come memoria, esperienza, scelta, solitudine perpetua, dolore e rassegnazione, vita e morte, guerra, fede, amore, felicità, vecchiaia e Storia visti come uno schema di “momenti senza tempo”. Eliot, del resto, è anche l’autore di The Wast Land (La terra desolata): poema-emblema in cui nel 1922 ha raccontato la crisi della civiltà occidentale martoriata dalle Guerre mondiali nell’immagine di una terra e un’umanità che non è più fertile.

The Stand (L’ombra dello scorpione) di Stephen King

king

Per Nolan, L’ombra dello scorpione richiama «uno scenario tetro che però ha sempre una sfera molto intima». Tanti, del resto, sono i richiami al libro di Stephen King che mostra un’ambientazione altrettanto apocalittica di quella di Interstellar in cui c’è una piaga da combattere, un mondo da salvare, e solo una donna (lì è Mother Abigail) lo può fare.

Gravity’s Rainbow (L’arcobaleno della gravità) di Thomas Pynchon

L’arcobaleno della gravità) di Thomas Pynchon

Su questo testo, Nolan è stato laconico e ha detto: «Il titolo più elegante. Di sempre». In effetti “L’arcobaleno della gravità” rimanda a un mondo fantascientifico (la “gravità”), ma anche a visioni affascinanti e magiche (l'”arcobaleno” coi suoi colori e con la leggenda della pentola di monete d’oro alla sua fine); e poi chissà che si sia voluto anche ricordare Gravity di Alfonso Cuaron. Il libro di Thomas Pynchon, in realtà, è un libro assurdo e psichedelico di 700 pagine ambientato nell’Inghilterra della seconda guerra mondiale minacciata dai missili V2, dove il tenente americano Tyrone Slothrop è dotato di una facoltà tutta particolare: avverte in anticipo la caduta dei razzi grazie all’eccitazione sessuale…

Emma di Jane Austen

emma

Con questo titolo, Nolan ha voluto fare un omaggio romantico. L’arcano è svelato infatti nella sua frase «Emma è il bel nome di questo bel libro di Jane Austen, ma il bel nome di una bella produttrice». E il riferimento è ça va sans dire a Emma Thomas, moglie del regista e produttrice di Interstellar nonché di tutti gli altri film scritti e diretti da Nolan.

A Wrinkle in Time (Nelle pieghe del tempo) di Madeleine L’Engle

Nelle pieghe del tempo

Su Nelle pieghe del tempo, romanzo science fantasy per ragazzi, Nolan ha detto: «Un bel fantasy, è stata la mia personale introduzione al concetto di dimensioni superiori, tra cui la nozione di tesseract». La storia del libro, ha inoltre qualche richiamo allo sci-fi Interstellar raccontando appunto di viaggi tra le pieghe delle varie dimensioni spazio-temporali che nelle pagine di Madeleine L’Engle si realizzano grazie al TESP-ACT. La protagonista è poi Meg Murry, una ragazzina che sta avendo un momento difficile: suo padre, l’astrofisico Dr. Jack Murry, è infatti misteriosamente scomparso.

Labyrinths (Raccolta di testi) di Jorge Luis Borges

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Anche qui Nolan è stato di poche parole: «Il nome dice tutto». Labyrinths è sì una raccolta di racconti di Borges che racchiude anche La libreria di Babele e Il giardino dei sentieri che si biforcano ma è anche il richiamo ai labirinti spazio-temporali percettivi della mente dell’uomo o anche al labirintico buco nero dove rimane intrappolato l’astronauta Cooper.

The Go Between (L’età incerta) di L.P. Hartley

L’età incerta

Uno degli aspetti più emozionanti ed intriganti di Interstellar è il paradosso a cui si arriva nel finale in cui Cooper (Matthew McConaughey) che dal buco nero invia segnali attraverso la libreria a sua figlia e al se stesso più giovane per impedirgli di partire: una situazione in cui l’età perde significato, in cui, proprio per richiamare il titolo del libro di L.P. Hartley, l’età è incerta. Nolan ha voluto mettere The Go Between (L’età incerta) di L.P. Hartley nella libreria di Murphy perché è un testo dove «le esperienze dell’infanzia echeggiano nella vita adulta. E poi è commovente, con una delle più belle frasi d’apertura di sempre».

