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Constantine, la recensione del secondo episodio: The Darkness Beneath

Di Lorenzo Pedrazzi

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The Darkness Beneath, secondo episodio di Constantine, non solo conferma i dubbi suscitati dal pilot, ma li rende ancora più espliciti: la serie di David S. Goyer e Daniel Cerone non comincia sotto i migliori auspici…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

John Constantine (Matt Ryan), esaminando la mappa che gli permette di individuare l’attività demoniaca, scopre che sta succedendo qualcosa in una cittadina mineraria della Pennsylvania occidentale, e vi si reca per indagare. In effetti, la miniera di carbone è al centro di alcune morti misteriose, l’ultima delle quali riguarda Lannis Cadogan, un uomo che, sotto la doccia, viene arso vivo da un getto fiammeggiante.
In città, John incontra Zed (Angelica Celaya), una giovane artista che sostiene di aver visto il suo volto in sogno, e che da allora disegna compulsivamente suoi ritratti. Dopo averla liquidata con scarso interesse, l’investigatore dell’occulto raggiunge la casa di Cadogan, dov’è in corso la veglia per la sua morte. Dal bagno preleva un campione del liquido nero che era fuoriuscito dalla doccia prima delle fiamme, ma viene sopreso dalla moglie dell’uomo (Leisha Hailey), una donna di origini zingare che in quella cittadina ha trovato solo delusioni. Dopo un maldestro tentativo di seduzione, che John respinge all’istante, lei lo fa cacciare di casa. John torna allora alla sua camera d’albergo, dove trova Zed ad aspettarlo. La ragazza gli dimostra di essere chiarosenziente (può percepire la natura o l’origine delle cose tramite il contatto), e John le versa sulla mano una porzione di liquido nero: Zed ne individua l’origine in una piccola chiesa della città, che però si rivela essere abbandonata; eppure, è da lì che qualcuno ha evocato gli spettri che tormentano la miniera. John, dopo aver praticato un incantesimo, capisce infatti che i responsabili sono i Coblynau, fantasmi che avvertono i minatori di un crollo imminente bussando contro le rocce nel sottosuolo. Gli omicidi hanno coinvolto solo i capi della miniera (che insistono a scavare nonostante la pericolosità del luogo), e John inizialmente ritiene che sia stato l’ex parroco a evocare i Coblynau, poiché l’uomo ha perso suo figlio proprio mentre lavorava sottoterra; questa supposizione, però, è sbagliata. In seguito, gli spettri uccidono il presidente della società mineraria, ma John riesce a salvare suo figlio pronunciando una formula che “rammenta” al Coblynau la sua indole protettiva. Insieme al parroco, lui e Zed fanno esplodere l’ingresso della miniera per sigillarla, poi John torna dalla moglie di Cadogan. È stata lei a chiamare gli spettri, utilizzando la magia nera del suo popolo. La donna ordina ai Coblynau di uccidere John, ma lui evoca il fantasma di suo marito, che la trascina nel sottosuolo con sé.
Alla fine, il parroco riprende le sue funzioni religiose, mentre Zed – pur consapevole dei pericoli – accetta di restare al fianco di John per aiutarlo nelle sue imprese.

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Si dice che il secondo album sia il più difficile nella carriera di un artista, ma lo stesso discorso potrebbe valere anche per il secondo episodio di una serie televisiva, che spesso si rivela inferiore rispetto al pilot (d’altra parte, il pilot funge da biglietto da visita per uno show, dunque l’impegno profuso nella sua realizzazione è generalmente maggiore). Il punto, però, è che il debutto di Constantine non è stato certo brillante, e costituisce una misero terreno su cui erigere la serie: ne deriva una seconda puntata ancor più debole, che amplifica in modo impietoso le carenze del pilot, senza peraltro approfondirne gli sporadici pregi. La costruzione narrativa fondamentalmente verticale, basata sul “demone della settimana” da sconfiggere, non fa altro che evidenziare le similitudini con Supernatural, eppure Constantine non si sforza troppo per caratterizzare questa formula con una propria personalità, sprecando così la sua nobile radice fumettistica. Ma il fumetto DC/Vertigo, nelle mani della NBC, subisce un notevole processo di edulcorazione e “normalizzazione”, tanto più palese nella sceneggiatura di The Darkness Beneath: John Constantine conserva giusto un po’ di sarcasmo e di strafottenza, ma non c’è spazio per la sua ambiguità morale o per il clima macabro delle sue avventure, che qui si conformano al livello medio del fanta-horror televisivo, vicinissimo al sopracitato Supernatural e persino a Sleepy Hollow. In tale contesto, la bravura e le capacità mimetiche di Matt Ryan rischiano seriamente di essere sprecate: l’attore gallese meritava qualcosa di meglio, in termini di caratterizzazione del personaggio.

Constantine - Season 1

La nuova protagonista femminile, Zed, per il momento fatica a imporsi come valida alternativa a Liv, e le espressioni da cucciolo spaurito di Angelica Celaya non sono di grande aiuto. L’idea alla base della trama è abbastanza intrigante, soprattutto perché attinge – mutandone alcuni elementi – alla mitologia del folclore gallese, ma il suo sviluppo è confuso e totalmente privo di suspense, oltre che piuttosto nebuloso quando cerca di fornire una spiegazione all’accaduto. L’elemento più interessante risiede nel modus operandi di John: al contrario di molti suoi colleghi (tra cui i fratelli Winchester), John usa raramente la forza fisica o le armi per sopraffare gli avversari, poiché preferisce affidarsi a riti esoterici e incantesimi che derivano dalle sue conoscenze dell’occultismo, a cui aggiunge la sua proverbiale scaltrezza. Per il resto, però, le percezioni di Zed sembrano un espediente sin troppo “comodo” per sbloccare le situazioni di stallo, mentre sul piano visivo non si riscontrano soluzioni particolarmente originali, anzi, il lato immaginifico e spettacolare è ancor più povero rispetto al primo episodio.

La citazione: «Niente grida vendetta più della morte per mano di un demone.»

Ho apprezzato: l’interpretazione di Matt Ryan; i riferimenti al folclore gallese; l’utilizzo degli incantesimi al posto della forza.

Non ho apprezzato: l’assenza di suspense; la scarsa originalità sul piano visivo; l’interpretazione di Angelica Celaya; la confusione degli sviluppi narrativi; l’edulcorazione del personaggio.

Potete scoprire, votare e commentare tutti gli episodi di Constantine sul nostro Episode 39 a QUESTO LINK.


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