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Assassin’s Creed Unity: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Assassins

Quando uscì il primo Assassin’s Creed, in pochissimi riuscirono a scorgere l’impatto che il titolo di Ubisoft avrebbe avuto nelle produzioni a venire. Punti di forza della produzione, erano sicuramente la rivisitazione del concetto di open-world  grazie alle notevoli capacità atletiche del protagonista, la trama ben strutturata ed una veste grafica fuori parametro, per i tempi. Dopo tanti episodi in varie epoche storiche, la serie è finalmente  arrivata in Francia (sede proprio di Ubisoft), nel periodo storico sicuramente più suggestivo della nazione: quello della Rivoluzione.

Proprio la questione della Rivoluzione Francese è il primo motivo di discussione nel gioco. Avremo infatti modo di incontrare personaggi realmente esistiti come Robespierre e Napoleone. Proprio i contorni con cui sono state “disegnate” queste figure storiche hanno fatto storcere il naso a qualche parlamentare transalpino ed anche a chi sta scrivendo la recensione per una distorsione eccessivamente negativa di tali personaggi, ma forse non è il caso di prendere il gioco come un volume di storia (di certo però con questo videogame giocano milioni di giovani che facilmente possono assumerlo come riferimento principale per la loro conoscenza storica…).

Come nei precedenti capitoli, anche la trama di Assassin’s Creed Unity ha due piani di lettura. Uno è ai nostri giorni, dove il conflitto fra le potenti e misteriose sette dei templari e quella degli assassini continua senza sosta se pur, rispetto ai precedenti capitoli, l’importanza di questa parte è stata ampiamente ridotta.

L’altra ci vede invece rivivere i ricordi di un Assassino “parigino” del 1789.  Arno sin da piccolo viene segnato da misteriose uccisioni ed intraprenderà un viaggio pericolosissimo per svelare le vere forze che si celano dietro la Rivoluzione. La sua missione lo porterà nel bel mezzo di una spietata lotta per il destino di una nazione e… non vi sveliamo altro per non rovinarvi le tantissime sorprese della trama!

Proprio il nostro alter ego virtuale è uno degli aspetti in cui Ubisoft ha maggiormente innovato il titolo: Arno infatti sarà gestibile come un personaggio di un gioco di ruolo, facendolo aumentare di livello sotto vari aspetti e rifornendolo di nuove armi ed abilità. Se poi vorrete aumentare notevolmente la velocità di progressione, sono disponibili anche le microtransazioni.

Il cuore di Assassin’s Creed Unity non si discosta eccessivamente però dai precedenti capitoli e si può quindi considerare ancora una volta, una sorta di Grand Theft Auto ambientato ai tempi della Rivoluzione Francese (con alcuni frangenti in altri periodi storici… ma anche in questo caso non vogliamo rovinarvi altre sorprese). Ci troveremo di fronte infatti ad una struttura free-roaming con obiettivi primari e quest secondarie in cui l’ambiente sarà fondamentale per avere la meglio sui nostri avversari.

Proprio l’interazione fra il nostro alter ego ed il background è uno degli aspetti più riusciti di Assassins Creed Unity: l‘immedesimazione è assolutamente totale e la vita della città ha un comportamento piuttosto verosimile e dinamico come non avevamo mai visto in precedenza. Rispetto ai precedenti Assassin’s Creed poi, la libertà di azione e di scelta di come risolvere una quest è aumentata notevolmente.

Sul fronte tecnico assistiamo alla solita magnificenza offerta dalla serie, che può godere di un nuovo motore grafico realizzato appositamente per Playstation 4, Xbox One e PC, uniche tre piattaforme su cui è disponibile il titolo. La densità poligonale è decisamente buona (la ricostruzione di alcuni capolavori parigini come Notre Dame lascia veramente senza fiato) e le texture impreziosiscono degnamente l’immagine che colpisce più nella visione d’insieme piuttosto che nel singolo dettaglio (trattandosi ovviamente di un gioco con struttura free roaming).

In rete sono montate polemiche a dismisura su vari bug e problemi di frame rate che, per quella che è stata la nostra esperienza (la versione da noi provata è stata quella per Playstation 4) non hanno affatto inficiato l’esperienza di gioco. Sono poi state ritoccate le animazioni (soprattutto in fase di combattimento) e le espressioni facciali, in grado di dare maggiore corposità alla recitazione e quindi alla trama, che resta uno dei punti fondamentali di Unity. Maestose le musiche e più che discreto il doppiaggio, che soffre però di evidenti problemi di sincronizzazione col labiale.

Niente mezzi di trasporto come navi o cavalli, niente locazioni multiple, ma dentro Parigi di cose da fare ce ne saranno moltissime e la longevità di Assassin’s Creed Unity, oltre alle 15 ore per completare la storia principale, è garantita dalle già citate missioni secondarie tra cui alcune da vivere in co-op online per un massimo di quattro giocatori. E’ sopratutto in questa modalità che si manifestano i problemi tecnici di cui sopra ma Ubisoft ha assicurato che in tempi molto celeri rimedierà a tali inconvenienti.

Al di là di magagne tecniche e “politiche” prima esposte, Assassin’s Creed Unity è sicuramente un kolossal videoludico che ci sentiamo di consigliare senza esitazioni agli amanti della serie ma anche i neofiti possono avvicinarsi senza timore al videogame visto che, a parte varie sfumature, la trama principale si può comprendere senza alcun problema ed in un certo senso è autoconclusiva. Mai come nessun altro capitolo della serie, Assassin’s Creed Unity rappresenta il “grandeur” della più importante software francese ed anche europea.

VOTO: 9


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