Flatland: A Romance of Many Dimensions (Flatlandia. Storia fantastica a più dimensioni) di Edwin Abbott

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Quante dimensioni esistono? Esiste una quinta dimensione? Sono supposizioni fantasiose o hanno un appoggio scientifico? Nolan ha voluto citare Flatlandia. Storia fantastica a più dimensioni di Edwin Abbott mettendolo nella libreria di Murphy perché è «un tentativo molto leggibile e rimarchevole per farci cambiare il modo attuale in cui noi guardiamo il mondo intorno a noi».

E a proposito di altri più o meno significati nascosti nei nomi, pensiamo ai personaggi:

TARS ovvero STAR

Interstellar-Walking-Monolith-Robot

Tra i personaggi più originali e che più colpiscono di Interstellar c’è Tars: il robot a forma “monolitica” (l’omaggio al monolito di 2001: Odissea nello Spazio è apparso evidente sin dai primi spot) che sarà il fedele compagno di viaggio dell’astronauta Cooper tra le galassie e le stelle. E infatti TARS è si l’acronimo di “Time And Relative Space” (Tempo e Spazio Relativo) ma è anche l’anagramma di Star, stella. Perché lo squadro dell’uomo deve sempre puntare in alto, verso le stelle. Perché il nostro destino è sopra di noi.

Amelia Brand ovvero la nuova Amelia Earhart

AmeliaEarhart

Il personaggio dell’astronauta interpretata da Anne Hathaway si chiama Amelia e il richiamo abbastanza evidente è quello verso la temeraria e coraggiosa aviatrice Amelia Earhart (1898-1937), la prima donna a compiere da sola la traversata aerea dell’Atlantico e del Pacifico e che tentò anche il giro aereo del mondo, salvo poi scomparire misteriosamente insieme al copilota (sul personaggio, nel 2009, è stato fatto un film con Hilary Swank).

Dr. Mann ovvero il lato peggiore del Dr. Uomo

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Uno dei grandi colpi di scena di Intesterllar è stato il personaggio del dottor Mann, ossia l’ambiguo astronauta interpretato da Matt Damon, la cui partecipazione al film era stata stata tenuta all’oscuro, censurando il suo nome dalla sinossi e dalla lista del cast, e non facendolo partecipare alla campagna stampa del film. Come ha detto lo stesso Nolan: «Mann è sicuramente un nome gravoso. Ma dopo averlo così battezzato ho sentito che dovevo andare fino in fondo. È molto semplice: egoismo e codardia, è molto umano [da qui, “Man” in quanto “Uomo”]. È quel tipo di sequenza in cui odi il tipo perché pensi che stia facendo qualcosa che pensi potresti fare in una situazione simile. La solitudine e la disperazione ci faranno fare delle cose folli». Insomma il personaggio che ha messo a nudo il lato più debole, riprovevole e ambiguo di noi esseri umani: qualcosa che si condanna ma in cui in qualche modo ci si riconosce, perché lo spirito di sopravvivenza può portare a gesti estremi.

Interstellar è nelle sale dal 6 novembre 2014 (qui la programmazione). Per altre informazioni e curiosità, ecco anche la Pagina Facebook italiana. E inoltre:

• QUI la nostra recensione
QUI le 10 (non) recensioni da leggere
• QUI il nostro resoconto della conferenza stampa di Londra
• QUI le nostre foto sul red-carpet della première di Londra
• QUI il nostro incontro col protagonista Matthew McConaughey
QUI i 10 film che hanno influenzato Interstellar
QUI il nostro commento dopo la proiezione in 70 m

Fonti: Wired

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