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Boxtrolls – 10 curiosità sull’adorabile cartoon dei Laika Studios

Di Valentina Torlaschi

boxtrolls scatole magiche cartone video

Dopo Coraline e ParaNorman, i LAIKA Studios hanno confezionato un altro gioiello fiabesco in stop-motion che va sotto il titolo di Boxtrolls – Le scatole magiche e che approda oggi nei cinema italiani. Un cartoon ironico e intelligente che, venato di toni dark, presenta questi adorabili e indimenticabili mostriciattoli rivestiti di scatole. Personaggi destinati a rimanere impressi nell’immaginario di piccoli e grandi spettatori per un bel film che pulsa sì di un cuore bambino ma ha un cervello adulto. Un film che diverte in modo intelligente, un film che, come i precedenti, pur essendo diretto a un pubblico di famiglie, non ha paura di mostrare il lato oscuro delle cose per poi illuminarle con episodi giocosi ma anche messaggi sovversivi…

La storia è questa: c’era una volta la città di Cheesebridge, un borgo dell’Inghilterra vittoriana dove gli abitanti hanno una folle ossessione per i formaggi e una paura atroce per i boxtrolls, ovvero degli esseri orripilanti coperti da scatole di cartone che vivono nel sottosuolo salvo uscire in superficie la notte per seminare terrore e rapire bambini. Una leggenda. E sì perché i boxtrolls, a guardarli da vicino, sono dei mostriciattoli adorabili più che mostri sanguinari, e soprattutto sono assai simpatici, goffi, con un linguaggio incomprensibile tutto loro e un’empatia unica, un po’ come i mignon di Cattivissimo Me e gli ewok di Star Wars. I boxtrolls, poi, hanno perfino adottato e cresciuto con amore un piccolo bambino orfano di nome Uovo.

Di seguito 10 curiosità su Boxtrolls – Le scatole magiche per entrare nella magica atmosfera del film.

Tutto nasce da un libro
Il film è tratto del libro Arrivano I Mostri!, bestseller d’avventura fantasy di Alan Snow che già racchiudeva già anche molte illustrazioni sugli adorabili Boxtrolls. Come raccontano i due registi Graham Annable e Anthony Stacchi: «la prima azione è stata condensare tutto quello strepitoso ma gigantesco materiale in una storia di 1 ora e mezza. È un testo gigante, sono più di 500 pagine, con una miriade di personaggi, non solo i boxtrolls ma anche altri esseri strani come donne-coniglio e teste di cavolo, e quindi abbiamo dovuto semplificare, arrivare alla trama essenziale di un bambino orfano che viene allevato da questi simpatici mostriciattoli-scatole». QUI potete acquistare il libro.

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Un mix tra Charles Dickens, Roald Dahl e i Monty Python
Il produttore e capo-animatore Travis Knightt ha definito Boxtrolls “una sorta di racconto di Charles Dickens intrecciato con Roald Dahl e Monty Python”. E in effetti troviamo un’ambientazione da Inghilterra vittoriana, con le città ingrigite dell’industrializzazione e la società divisa in rigide classi di ricchi e poveri, ma poi anche l’ironia folle dei Monty Python e quei personaggi mostruosi e simpatici insieme tipici della letteratura per l’infanzia di Dahl.

… Ma anche Ken Loach
Strano ma vero, tra le altre fonti d’ispirazione per Boxtrolls c’è anche il rigoroso regista inglese Ken Loach, o meglio un suo film: Kes. I registi hanno voluto mostrare agli animatori e ad Isaac Hempstead-Wright (l’attore che nella versione originale doppia Eggs) questa pellicola di Loach perché «è anche una storia sul concetto di famiglia, e raccontava bene un certo rapporto padre-figlio. E poi ci piaceva molto l’attore bambino protagonista: volevamo che in qualche modo Eggs gli somigliasse. Volevamo prendere spunti dall’interpretazione di David Bradley: all’epoca, quel film segnava l’esordio del giovane attore. Quella performance è stata un punto di riferimento per il personaggio – ed il pupazzo – ancor prima di selezionare Isaac, e abbiamo creduto di apportare quell’ innocenza a Uovo».

