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Borderlands The Pre-Sequel: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

borderlands

Borderlands è stato uno di quei titoli che sono riusciti inaspettatamente a stravolgere e rivoluzionare il mondo degli fps grazie ad alcune caratteristiche profondamente innovative; è naturale quindi che approcciando questo pre-sequel il giocatore si porti con un sé un po’ di scetticismo, soprattutto sapendo che è stato sviluppato da 2K Australia, dal momento che i Gearbox sono impegnati in altri, ambiziosi progetti. Ma, come sempre, non è detta l’ultima parola, e forse abbiamo tra le mani qualcosa di più di un more of the same…

Come è facile intuire dal titolo, il gioco si posiziona tra la prima e la seconda uscita e vi mostra l’ascesa al potere di Jack il Bello, permettendovi di vestire i panni di un suo sottoposto. Nel lungo filmato introduttivo ci verrà mostrata Athena nelle mani dei cacciatori della cripta con la vita appesa ad un filo, che inizia a raccontare come tutto sia iniziato e come si sia trovata infine in quella a dir poco scomoda posizione.

Ancora una volta troveremo quel fantastico umorismo demenziale che tanto ha fatto la fortuna dei primi due capitoli e che viene alternato a fasi decisamente più serie. La storia in sé si mostra piuttosto interessante, ma presenta più di una lacuna e i dialoghi hanno un livello qualitativo decisamente meno ambizioso che in passato.

Per non rischiare 2K Australia ha deciso saggiamente di lasciare invariate le meccaniche di gioco, facendo quindi affidamento sull’estrema varietà di armi a nostra disposizione nonché su mappe molto estese che potremo percorrere a bordo di veicoli. Questa volta però il gioco è ambientato sulla luna, luogo in cui non c’è ossigeno né gravità.

Questa scelta ha ricadute a livello di gameplay, perchè permette l’introduzione degli Oz Kit, strumenti che ci permettono di respirare e di spostarci usandoli come jet-pack: potremo tra l’altro effettuare doppi salti, potenti schiacciate a terra che infliggono danni ad area, sempre con un occhio ai geyser che permettono di ricaricare le scorte di ossigeno se andiamo in loro prossimità.

I combattimenti continuano fortunatamente ad essere divertenti e il tutto è livellato in modo tale da evitare inutili frustrazioni, ma è con le armi che nascono i primi problemi seri perchè da un lato troviamo un eccessivo riciclo che fa tanto sensazione di deja-vù e dall’altro la loro precisione è decisamente meno convincente che in passato.Un vero e proprio applauso invece per quanto riguarda le classi, decisamente differenziate tra loro e tutte estremamente divertenti da gestire.

2K_Borderlands_ThePre-Sequel_InGameArt_moonMechs_1stPerson

Il motore grafico, mutuato dal precedente capitolo, non riesce oggi a fare il medesimo effetto galvanizzante di qualche tempo fa: l’aliasing è decisamente troppo marcato, le texture caricano sempre con un po’ di ritardo creando un effetto non piacevole per l’occhio e non mancano i cali di frame-rate. Migliore la situazione del sonoro, con musiche ispirate, effettistica decisamente convincente ed un doppiaggio italiano che, per quanto non eccelso, svolge bene la propria parte.

Quello che ci aspettava da questo Pre-Sequel era in sostanza un miglioramento di quanto visto nel secondo capitolo ed in questo 2K Australia non è riuscita purtroppo a raggiungere il suo scopo. Borderlands: The Pre- Sequel resta un gioco divertente e valido, ma paradossalmente non riesce a superare il secondo mitico capitolo, scivolando in difetti evitabili, come un comparto tecnico poco performante ed una precisione delle armi non all’altezza. Per il resto, il cuore della serie c’è tutto e se volete entrare ancora una volta nel suo fantastico mondo, avete l’occasione di divertirvi una volta di più.

VOTO: 8

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