Dragon Age Inquisition: La Recensione

Dragon Age Inquisition: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

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Difficile trovare un team di programmatori che abbia in campo RPG (occidentali) una lista così lunga di incredibili successi come Bioware: Baldur’s Gate, Star Wars Knights of The Old Republic, Neverwinter Nights e Mass Effect. Tra fantascienza e fantasy difficilmente gli amanti dei giochi di ruolo non troveranno il loro titolo preferito fra questi!

Ora, mentre milioni di fans aspettano novità sul già annunciato Mass Effect 4, il team debutta su Playstation 4 ed Xbox One, (oltre che tornare su Playstation 3, Xbox 360 e PC) con Dragon Age Inquisition. Dopo averlo testato a lungo, ve ne parliamo subito dopo aver visto questo filmato…

In Dragon Age Inquisition ci ritroviamo (in modo piuttosto rocambolesco fin dal primo istante di gioco), nel fantastico mondo di Thedas dove un gigantesco e misterioso squarcio nel cielo sta provocando danni enormi per l’arrivo di creature demoniache di cattiveria e grandezza variabile.

I giocatori dovranno vestire i panni dell’Inquisitore, l’unico in grado di chiudere lo squarcio (senza sapere in alcun modo da dove derivino i suoi ncredibili poteri) e guidare una squadra di eroi per scoprire la verità dietro l’imminente devastazione. La produzione di Electronic Arts torna al “classico” party di personaggi che dovranno farsi strada all’interno di un universo fantasy in cui si mescolano tradizione ed innovazione.

La tradizione è rappresentata dalla creazione del personaggio (potrete anche importare le scelte eseguite nei precedenti capitoli della serie) con la possibilità di scegliere genere, razza, abilità con ovviamente tutte i successivi upgrades per la crescita del personaggio in ogni suo aspetto.

Confermati ugualmente i dialoghi con scelte multiple e vari bivi narrativi che decreteranno una variazione nell’andamento della nostra avventura. Confermata anche l’incredibile capacità di Bioware di scrivere grandi storie: sin dal primo istante la tensione è veramente elevatissima ed è come se per ore vivessimo un permanente climax di un’avventura fantasy cinematografica. L’intreccio poi dei personaggi (tutti i principali sono caratterizzati in modo eccellente), le tematiche adulte, i tradimenti ed i complotti confermano Bioware al top in fatto di costruire i più credibili universi immaginifici all’interno di un videogame.

L’innovazione riguarda invece soprattutto il gameplay che alla tipica miscela action-party aggiunge elementi di strategia grazie alla pausa tattica. In pratica avremo modo didi fermare il tempo e impartire ordini dettagliati a ciascun personaggio del nostro gruppo. La pausa tattica ovviamente è opzionale ed in base alle attitudini personali sul preferire un approccio d’azione o di ragionamento, verrà utilizzato o meno.

L’altra grande macro innovazione è rappresentata dal Consiglio di Guerra: si tratta di una mappa delle regioni a disposizione in cui si tratterà di inviare nostri agenti per compiere operazioni di perlustrazione oppure per averne l’accesso, rendendo il tutto ancora più immersivo.

Sotto il profilo della longevità il titolo è letteralmente “mostruoso” nel senso che ci vogliono all’incirca 50 ore per completare la storyline principale che raddoppiano se vorremo completare anche le tantissime quest secondarie. Non manca neppure un accenno di multiplayer con alcuni dungeon da affrontare con gli amici. Sottolineiamo come “accenno” sia il termine più consono rispetto alla mastodontica avventura che potremo affrontare in single player.

Per quanto riguarda infine l’aspetto tecnico, per una volta cominciamo dal sonoro visto che quello di Dragon Age Origins è uno dei migliori sentiti nel corso degli ultimi anni: grandi composizioni orchestrali ed evocativi, tutto i dialoghi ottimamente doppiati (in inglese ma con i sottotitoli in italiano) ed un numero impressionante di effetti sonori per essere veramente avvolti nell’universo immaginifico di DAI.

Sul fronte grafico invece, il gioco si presenta molto bene grazie la mole impressionante di ambienti di gioco e personaggi presenti nel corso della lunghissima avventura che vivremo. Soprattutto la varietà e la qualità delle ambientazioni lascia veramente senza fiato in taluni frangenti. Si percepisce veramente l’incredibile lavoro artistico e di progettazione oltre che di cura dei dettagli e di voglia di stupire.

Niente è stato lasciato al caso ed il motore grafico riesce ad essere convincente anche per l’utilizzo che ne viene fatto nel corso delle scene di intermezzo. Peccato solo per qualche bug che si incontra nel corso del gioco di cui ovviamente avremmo fatto a meno ma che di certo non sono così gravi da inficiare pesantemente la nostra esperienza di gioco.

Insomma, Bioware difficilmente poteva debuttare meglio su Playstation 4 ed Xbox One: Dragon Age Inquisition ci ha rapito alla nostra vita sociale per tantissime ore e ci ha fatto immergere in un mondo ricco di fascino, vivo come non mai. Un kolossal da consigliare senza esitazione a patto ovviamente di avere anche soltanto un minimo di empatia con genere videoludico di appartenenza ed atmosfere tipicamente fantasy.

VOTO: 9

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