Il doppiaggio “sdraiato” di Sir Ben Kingsley
Nella versione originale, l’attore premio Oscar Ben Kingsley doppia quello che è il cattivo della storia: l’ aspirante aristocratico Archibald Arraffa che vuole catturare tutti e Boxtrolls in modo da ottenere una scalata in società. Arraffa è un uomo viscido, spocchioso e dalla gran pancia: per dargli voce, Kingsley ha usato una particolare tecnica recitando su una sedia reclinata, quasi da sdraiato. In questo modo, riusciva a pronunciare le sue battute proprio come se venissero dallo stomaco, dalle viscere, in perfetta sintonia con quel personaggio.

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• I tempi dell’animazione in stop-motion
Boxtrolls è stato realizzato in stop-motion: la tecnica d’animazione più più vecchia in cui pupazzi in plastilina vengono mossi a mano e fotografati di volta in volta in modo che le immagini, accostate, ricreino il movimento. Una tecnica davvero artigianale che, per quanto ora sia coadiuvata da tecnologici e avanti sistemi di RP (Rapid Prototyping) e CG (Computer-Generated), richiede una mole di lavoro e collaboratori immensa. Per darvi un’idea, dopo una buona e intensa giornata di lavoro si riescono a portare a casa circa due secondi di filmato utilizzabile. tutta la produzione del film è stata dunque lunghissima…

• Qualche numero da capogiro
Come si diceva sopra la lavorazione di Boxtrolls è stata molto impegnativa. Ecco allora qualche numero che ne dà la dimensione: il film è stato realizzato utilizzando 56 telecamere e 892 luci, tra cui 68 dispositivi fluorescenti. Sono stati impiegati oltre 20.000 oggetti di scena realizzati a mano, 190 marionette costruite, 55 differenti forme di formaggi come oggetti di scena. Il tutto per 76 settimane di riprese.

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Costumi fatti a mano
In Boxtrolls, tutto è fatto a mane, anche i minuscoli costumi dei pupazzi dei personaggi, ovviamente. Si legge nel press-book: «Nessun abito è venuto fuori da un magazzino: abbiamo confezionato e tinto ogni costume. In Boxtrolls- Le Scatole Magiche, non c’è un costume senza un componente unico creato da noi. Il maglione ed i pantaloni di Uovo sono stati fatti non a maglia, ma con una macchina da cucire per ricami, utilizzando una tecnica concepita in-sede; contando tutti i duplicati, solo il maglione ha richiesto 213 metri di fili di diversa consistenza, tinti a mano in diverse tonalità di colore».

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Il 3D
Il film è stato girato in 3D nativo (non riconvertito dopo in fase di post-produzione), quindi con un uso più studiato e non superfluo solo per gonfiare il prezzo del biglietto. Osserva il produttore Knight: «Coraline e la Porta Magica è stato uno dei primi film ad utilizzare il 3D come strumento di narrazione. Noi della Laika non consideriamo il 3D come un processo di post-produzione, di conversione. Per noi non è come metter su una patina, ma ci pensiamo già nelle riprese. Programmiamo rigorosamente ogni singola ripresa con composizione in 3D, facendo dei test esaustivi al fine di suscitare la risposta emotiva d’immagine precisa e desiderata che la storia richiede».

Nomi e linguaggio dei Boxtrolls
I personaggi dei Boxtrolls sono dei mostricciattoli-gnomi che indossano delle scatole di cartone e prendendo il nome dalla scritta sulla confezione: abbiamo dunque Scarpa, Uovo, Pesce, Olio. Hanno un linguaggio tutto loro, incomprensibile a noi umani e sono simpatici e goffi, e con un’empatia unica, un po’ come i mignon diCattivissimo Me e gli ewok di Star Wars.

boxtrolls recensione

Non andate via dopo i titoli di coda!
Un invito, anzi un obbligo: rimanete in sala dopo i titoli di coda per farvi sorprendere da una scena metacinematografica, ironica e commovente insieme, in cui si rende omaggio al lavoro quotidiano di quelle folli persone che di professione fanno gli animatori e passano le loro giornate a muovere braccia e gambe di strambi pupazzetti in plastilina… Sarà mica un lavoro quello?

Boxtrolls – Le scatole magiche è nei cinema italiani dal 2 ottobre; qui la pagina Feacebook. Per ulteriori approfondimenti:

QUI la nostra intervista ai due registi Graham Annable e Anthony Stacchi
QUI la nostra intervista a Isaac Hempstead-Wright, voce di Uovo
QUI la nostra recensione

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