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Gracepoint, la recensione del primo episodio

Di Lorenzo Pedrazzi

gracepoint-copertina

Sulla Fox ha debuttato Gracepoint, remake americano dell’inglese Broadchurch, con David Tennant nello stesso ruolo della serie originale. Qui, però, è affiancato da Anna Gunn: i due attori prestano il volto a due detective in una cittadina della provincia californiana, dove si verifica il misterioso omicidio di un dodicenne…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

La detective Ellie Miller (Anna Gunn) torna a Gracepoint dopo una vacanza con la sua famiglia, e scopre con disappunto che il ruolo di capo detective – promessole ancor prima della partenza – è stato assegnato all’esperto Emmett Carver (David Tennant), che si è appena trasferito nella cittadina californiana per rifugiarsi dal suo passato. Ad attenderla, però, c’è un fatto ben più grave: il dodicenne Danny Solano (Nikolas Filipovic), migliore amico di suo figlio Tom (Jack Irvine), è stato trovato senza vita sulla spiaggia, ai piedi della scogliera. È morto per trauma cranico, ma le analisi della scientifica e del medico legale rivelano che il bambino non può essere caduto per errore, e di sicuro non da quella scogliera: qualcuno lo ha ucciso, e poi ha gettato il cadavere sulla spiaggia per simulare la caduta.
La madre Beth (Virginia Kull), il padre Mark (Michael Peña) e la sorella maggiore Chloe (Madalyn Horcher) sono ovviamente sconvolti. Beth e Mark si sentono in colpa per non aver controllato il bambino la sera prima: Danny è infatti uscito nottetempo, da solo, e una telecamera di sorveglianza lo ha colto mentre attraversava la città in skateboard. Alla mattina avrebbe dovuto raggiungere Jack Reinhold (Nick Nolte) per aiutarlo con il programma di osservazione della fauna marina (a cui partecipano molti bambini del posto), ma non si è mai presentato, e l’uomo sembra non saperne nulla.
Emmett non vuole che la notizia si diffonda sui giornali, ma Owen Burke (Kevin Zegers), il nipote di Ellie che lavora al Gracepoint Journal, intuisce l’identità della vittima e la pubblica su internet, attirando l’attenzione di Renee Clemons (Jessica Lucas), una reporter del San Francisco Globe, che si reca subito sul posto. Questo provoca la rabbia di Emmett, e rischia di incrinare il suo rapporto con Ellie, la quale però riceve le sue lodi dopo aver trovato il sopracitato video della sorveglianza. Il fatto è che Ellie non ha esperienza con i casi di omicidio (è il primo a cui lavora), e la stessa Gracepoint non ha mai affrontato nulla del genere: Emmett si trova quindi a dover operare in un contesto inedito, che sembra nascondere dei segreti. Tom, ad esempio, dopo aver saputo da sua madre della morte di Danny, si precipita a cancellare sia la cronologia del computer sia tutti gli sms ricevuti dall’amico negli ultimi tempi…

3

Non capita spesso che gli autori dallo show originale – in questo caso britannico – si occupino anche del remake americano, ma è proprio ciò che accade con Gracepoint: lo sceneggiatore Chris Chibnall e il regista James Strong, già all’opera su Broadchurch, ne rileggono la trama sulle coste californiane, mantenendo però intatta la concezione di fondo. Anche qui, il contesto del dramma è una piccola comunità di provincia, tranquilla e pacifica, che non è abituata a ospitare simili atti di violenza, né l’esposizone mediatica che ne consegue. La stessa Ellie non ha mai indagato su un caso di omicidio in vita sua, e ne risulta spiazzata non soltanto sul piano investigativo, ma anche emotivo e psicologico. Di contro, l’esperienza non manca di certo al disilluso Emmett: qualunque sia il segreto del suo passato, il detective sa come muoversi, e la serie imposta subito una dinamica relazionale di attrito e collaborazione forzata tra i due personaggi. Se il cupo David Tennant – lontanissimo dalla giovialità guascona di Doctor Who – interpreta un detective ruvido, pragmatico e insofferente alle dinamiche di provincia, straniero in terra straniera, Anna Gunn rappresenta invece la comunità locale, e si concentra sul lato emotivo non solo per ragioni caratteriali, ma anche perché le indagini coinvolgono persone a lei molto vicine. Il rapporto professionale non nasce sotto una buona stella (Emmett le ha “rubato” la promozione), ma i due investigatori, come spesso accade in questi casi, potrebbero compensare le rispettive mancanze e giungere così a un insperato equilibrio.

2

Questo primo episodio è puramente introduttivo, utile per stabilire il contesto ambientale e il sistema di personaggi che lo abitano: tutti potenziali sospettati, come dichiarano implicitamente Chibnall e Strong al termine dell’episodio, mostrandoli in un montaggio alternato che scorre insieme alle parole di Emmett, durante la conferenza stampa della polizia. Certo, la sensazione di deja-vu è piuttosto intensa, soprattutto per chi ha seguito The Killing. L’impostazione iniziale è infatti molto simile, anche se le differenze di genere (la vittima è un maschio, caso più raro in questi thriller investigativi) e di ambientazione (una piccola località marina, non una grande città) dovrebbero condurre a sviluppi narrativi diversi; senza dimenticare, inoltre, che Chibnall è interessato a raccontare gli effetti di una morte violenta su un microcosmo chiuso e limitato come quello di Gracepoint, dunque l’epicentro della serie trascende l’intreccio “giallo” per addentrarsi in tematiche a sfondo psicologico e sociale, almeno nelle intenzioni dell’autore.

1

L’avvio – seppur privo di trovate memorabili e appesantito dall’impiego superfluo di alcuni ralenti – è piuttosto intrigante, sia per il mistero a cui accenna (cosa nascondevano le conversazioni private fra Tom e Danny?) sia per il carisma dei due protagonisti, che hanno le spalle abbastanza larghe per reggere il peso dello show. Ma è altrettanto significativa la presenza del grande Nick Nolte, voce rauca e barba da marinaio, che domina la scena non appena compare sullo schermo: tra quelli visti finora, il suo personaggio è forse il più ambiguo.

La citazione: «Lei potrà anche esserci abituato, ma noi qui non ne vediamo spesso di queste cose. Trovi questo individuo e lo metta in prigione per molto tempo.»

Ho apprezzato: la disillusione e l’insofferenza di Emmett; le interpretazioni di David Tennant, Anna Gunn, Nick Nolte e Michael Peña; l’impostazione del mistero.

Non ho apprezzato: la sensazione di deja-vu rispetto ad altre serie; l’impiego dei ralenti.

Potete scoprire, commentare e votare tutti gli episodi di Gracepoint sul nostro Episode39 a questo LINK.

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