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The Flash, la recensione del quarto episodio: Going Rogue

Di Lorenzo Pedrazzi

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Going Rogue, quarto episodio di The Flash, ospita la dolcissima Felicity per un mini cross-over con Arrow, e introduce uno dei più grandi avversari del Velocista Scarlatto: Leonard Snart alias Captain Cold

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Barry Allen (Grant Gustin) riceve la visita di una cara amica: Felicity (Emily Bett Rickards) è arrivata a Central City per riabbracciarlo dopo il suo risveglio dal coma, e Iris (Candice Patton) nota subito che fra loro c’è una tensione sentimentale. Barry la porta agli S.T.A.R. Labs e le presenta Harrison Wells (Tom Cavanagh), Caitlin Snow (Danielle Panabaker) e Cisco Ramon (Carlos Valdes), ma deve indossare il costume di Flash non appena il computer segnala una rapina a un portavalori che trasporta un grosso diamante. Il supereroe corre sul posto e sventa la rapina, ma rinuncia a inseguire i criminali per portare in ospedale una delle guardie, ferita da un colpo di pistola. Tra i rapinatori c’è anche Leonard Snart (Wentworth Miller), che esamina i filmati della videocamera del portavalori e capisce che quella “scia rossa” era in realtà un uomo. In cerca di potenziamenti, un fornitore gli offre uno speciale fucile lanciafiamme e una pistola che, invece, emana un raggio congelante in grado di raggiungere lo zero assoluto, rubata agli S.T.A.R. Labs; Snart intuisce che quest’ultima è perfetta per contrastare Flash, quindi uccide il fornitore e se ne impossessa. Il diamante è stato esposto in un museo, e Snart lo prende d’assalto per rubarlo.
Nel frattempo, Barry e Felicity stanno partecipando a un quiz con Iris e Eddie Thawne, quando il detective viene richiamato al museo. Barry deve intervenire, e Felicity lo copre. Purtroppo, però, la pistola congelante di Snart si rivela un’arma davvero efficace: colpito al ventre, Flash si scopre più lento del solito, e non riesce a salvare una delle guardie del museo, che muore davanti ai suoi occhi. Snart fugge, mentre Barry è costretto a tornare agli S.T.A.R. Labs, dove scopre che la pistola era stata costruita da Cisco come eventuale rimedio per neutralizzare i suoi superpoteri, nel caso lui si fosse rivelato uno psicopatico. Il ragazzo si sente in colpa, ma elabora un sistema per rintracciare la pistola, e grazie a Felicity – hacker imbattibile – riesce a metterlo a punto quasi all’instante. Snart è alla stazione ferroviaria, e salta su un treno dopo un incontro ravvicinato con Joe (Jesse L. Martin), salvato all’ultimo da Eddie. Flash sale sullo stesso vagone, e si trova faccia a faccia con il criminale, che congela le ruote del treno per tenere occupato il supereroe. I vagoni deragliano dai binari, e Barry è costretto a ricorrere a tutte le sue risorse per salvare i passeggeri; poi, approfittando della sua vulnerabilità, Snart lo congela a terra. Intervengono però Felicity, Caitlin e Cisco, che lo tiene sotto tiro con quello che sostiene essere un nuovo prototipo della pistola congelante, quattro volte più potente. Snart si ritira, Flash viene liberato, e Cisco gli svela che in realtà quella “pistola” non è altro che un aspirapolvere!
Per Felicity è giunto il momento dei saluti, poiché deve tornare a Starling City. Lei e Barry si abbracciano, poi lui la raggiunge sul treno in cui sta viaggiando, in un vagone vuoto. Felicity ha capito che Barry è innamorato di Iris, mentre lui sa che lei prova qualcosa per Oliver Queen. Sarebbero perfetti insieme, ma entrambi sono attratti da qualcuno che non li desidera. Promettono di sostenersi sempre a vicenda, e infine si salutano con un bacio sulle labbra.
Alla fine, Snart fa visita a un uomo di cui non ci viene mostrato il volto, e gli dice che vuole formare una squadra “potenziata” per affrontare avversari come Flash. A tal fine, gli offre il fucile incendiario che ha rubato insieme alla pistola congelante, e l’uomo è ben felice di accettarlo…

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Dopo tre episodi preparatori, in cui Barry Allen ha preso confidenza con i suoi poteri e con le implicazioni dell’attività supereroistica, Going Rogue dimostra che lo show è ora pronto a fare “sul serio”. Il merito è anzitutto di Captain Cold, interpretato con misura e stile da un fascinoso Wentworth Miller: primo avversario di Flash senza superpoteri, Leonard Snart si dimostra paradossalmente anche il più pericoloso, e giunge illeso fino al termine della puntata, giusto in tempo per reclutare Heatwave (che debutterà nel decimo episodio con il volto di Dominic Purcell) e formare il nucleo originario dei Nemici, gruppo di supercriminali che combatte contro il Velocista Scarlatto. Snart è inoltre il primo avversario con una caratterizzazione decente, al contrario degli anonimi Weather Wizard, Multiplex e Mist che, invece, svolgevano una funzione puramente strumentale, per catalizzare l’azione e innescare i conflitti di Barry. Algido e calcolatore, spietato ma non disumano, Snart è disposto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, ma tende a evitare il più possibile i danni collaterali; certo, questo non lo dissuade dal far deragliare un treno pur di sconfiggere Flash, ma sul piano spettacolare ci offre la sequenza più soprendente dall’inizio della serie, degna di un blockbuster hollywoodiano e realizzata con ottimi effetti speciali (soprattutto rispetto ai bidget televisivi).

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La buona riuscita di Going Rogue è dovuta però anche alle variazioni sulla “formula” del racconto, rimasta praticamente intatta nei primi tre episodi: la narrazione fuori campo di Barry è stata ridotta al minimo, nonché privata della sua consueta retorica; non ci sono riferimenti alla trama orizzontale, né alcun colloquio fra Barry e suo padre; il versante umoristico è più brioso ed efficace, riuscendo anche a suscitare qualche risatina sincera (come nel dialogo in macchina tra Eddie e Joe, stizzito perché lui frequenta sua figlia); il cattivo non viene catturato o ucciso, ma riesce a fuggire dopo aver quasi sconfitto l’eroe; e, infine, la presenza di Felicity ha il pregio d’illuminare la puntata con un misto di dolcezza e ironia, tirando le fila di una storia d’amore impossibile che non si consumerà mai, dato che Barry è “destinato” a stare con Iris, come impongono i fumetti. Peccato, perché la compatibilità fra questi adorabili nerd è innegabile, così come la loro tenerezza. Sono sulla stessa lunghezza d’onda, e inoltre Felicity porta la sua esperienza con il Team Arrow nel Team Flash, aiutandolo a ricucire gli strappi e a riconoscersi come “gruppo”, affiatato e solidale. L’epilogo sul treno, mentre lei torna a Starling City, cela una lieve malinconia: in un mondo perfetto, questi due starebbero insieme… ma il mondo, si sa, è ben lontano dall’essere perfetto.

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La citazione: «Ho visto da vicino ciò che questa vita può fare alle persone. È un cammino solitario. Non renderlo più solitario di quanto lo sia già»

Ho apprezzato: la presenza di Felicity; Wentworth Miller come Captain Cold; la variazione di alcune dinamiche; lo scontro finale; l’epilogo con Felicity e Barry sul treno.

Non ho apprezzato: nulla di rilevante.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di The Flash sul nostro Episode39 a questo LINK.

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